Cognomi sardi: i primi Rombi? Migranti genovesi che fondarono Carloforte nel ’700

Alla base c'è un soprannome di ambito marinaresco relativo a una varietà di pesce dalla sagoma romboidale

Il cognome Rombi è tipico della Sardegna dove conta poco più di un centinaio di famiglie. Ha l’epicentro tra Calasetta (31) e Carloforte (30) da cui si è propagato a Cagliari (22), Sant’Anna Arresi (4), Maracalagonis (3), Tempio (3), Assemini, Buggerru (2), Iglesias (2) e pochi altri centri del sud. A Calasetta è il cognome più diffuso. A Cagliari è presente anche un Romby, che però corrisponde a un cognome francese. Nelle altre regioni Rombi è attestato in Liguria (14) con un denso nucleo a Genova; in Toscana (21) con 20 individui a Camaiore; in Emilia-Romagna (11) con un nucleo a Bologna; in Piemonte (9) con un nucleo a Torino; in Lombardia (7); nel Lazio (5 a Roma) e in Campania (3).

La prima documentazione risale al 1738 e appare nell’elenco degli immigrati tabarkini fondatori di Carloforte in cui è presente il capofamiglia Giorgio Rombo con sei familiari. Nel 1770 è attestato anche tra i fondatori di Calasetta con le forme Rombo e Rombi. Da questi dati si può dedurre che gli odierni Rombi carlofortini e calasettani discendano dalla colonia costituita da un gruppo di abitanti di Pegli (Genova) che nel 1542 si stabilì presso la località costiera di Tabarka in Tunisia. Secondo una tradizione ligure il cognome in questione sarebbe giunto a Finale Ligure da Bergamo agli inizi del 1500. Ma questa tradizione appare inverosimile se si considera che nello stesso periodo il cognome era attestato anche a Pegli. Nel 1798 un Luigi Rombi di Carloforte fu console di Francia per il Regno di Sardegna.

Riguardo all’origine, attraverso la documentazione si desume che la forma Rombi è insorta come plurale familiare del cognome Rombo (M. Pittau, DCS 3, 130), la quale vige con 23 occorrenze. Alcune di queste sono localizzate proprio in Liguria (Genova, Albenga e Sanremo) come la variante Rombi.

Alla base di questo cognome c’è probabilmente un soprannome che rispecchiava il termine rombo, documentato già dal 1300 e verosimilmente relativo a una varietà di pesce dalla sagoma romboidale. Che questa origine sia da assumere come verosimile si deduce dal fatto che il cognome Rombo è attestato, per poligenesi, anche in un’altra località rivierasca come Reggio Calabria (4). Se l’ipotesi coglie nel segno, è da ritenere che il cognome in questione sia insorto nell’ambito marinaresco alla stregua di analoghi cognomi formati da nomi di pesci come Nasello (in Sardegna: Naseddu), Palombo, Pesce, Sarago (in Sardegna: Sarigu), Sarda, Sardella ecc.

Vi è chi pensa che Rombi non sia altro che il cognome Romby, frequente nel dipartimento dell’Aisne, che secondo gli onomasti francesi deriverebbe però da un toponimo. La congettura poggia sul fatto che nel 1798 il citato console francese a Carloforte era un Rombi. Ma questo cognome era tipico di Carloforte e, del resto, i consoli spesso sono cittadini della stessa regione in cui hanno sede i consolati. Per esempio, il console onorario di Francia a Sassari (Giovanni Pinna Parpaglia) è un cittadino sassarese. Anche da questa angolazione, dunque, si può ritenere che tra il cognome italiano Rombi e quello francese Romby vi sia solo una casuale somiglianza. Soltanto a Firenze (3 Rombi rispetto a 3 Romby) si hanno forme diverse pur trattandosi dello stesso cognome ossia Ròmbi.



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