In montagna per fare i conti col passato
“Il ragazzo selvatico” di Paolo Cognetti, nuova edizione illustrata da Alessandro Sanna
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SASSARI. Trent’anni, un inverno difficile e la sensazione di non andare da nessuna parte: “Mi sentivo senza forze, sperduto e sfiduciato. Soprattutto non scrivevo, che per me è come non dormire o non mangiare”. Nasce da qui la decisione di lasciare Milano per trasferirsi in una baita di montagna a duemila metri, nella speranza di fare i conti con il passato e ricominciare a scrivere. Da una delle migliori voci della narrativa italiana, la storia di una lotta a mani nude contro il dolore per ritrovare se stessi: “Il ragazzo selvatico”. Cognetti ha ripreso in mano il testo a distanza di qualche anno, inserendo alcuni episodi che nella prima edizione aveva scelto di escludere ma che, a posteriori, si sono rivelati particolarmente significativi, ed è stato illustrato da Alessandro Sanna. “Il ragazzo selvatico” è già stato pubblicato in Francia, Germania, Svizzera, ed è in corso di traduzione in Spagna, Olanda, Grecia, Portogallo, Cina, Stati Uniti e paesi di lingua inglese.
Paolo Cognetti (1978) è nato a Milano. Ama la montagna, la letteratura americana e New York. Nel 2017 con il romanzo “Le otto montagne” (Einaudi) ha vinto il Premio Strega e il Premio Strega Giovani. Il libro racconta la storia di Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Con minimum fax Cognetti ha pubblicato, tra l’altro, le raccolte di racconti “Manuale per ragazze di successo” (2004), “Una cosa piccola che sta per esplodere” (2007) e il romanzo “Sofia si veste sempre di nero” (2012), selezionato al Premio Strega 2013. Il suo blog è paolocognetti.blogspot.it.
Alessandro Sanna (1975) è nato in provincia di Verona. Ha pubblicato, tra l’altro, “Fiume lento” (Rizzoli), vincitore del Super Premio Andersen, e Miramuri (con Massimiliano Tappari, Terre di mezzo Editore). Insegna Illustrazione per l’editoria all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Paolo Cognetti (1978) è nato a Milano. Ama la montagna, la letteratura americana e New York. Nel 2017 con il romanzo “Le otto montagne” (Einaudi) ha vinto il Premio Strega e il Premio Strega Giovani. Il libro racconta la storia di Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po’ scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l’orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Con minimum fax Cognetti ha pubblicato, tra l’altro, le raccolte di racconti “Manuale per ragazze di successo” (2004), “Una cosa piccola che sta per esplodere” (2007) e il romanzo “Sofia si veste sempre di nero” (2012), selezionato al Premio Strega 2013. Il suo blog è paolocognetti.blogspot.it.
Alessandro Sanna (1975) è nato in provincia di Verona. Ha pubblicato, tra l’altro, “Fiume lento” (Rizzoli), vincitore del Super Premio Andersen, e Miramuri (con Massimiliano Tappari, Terre di mezzo Editore). Insegna Illustrazione per l’editoria all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
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