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Nonostante qualcuno abbia chiesto sulla pagina Facebook del concerto di sabato a Roma «per favore suona non fare politica» Roger Waters non ha pensionato il suo spirito controcorrente. Anzi, ha...
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Nonostante qualcuno abbia chiesto sulla pagina Facebook del concerto di sabato a Roma «per favore suona non fare politica» Roger Waters non ha pensionato il suo spirito controcorrente.
Anzi, ha riempito ancora di più di significati sociali e duramente antagonisti i brani eterni distillati dall’epopea dei Pink Floyd. E se un capolavoro è tale perché parla a ogni uomo e in ogni epoca i pezzi vecchi e nuovi da “The great Gig in the Sky” e “Welcome to The Machine” a “Déjà Vu”, “Last Refugee” e la potente “Picture That” sono diventati manifesti suonati da Waters contro «tutti i fascismi» per «restare sempre umani» come ha urlato (in italiano) dal palco. Mentre il maiale Algie, costante dei concerti della band, prende il volo sullo schermo scorrono le immagini di Trump. Insomma il vecchio ribelle è ancora lui: polemico. A proposito la risposta di Roger all’anonimo post del fan qualunquista: «A questo tizio vorrei dire: fuck you!».
Anzi, ha riempito ancora di più di significati sociali e duramente antagonisti i brani eterni distillati dall’epopea dei Pink Floyd. E se un capolavoro è tale perché parla a ogni uomo e in ogni epoca i pezzi vecchi e nuovi da “The great Gig in the Sky” e “Welcome to The Machine” a “Déjà Vu”, “Last Refugee” e la potente “Picture That” sono diventati manifesti suonati da Waters contro «tutti i fascismi» per «restare sempre umani» come ha urlato (in italiano) dal palco. Mentre il maiale Algie, costante dei concerti della band, prende il volo sullo schermo scorrono le immagini di Trump. Insomma il vecchio ribelle è ancora lui: polemico. A proposito la risposta di Roger all’anonimo post del fan qualunquista: «A questo tizio vorrei dire: fuck you!».
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