Per il 70° anniversario
È sull’autonomia l’ultima opera curata da Brigaglia
Nel 2018 cadeva il settantesimo anniversario dello Statuto speciale della Sardegna: per l’occasione l’editore sassarese Delfino ha pubblicato un volume di più autori che è stato curato, insieme al...
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Nel 2018 cadeva il settantesimo anniversario dello Statuto speciale della Sardegna: per l’occasione l’editore sassarese Delfino ha pubblicato un volume di più autori che è stato curato, insieme al giovane storico Salvatore Mura, da Manlio Brigaglia (nella foto): è l’ultima opera di cui si è occupato il compianto professore, che a giusta ragione si definiva «facitore di libri» (“Storia dell’autonomia sarda”, 368 pagine, 20 euro). Il piano dell’opera non è ristretto agli ultimi decenni ma prende l’avvio dalla metà dell’Ottocento, quando schiere di sardi si battevano per ottenere l’abolizione dell’antico “Regnum Sardiniae” e quindi la “fusione” dell’isola con gli stati di terraferma, che di fatto fu concessa da re Carlo Alberto sul finire dl 1847. La misura andava in senso contrario a quello dell’autonomia, ma è di grande interesse perché è la prima importante occasione per discutere dei rapporti tra la Sardegna e lo Stato centrale: dall’antologia emerge che tra coloro che si pronunciarono sull’argomento c’erano quelli favorevoli – e quelli persino entusiasti –, mentre qualcun altro avrebbe preferito un “rapporto” diverso: il canonico Federico Fenu, ad esempio, che era per una soluzione “federalista”.
In seguito questa sua idea fu ripresa dal polemico pensatore Giovanni Battista Tuveri, mentre altri, come l’economista Giuseppe Todde, pensavano a rapporti di tipo diverso. Si arriva quindi al primo Novecento, e poi soprattutto ai fervori suscitati nel primo dopoguerra dalle aspettative di quanti si erano battuti nelle trincee: è il momento in cui si pronunciano, tra gli altri, Bellieni e Lussu. E l’antologia continua così, proponendo pareri e giudizi in brevi brani, preceduti da notizie su ogni singolo autore redatte da Francesco Obinu. Per arrivare al momento della concessione, nel febbraio del 1948, e continuare poi con il dibattito successivo – sui modi dell’attuazione, sulla necessità di ulteriori modifiche – sino ai giorni nostri. Brigaglia non ha fatto in tempo a scrivere il saggio introduttivo che aveva in mente, ma il suo pensiero sull’argomento emerge da alcuni brani che Mura riporta nell’introduzione. La presentazione è di Gianfranco Ganau.
In seguito questa sua idea fu ripresa dal polemico pensatore Giovanni Battista Tuveri, mentre altri, come l’economista Giuseppe Todde, pensavano a rapporti di tipo diverso. Si arriva quindi al primo Novecento, e poi soprattutto ai fervori suscitati nel primo dopoguerra dalle aspettative di quanti si erano battuti nelle trincee: è il momento in cui si pronunciano, tra gli altri, Bellieni e Lussu. E l’antologia continua così, proponendo pareri e giudizi in brevi brani, preceduti da notizie su ogni singolo autore redatte da Francesco Obinu. Per arrivare al momento della concessione, nel febbraio del 1948, e continuare poi con il dibattito successivo – sui modi dell’attuazione, sulla necessità di ulteriori modifiche – sino ai giorni nostri. Brigaglia non ha fatto in tempo a scrivere il saggio introduttivo che aveva in mente, ma il suo pensiero sull’argomento emerge da alcuni brani che Mura riporta nell’introduzione. La presentazione è di Gianfranco Ganau.
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