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L’intelligenza artificiale diventa sempre più “umana”: dopo aver imparato a mentire, a bluffare nel poker e a ragionare come uno psicopatico, in futuro potrebbe diventare pure schiava dei pregiudizi,...
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L’intelligenza artificiale diventa sempre più “umana”: dopo aver imparato a mentire, a bluffare nel poker e a ragionare come uno psicopatico, in futuro potrebbe diventare pure schiava dei pregiudizi, facendosi condizionare da informazioni errate apprese in modo autonomo da altre macchine. A tratteggiare questo scenario è uno studio dei ricercatori dell’università di Cardiff e del Mit di Boston. Sebbene i risultati possano far immaginare robot “razzisti” pronti a snobbare ed escludere l’uomo, «questi scenari appartengono ancora al mondo della fantascienza», rassicura Giorgio Buttazzo, docente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Ma in futuro – aggiunge – «lo scenario sarà diverso. L’intelligenza artificiale è destinata a superare quella umana nel giro di pochi anni. Per prevenire il rischio, dobbiamo capire le strategie migliori per addestrare le macchine e fornire loro non solo pura conoscenza, ma anche regole etiche». Non ci si può fidare proprio di nessuno.
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