Salmo, Fabri e Nitro Boom per un tris d’assi
Tre rapper in un colpo solo: ventimila in visibilio a Olbia
I fan più incalliti si sono piazzati dietro le transenne quando il sole era ancora alto. In fin dei conti l’occasione era troppo ghiotta. Tre rapper in un colpo solo. E mica gente qualsiasi: Salmo, Fabri Fibra e Nitro. Per la prima volta insieme in una formula talmente esplosiva da far registrare il tutto esaurito. Quando poi sono saliti sul palco, uno dietro l’altro, il pubblico ha praticamente perso la testa. Cori da stadio, folla in movimento, mani a ritmo di bassi. Tantissimi under 20, ma pure molti trentenni cresciuti a pane e musica rap. Almeno ventimila le persone ammassate davanti al palco e nelle zone attorno. Potere dei versi in rima.
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Due ore di musica che hanno trasformato il molo Brin di Olbia in un frullatone di ragazzi che conoscono i testi a memoria. Il primo a finire sul palco è stato Nitro, veneto, 25 anni, uno che si è fatto le ossa nel collettivo fondato da Salmo, la Machete, e che già da tempo vanta un seguito niente male. A lui l’onore di aprire il concertone pensato come l’evento di punta dell’Olbia tattoo show, la mega convention dedicata ai tatuaggi che però ha saputo mettere insieme anche rap e motori.
Terminato il suo turno, è poi scattato quello di Fabri Fibra. Una scarica di adrenalina che ha elettrizzato la folla. Le sue canzoni sono parte della storia del rap italiano e lui, Fabri Fibra, 41 anni, non ha deluso le aspettative. Magliettone bianco e cappello nero, ha calato gli assi più interessanti della sua carriera e del suo ultimo disco, partendo da “Fenomeno” per poi continuare con “Applausi per Fibra”. «Quanti siete, dove mi giro c’è gente» ha detto guardando il pubblico.
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La chiusura del super live, invece, è stata affidata al padrone di casa: Salmo. Da vero profeta in patria, Maurizio Pisciottu, classe 1984, con solita abilità ha messo insieme rap, hardcore ed elettronica. Partito dalla sua Olbia con un bagaglio di idee innovative e fino a quel momento mai circolate in Italia, dal 2012 è uno che colleziona dischi di platino e milioni di visualizzazioni su Youtube. Anche Salmo ha cantato per una buona mezzora davanti alla consolle occupata da Dj Slait, pure lui olbiese. Ha inanellato uno dopo l’altro quei brani che lo hanno reso famoso, tutti pescati da album come “Hellvisback” e “Midnite”. Roba che ha mandato in visibilio Olbia.
Ma spenti i riflettori del concerto, già dai prossimi giorni il rapper olbiese tornerà al lavoro per preparare l’uscita del disco numero cinque. E dopo una normale promozione dell’album, metterà un po’ da parte la musica per concentrarsi su un’altra passione: la regia, settore dove ha già dimostrato di essere particolarmente bravo. Il concertone di ieri sera, dunque, ha confermato le aspettative ed è stato la punta di diamante dell’Olbia tattoo show, che terminerà oggi. Una convention organizzata da Sopei, Lebonski e Glory bound, più il Comune che ha investito 300mila euro. Nelle stanze del museo archeologico sono allestiti gli stand dei migliori tatuatori in circolazione.
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Tante le persone che sia ieri che venerdì hanno affollato il museo per dare un’occhiata agli stand e per lasciarsi tatuare la pelle. Successo anche per gli eventi collaterali, come gli show in sella alle motocross freestyle, l’esposizione di auto d’epoca e moto americane e gli stand dello street food. Un grande evento per il quale è stato necessario un apposito piano di sicurezza, soprattutto per il concerto di ieri sera.
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