Morta l’attrice Isabella Biagini
Aveva 74 anni, viveva in povertà. Per molto tempo ha avuto casa a Porto Rotondo
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. È morta ieri a Roma l’attrice e showgirl Isabella Biagini. Aveva 74 anni. Malata da tempo, era ricoverata in un hospice della capitale. Nata nel 1943 a Roma, il vero nome era Concetta Biagini, aveva esordito nel 1955 con una piccola parte nel film “Le amiche” di Michelangelo Antonioni. Poi il passaggio alla tv, con ruoli comici e da svampita in tanti varietà degli anni Sessanta e Settanta e la partecipazioni a diverse commedie all’italiana da “Amore all’italiana” di Steno a “Boccaccio” di Bruno Corbucci, e commedie musicali da “Non cantare, spara” (1968) con il Quartetto Cetra a “Bambole, non c'è una lira” (1978) e “C’era una volta Roma” (1979).
Ironica e dissacrante, aveva un talento anche come imitatrice: indimenticabile la sua Mina. Segnata da una vita sentimentale difficile e da due matrimoni falliti, ha avuto una figlia Monica, morta nel 1998.
Nel 2016 aveva denunciato la sua difficile condizione economica. Nel 2009 i fotoreporter del settimanale “Oggi” l’avevano soprpresa su una panchina come una barbona, una coperta addosso, jeans e scarpe di plastica ai piedi, viso gonfio, cappellone in testa e cagnolino stretto al petto. «Mi sono informata per una casa di riposo – rivelò lei stessa nell’articolo uscito – ma con la pensione che ho nessuno è disposto a prendermi. È per questo che ogni tanto prendo su la mia coperta, il mio cane, e vado per strada. Diciamo che mi sto allenando per quella che potrebbe essere la mia vita futura: una vita da barbona». Una sconcertante e dolorosa confessione. «La gente dice: guarda com’è ingrassata la Biagini. Sfido chiunque a non ingrassare quando la sola cosa che puoi permetterti di comprare, con 650 euro di pensione al mese, è un piatto di pasta».
La Biagini visse per lungo tempo a Porto Rotondo. E nel 2007 denunciò la scomparsa della suo cagnolina: «Non riesco a darmi pace. Angyl è una cagnolina di razza Schitzu, pelo bianco, ha quattro anni. È sfuggita al mio controllo un attimo, forse perché spaventata dalla presenza in casa di alcuni operai, è uscita in strada a Rudalgia, nel pieno centro di Porto Rotondo, e poi non l’ho più vista».
Ironica e dissacrante, aveva un talento anche come imitatrice: indimenticabile la sua Mina. Segnata da una vita sentimentale difficile e da due matrimoni falliti, ha avuto una figlia Monica, morta nel 1998.
Nel 2016 aveva denunciato la sua difficile condizione economica. Nel 2009 i fotoreporter del settimanale “Oggi” l’avevano soprpresa su una panchina come una barbona, una coperta addosso, jeans e scarpe di plastica ai piedi, viso gonfio, cappellone in testa e cagnolino stretto al petto. «Mi sono informata per una casa di riposo – rivelò lei stessa nell’articolo uscito – ma con la pensione che ho nessuno è disposto a prendermi. È per questo che ogni tanto prendo su la mia coperta, il mio cane, e vado per strada. Diciamo che mi sto allenando per quella che potrebbe essere la mia vita futura: una vita da barbona». Una sconcertante e dolorosa confessione. «La gente dice: guarda com’è ingrassata la Biagini. Sfido chiunque a non ingrassare quando la sola cosa che puoi permetterti di comprare, con 650 euro di pensione al mese, è un piatto di pasta».
La Biagini visse per lungo tempo a Porto Rotondo. E nel 2007 denunciò la scomparsa della suo cagnolina: «Non riesco a darmi pace. Angyl è una cagnolina di razza Schitzu, pelo bianco, ha quattro anni. È sfuggita al mio controllo un attimo, forse perché spaventata dalla presenza in casa di alcuni operai, è uscita in strada a Rudalgia, nel pieno centro di Porto Rotondo, e poi non l’ho più vista».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
