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Fredrik Sjöberg, scrittore di viaggi e fughe

Non è difficile affermare che Fredrik Sjöberg, nato in Svezia nel 1958, sia uno degli scrittori europei più originali e inventivi oggi in attività. Ma che tipo di scrittore è? Per capirlo vi...

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Non è difficile affermare che Fredrik Sjöberg, nato in Svezia nel 1958, sia uno degli scrittori europei più originali e inventivi oggi in attività. Ma che tipo di scrittore è? Per capirlo vi consiglio di leggere l’ultimo suo libro tradotto da Iperborea, “L'arte della fuga”, che va a completare una trilogia iniziata con “L'arte di collezionare mosche” (2015) e poi proseguita con “Il re dell'uvetta” (2016), lavoro dedicato a Gustaf Eisen, il collaboratore di Darwin che insegnò a dipingere a Strindberg, l’esperto di lombrichi in Svezia e il pioneristico promotore della coltivazione dell’uvetta in California.

“L'arte della fuga”, dicevo. Pagine d'autobiografia? Certo. Un diario di soste e viaggi? Anche: sebbene le soste e i viaggi abbiano qui il solo fine di ripercorrere le tracce di Gunnar Widforss (1879-1934), «un pittore che nessuno ricorda più in Svezia», il quale ci ha lasciato acquerelli «un po' irreali», perlopiù effigianti pini, che però è assai amato negli Stati Uniti della wilderness, quella di Ralph Waldo Emerson e Henry David Thoreau, legato com’è al mito dei parchi nazionali e del Grand Canyon.

Trattato morale, se si vuole: sui rapporti tra pittura e natura, se non addirittura tra uomo e ambiente. E potrei continuare. Vi pare poco?

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