Ginger Baker, il “tipaccio” del rock
Il leggendario batterista dei Cream si è spento ieri in un ospedale inglese
2 MINUTI DI LETTURA
ROMA. Peter Edward Baker, per tutti Ginger, per via dei suoi capelli rossi, morto ieri a 80 anni in un ospedale inglese, è stato una leggenda, uno dei più grandi e innovativi batteristi della storia del rock. Ma anche uno dei personaggi più difficili che la musica ricordi.
Che tipo fosse lo racconta «Beware of Mr. Baker» (Attenti a Mr Baker), il documentario diretto nel 2012 da Jay Bulger. Bulger, da fan, era andato con devozione a cercarlo nel ranch del Sud Africa dove si era ritirato. Baker per far capire che aria tirava gli spacca il naso, colpendolo col bastone cui si appoggiava per camminare. Nella conferenza stampa di presentazione, minaccia i giornalisti. Nello stesso documentario Eric Clapton confessa il terrore che provava nei suoi confronti: i Cream, il formidabile trio formato con Jack Bruce si era sciolto dopo che Ginger aveva tentato di uccidere Bruce con un coltello. Quando Clapton scoprì che Stevie Winwood aveva scelto proprio Baker per suonare nei “Blind Faith”, rimase scioccato. E infatti la band pubblicò un solo, splendido album e durò un anno. Un vero autentico tipaccio, un batterista inarrivabile che, fin da ragazzo, è stato condizionato dalla sua tossicodipendenza. Da molti anni, e dopo alcuni crack finanziari, viveva in un ranch in Sud Africa: la salute era ormai minata da anni di abusi e di tabagismo compulsivo. Il suo manifesto resta per sempre «Toad», il brano dei Cream scritto come pretesto per l'assolo di Ginger, il batterista folle e arrabbiato che ha cambiato la storia del suo strumento.
Che tipo fosse lo racconta «Beware of Mr. Baker» (Attenti a Mr Baker), il documentario diretto nel 2012 da Jay Bulger. Bulger, da fan, era andato con devozione a cercarlo nel ranch del Sud Africa dove si era ritirato. Baker per far capire che aria tirava gli spacca il naso, colpendolo col bastone cui si appoggiava per camminare. Nella conferenza stampa di presentazione, minaccia i giornalisti. Nello stesso documentario Eric Clapton confessa il terrore che provava nei suoi confronti: i Cream, il formidabile trio formato con Jack Bruce si era sciolto dopo che Ginger aveva tentato di uccidere Bruce con un coltello. Quando Clapton scoprì che Stevie Winwood aveva scelto proprio Baker per suonare nei “Blind Faith”, rimase scioccato. E infatti la band pubblicò un solo, splendido album e durò un anno. Un vero autentico tipaccio, un batterista inarrivabile che, fin da ragazzo, è stato condizionato dalla sua tossicodipendenza. Da molti anni, e dopo alcuni crack finanziari, viveva in un ranch in Sud Africa: la salute era ormai minata da anni di abusi e di tabagismo compulsivo. Il suo manifesto resta per sempre «Toad», il brano dei Cream scritto come pretesto per l'assolo di Ginger, il batterista folle e arrabbiato che ha cambiato la storia del suo strumento.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
