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Diciamocelo. Anche le mode più longeve vivono le loro ere. Dopo l’iniziale entusiasmo arriva sempre il declino e spesso anche la tendenza più cool cade del dimenticatoio. Se mi guardo indietro vorrei...
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Diciamocelo. Anche le mode più longeve vivono le loro ere. Dopo l’iniziale entusiasmo arriva sempre il declino e spesso anche la tendenza più cool cade del dimenticatoio. Se mi guardo indietro vorrei cancellare con il photoshop della memoria storica parecchie acconciature cotonate e outfit che a riguardarli oggi mi fanno accapponare la pelle. Ma se nella mia prima gioventù ho detto sì a tante cose, su una cosa sono stata inamovibile: il tatuaggio. Stamani dal mio personalissimo osservatorio sotto l’ombrellone ho messo a fuoco l’inesorabile declino del tattoo sulla pelle dei vicini di spiaggia. Il samurai sulla schiena cede perdendo il cipiglio guerriero, si deforma il fregio tribale, la decorazione floreale è una macchia ormai illeggibile, l’arabesco che puntava maliziosamente dall’osso sacro al solco più in basso ha perso la simmetria ed è sbavato.
È il tempo che passa, bellezza.
È il tempo che passa, bellezza.
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