Benigni, standing ovation per l’Inferno
Standing ovation per Roberto Benigni che domenica sera in un Teatro Pergolesi sold out ha recitato il XXVI Canto dell’Inferno di Dante al termine di due giornate di studio ad Apiro (Macerata) e Jesi,...
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Standing ovation per Roberto
Benigni che domenica sera in un Teatro Pergolesi sold out ha recitato il XXVI Canto dell’Inferno di Dante al termine di due giornate di studio ad Apiro (Macerata) e Jesi, che hanno portato nelle Marche esperti dantisti da tutto il mondo. «Mi sono sentito inadeguato di fronte a tanti insigni universitari – ha detto l'attore premio Oscar – ma mi sono messo al servizio di questo straordinario poeta che ha dato tanto a tutto il mondo ed è stato in grado di tirare fuori parti di noi che non conoscevamo, regalandoci le parole per descriverle. Il suo canto non è scultoreo, ma ritmico come quello di un musicista. È incredibile che in Italia non abbiamo scuole dantesche».
Poi ha ringraziato i sindaci di Apiro e Jesi: «Mi hanno fatto conoscere le Marche, una regione segreta e meravigliosa di cui mi sono innamorato, forse cercherò casa da queste parti. Chissà come siete belli anche voi – ha poi scherzato col pubblico in sala – se avete una città così bella».
Prima d'iniziare la sua lettura ha infine ricordato che il XXVI Canto dantesco è preceduto dal quello dedicato ai ladri: «Pensate – ha ironizzato l’attore toscano – che all’epoca c’erano politici che prendevano i soldi sottobanco. Proprio una cosa da non credere». Tutto esaurito per Benigni anche fuori dal teatro, dove oltre 700 persone hanno assistito alla lettura dantesca su un maxischermo. Benigni ha debuttato recitando la Divina Commedia nel giugno 2006 al teatro romano di Patrasso, in Grecia, dove aveva declamato e spiegato il canto di Ulisse, il XXVI dell’Inferno.
Benigni che domenica sera in un Teatro Pergolesi sold out ha recitato il XXVI Canto dell’Inferno di Dante al termine di due giornate di studio ad Apiro (Macerata) e Jesi, che hanno portato nelle Marche esperti dantisti da tutto il mondo. «Mi sono sentito inadeguato di fronte a tanti insigni universitari – ha detto l'attore premio Oscar – ma mi sono messo al servizio di questo straordinario poeta che ha dato tanto a tutto il mondo ed è stato in grado di tirare fuori parti di noi che non conoscevamo, regalandoci le parole per descriverle. Il suo canto non è scultoreo, ma ritmico come quello di un musicista. È incredibile che in Italia non abbiamo scuole dantesche».
Poi ha ringraziato i sindaci di Apiro e Jesi: «Mi hanno fatto conoscere le Marche, una regione segreta e meravigliosa di cui mi sono innamorato, forse cercherò casa da queste parti. Chissà come siete belli anche voi – ha poi scherzato col pubblico in sala – se avete una città così bella».
Prima d'iniziare la sua lettura ha infine ricordato che il XXVI Canto dantesco è preceduto dal quello dedicato ai ladri: «Pensate – ha ironizzato l’attore toscano – che all’epoca c’erano politici che prendevano i soldi sottobanco. Proprio una cosa da non credere». Tutto esaurito per Benigni anche fuori dal teatro, dove oltre 700 persone hanno assistito alla lettura dantesca su un maxischermo. Benigni ha debuttato recitando la Divina Commedia nel giugno 2006 al teatro romano di Patrasso, in Grecia, dove aveva declamato e spiegato il canto di Ulisse, il XXVI dell’Inferno.
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