Canali e i Rossofuoco sul palco del The Hor
di Alessandro Marongiu
SASSARI. Compirà a breve sessant’anni e già da tempo è un pezzo di storia del rock italiano, ma non per questo Giorgio Canali pare intenzionato a rinunciare alla musica o all’energia che sa...
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SASSARI. Compirà a breve sessant’anni e già da tempo è un pezzo di storia del rock italiano, ma non per questo Giorgio Canali pare intenzionato a rinunciare alla musica o all’energia che sa scatenare quando sale su un palco: il pubblico di Sassari potrà farsi un’idea in proposito questa sera al The Hor di Piazza Mazzotti, dove Canali si esibirà con i Rossofuoco, la band che lo affianca in studio e dal vivo da quasi due decenni.
Nato a Predappio, intorno ai vent’anni Canali comincia a prestare la sua voce a vari gruppi punk romagnoli; conclusa l’esperienza con i Politrio, con i quali incide un album in cui si fondono elettronica e post-punk, “Effetto Eisenhower” del 1986, lavora come tecnico del suono per PFM e Litfiba e, quando dal complesso di Pelù e Renzulli fuoriescono Gianni Maroccolo e Ringo De Palma, si unisce a questi ultimi nella formazione finale dei CCCP per il disco “Epica Etica Etnica Pathos”. Com’è noto, poco dopo quella formazione darà vita ai CSI, che conoscono un ampio successo di pubblico con “Tabula rasa elettrificata” del 1997; tra il 2001 e il 2009, insieme ai compagni ormai di lungo corso Giovanni Lindo Ferretti, Maroccolo e Francesco Magnelli, Canali è nei P.G.R., che dei CSI raccolgono a modo loro il testimone. Nel 1998 il chitarrista e cantante avvia la sua carriera solista con “Che fine ha fatto Lazlotòz”, in cui sono già presenti i Rossofuoco; è però con l’uscita successiva, del 2002, che la denominazione dell’ensemble muta definitivamente in Giorgio Canali & Rossofuoco. La fatica più recente in ordine cronologico è “Perle per porci” del 2016, contenente rivisitazioni di brani di, tra gli altri, Baraldi, Faust’o, De Gregori, Santo Niente e Finardi.
Nato a Predappio, intorno ai vent’anni Canali comincia a prestare la sua voce a vari gruppi punk romagnoli; conclusa l’esperienza con i Politrio, con i quali incide un album in cui si fondono elettronica e post-punk, “Effetto Eisenhower” del 1986, lavora come tecnico del suono per PFM e Litfiba e, quando dal complesso di Pelù e Renzulli fuoriescono Gianni Maroccolo e Ringo De Palma, si unisce a questi ultimi nella formazione finale dei CCCP per il disco “Epica Etica Etnica Pathos”. Com’è noto, poco dopo quella formazione darà vita ai CSI, che conoscono un ampio successo di pubblico con “Tabula rasa elettrificata” del 1997; tra il 2001 e il 2009, insieme ai compagni ormai di lungo corso Giovanni Lindo Ferretti, Maroccolo e Francesco Magnelli, Canali è nei P.G.R., che dei CSI raccolgono a modo loro il testimone. Nel 1998 il chitarrista e cantante avvia la sua carriera solista con “Che fine ha fatto Lazlotòz”, in cui sono già presenti i Rossofuoco; è però con l’uscita successiva, del 2002, che la denominazione dell’ensemble muta definitivamente in Giorgio Canali & Rossofuoco. La fatica più recente in ordine cronologico è “Perle per porci” del 2016, contenente rivisitazioni di brani di, tra gli altri, Baraldi, Faust’o, De Gregori, Santo Niente e Finardi.
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