Quel programma radiofonico finto-culturale
L’emittente radiofonica, che non nomino, è nazionale. La trasmissione, che non nomino, fa grandi ascolti: perché si può insultare, sproloquiare, metaforicamente defecare con beatitudine. La conducono...
1 MINUTI DI LETTURA
L’emittente radiofonica, che non nomino, è nazionale. La trasmissione, che non nomino, fa grandi ascolti: perché si può insultare, sproloquiare, metaforicamente defecare con beatitudine. La conducono due che non nomino, i quali sono contesi da tutti talk show. Il primo, vitalista, si compiace – lo dice lui durante il programma – della sua ignoranza, dei suoi capelli sporchi, delle mutande che tiene almeno una settimana, delle lenzuola che cambia ogni mese. Il secondo si scandalizza di tutto, salvo sdilinquirsi se viene citato uno scrittore o un regista, chiunque esso sia, non essendo in grado di esercitare la minima capacità critica, nulla conoscendo, ma avendo tutto orecchiato. Interessante l’uso che si fa degli ospiti intellettuali, forse per aumentare il disprezzo dei propri utenti nei confronti della cultura.
I mattatori? Lo scrivente boscaiolo Mauro Corona: del quale abbiamo finalmente appreso che ha le stesse abitudini del conduttore vitalista, quanto a igiene intima, con l’eccezione dei denti, che pare si lavi ogni giorno. Il filosofo Diego Fusaro, sempre cerimonioso, subito pronto a interpretare, quando parla di globalizzazione e di neocapitalismo, la parodia del pensatore. Evviva.
I mattatori? Lo scrivente boscaiolo Mauro Corona: del quale abbiamo finalmente appreso che ha le stesse abitudini del conduttore vitalista, quanto a igiene intima, con l’eccezione dei denti, che pare si lavi ogni giorno. Il filosofo Diego Fusaro, sempre cerimonioso, subito pronto a interpretare, quando parla di globalizzazione e di neocapitalismo, la parodia del pensatore. Evviva.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google