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Folta foltissima, disegnata, accennata, di tre giorni o di tre settimane, da secoli è simbolo di grande importanza sociale. È la barba, che oggi viene celebrata con una Giornata Mondiale. Del resto...
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Folta foltissima, disegnata, accennata, di tre giorni o di tre settimane, da secoli è simbolo di grande importanza sociale. È la barba, che oggi viene celebrata con una Giornata Mondiale. Del resto anche i Vichinghi danesi dedicarono un giorno o anche più di uno all’anno alla glorificazione delle loro barbe, simbolo di estrema importanza e virilità. Come scriveva Umberto Eco, la barba è una maschera. È stata indice di saggezza nell’antichità, tanto da ispirare il proverbio romano «vedo il mantello e la barba, ma non il filosofo». Ma la barba è soprattutto trasformista: è stata oligarchica prima e Sessantottina poi, hippie e infine hipster, cavalcando le note della storia e ritrovando sempre la sua personalità, il suo modo di essere espressa. Nella storia la barba ha avuto significati diversi ma ha sempre indicato potere e autorevolezza. Lo stesso Shakespeare fa dire a un suo personaggio: «chi ha la barba è più che un giovane e chi non ha la barba è meno che un uomo».
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