Orrù, quel rovo che diventò un prestigioso casato della Sardegna giudicale

La pallavolista sarda Alessia Orro

Oggi conta circa 2.200 famiglie di cui 1.800 residenti nell’Isola. Tra le varianti c'è Orro

Il cognome Orrù ha origini molto antiche e designava uno dei casati più prestigiosi della Sardegna giudicale. Oggi conta circa 2.200 famiglie di cui 1.800 residenti nell’Isola. Altrove è presente specie in Lombardia (90 di cui 47 a Milano), Lazio (86 di cui 54 a Roma) e Piemonte (69 di cui 42 a Torino). In Sardegna è molto frequente al sud dove ha l’epicentro a Cagliari (235) e presenze di rilievo a Sinnai (97), Quartu S. Elena (67), Iglesias (59), Selargius (58), Oristano (57), Mogoro (55), S. Gavino Monreale (53), Sestu (52), Jerzu (41), S. Antioco (36), Carbonia (33), Villacidro (32). Nelle province centro-settentrionali è più raro con modesti nuclei a Nuoro, Olbia e Sassari (13) e Tonara (11). A S. Gavino Monreale rappresenta il primo cognome. È attestato a partire dal Mille soprattutto nel regno d’Arborea con le forme De Orrubu, Orruvu, Orruu, Horru. Nel 1102 un Comita de Orrù fu re d’Arborea e le sue figlie Maria ed Elena sposarono i re Orzocco II (1122) e Gonnario de Lacon. Un’altra Elena de Orrù fu moglie del re Comita II de Lacon (1131). Nel regno di Logudoro tra il 1114 e il 1130 una Maria de Zori-Orrù (alias Marcusa de Gunale) fu moglie del re Costantino I de Lacon e tra il 1153 e il 1178 Preziosa de Orrù fu moglie del re Barisone II. È registrato dei condaghi di Silki, Salvennor, Trullas (d’Aruvu), Bosove, Bonarcado, nelle Carte Volgari dell’Archivio Arcivescovile di Cagliari e nel Registro di Sorres. Nell’atto di pace del 1388 tra il Regno d’Arborea e la Corona d’Aragona è citato ad Asuni, Collinas, Curcuris, Escovedu, Genoni, Gesturi, Gonnoscodina, Gonnosnò, Gonnostramatza, Iglesias, Laconi, Massama, Masullas, Nuragus, Olbia, Oristano, Ortueri, Pabillonis, Ruinas, Sanluri, Simala, Simaxis, Sini, Siris, Soddì, Solanas, Solarussa, Villamar, Villaurbana, Zeddiani, Zuri e nei villaggi medievali di Acene, Goçula, Nuraci Albu, Senusche e Villa Longa. La forma De Arrù può essere una sua variante così come Orro che è una forma spagnolizzata. Nel 1500 Orrù è citato a Lunamatrona, Oristano, Solarussa e Villaurbana; nel 1589 e 1660 a Sanluri; nel 1593 a Ghilarza; nel 1602 a Sedilo; nel 1654 a Cagliari; nel 1809 a Villasor; nel 1818 a Busachi e Perfugas; nel 1823 a Sassari; nel 1832 ad Arbus; nel 1842 a Monastir; nel 1861 a Tortolì e nel 1880 nei registri della leva militare di Cagliari, Decimoputzu, Ierzu, Laconi, Massama, Meana, Mogoro, Muravera, Oristano, Orroli, S. Gavino Monreale, S. Giusta, S. Vito, Sini, Settimo S. Pietro, Siliqua, Suni, Terralba, Usellus, Villagrande Strisaili e Villasor. Nel 1738 il re Carlo Emanuele III concesse il cavalierato al casato Orrù di Assemini. Nelle fonti medievali Orrù è sempre preceduto da De che indica la provenienza o la discendenza. M. Pittau lo fa derivare dal termine campidanese orrù “rovo di macchia” dal latino rubus (CdS, 2, 294); in tal caso si tratterebbe di un antico soprannome. Secondo H.J. Wolf deriverebbe da un antico villaggio non localizzato. Trattandosi di cognome arborense, tale villaggio sorgeva forse nel Regno d’Arborea presso la chiesa di San Michele di Orrùi (Fonni).



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