Terrence Malick, oltre il visibile
Sono pochi i registi capaci, come Terrence Malick, di provocare reazioni tanto contrastanti. Considerato dai cinefili un genio assoluto per la perfezione stilistica unita alla profondità dei temi, c’è...
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Sono pochi i registi capaci, come Terrence Malick, di provocare reazioni tanto contrastanti. Considerato dai cinefili un genio assoluto per la perfezione stilistica unita alla profondità dei temi, c’è anche chi lo trova poco accessibile e troppo intellettuale. Di sicuro l’uscita di ogni nuovo film del regista e sceneggiatore americano suscita sempre la curiosità dei grandi eventi, anche perché in oltre quarant’anni di carriera, e 73 di vita, ha diretto solo una decina di titoli. Tra questi, “The tree of life”, Palma d’oro a Cannes nel 2011.
Il suo lavoro più recente, “Song to song”, adesso disponibile in dvd e in blu-ray, è la storia di una coppia di musicisti, BV (Ryan Gosling) e Faye (Rooney Mara), del loro amore e del percorso che li porterà ad emanciparsi dall’influenza esercitata da Cook, il produttore discografico milionario interpretato da Michael Fassbender.
Sullo sfondo, il City Limits Music Festival di Austin, in Texas, dove fanno la loro comparsa, tra gli altri, Iggy Pop e Patti Smith.
La trama, però, come quasi sempre nei film di Malick, è un pretesto per esplorare sentimenti sfuggenti come la ricerca di autenticità, o la fede in qualcosa di trascendente, e infatti si sviluppa per flashback e anticipazioni, mentre la cinepresa (fotografia del tre volte Premio Oscar Emmanuel Lubezki) indugia, quasi galleggia sui corpi, sulla natura, sulla luce nel tentativo impossibile di spingersi oltre i limiti del visibile. (grab)
Il suo lavoro più recente, “Song to song”, adesso disponibile in dvd e in blu-ray, è la storia di una coppia di musicisti, BV (Ryan Gosling) e Faye (Rooney Mara), del loro amore e del percorso che li porterà ad emanciparsi dall’influenza esercitata da Cook, il produttore discografico milionario interpretato da Michael Fassbender.
Sullo sfondo, il City Limits Music Festival di Austin, in Texas, dove fanno la loro comparsa, tra gli altri, Iggy Pop e Patti Smith.
La trama, però, come quasi sempre nei film di Malick, è un pretesto per esplorare sentimenti sfuggenti come la ricerca di autenticità, o la fede in qualcosa di trascendente, e infatti si sviluppa per flashback e anticipazioni, mentre la cinepresa (fotografia del tre volte Premio Oscar Emmanuel Lubezki) indugia, quasi galleggia sui corpi, sulla natura, sulla luce nel tentativo impossibile di spingersi oltre i limiti del visibile. (grab)
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