Cognomi sardi: “zampa” e non filo di coltello, l’origine di Satta è in Veneto

Salvatore Satta, grande giurista e scrittore nuorese, autore del "Giorno del giudizio"

Le prime tracce in Sardegna a Castelsardo nel 1321. Epicentro Sassari. A Chiaramonti è il primo in assoluto

Satta si colloca al 57° posto tra i cognomi sardi. Oggi conta circa 1330 utenti di cui 1020 residenti in Sardegna e gli altri nella Penisola (98 nel Lazio; 68 in Lombardia; 62 in Piemonte; 47 in Liguria; 30 in Emilia e Romagna). Nell’Isola è tipico del centro-nord. L’epicentro è Sassari (166); seguono Olbia (49), Nùoro (41), Luras e Ozieri (38), Buddusò e Porto Torres (29), Alghero (21), Sennori (18), Chiaramonti, Torpè e Tula (16), Castelsardo (15).

Nel centro-sud è meno diffuso: ha un denso nucleo solo a Cagliari (76) e altri meno consistenti a Quartu Sant’Elena (22) e Oristano (17).

A Chiaramonti rappresenta il primo cognome in assoluto.

È attestato dal 1321 a Castelsardo riguardo a due persone di Bonifacio (Antonio e Manfredino Sata), nel 1338 a Berchidda, nel 1502 in Gallura, nel 1503 a Perfugas, nel 1521 a Osilo, nel 1555 a Sassari, nel 1561 e nel 1570-1619 a Tempio, nel 1568 a Mamoiada, nel 1570 a Sorgono, nel 1580 a Fonni, a Ozieri (1607), a Nulvi (1613), a Calangianus (1616), a Olbia (1620), a Sorso (1639), a Bitti (1646), ad Alghero e Chiaramonti (1650), ad Aggius e Sanluri (1660), a Cagliari (1654), a Sassari (1683), e negli atti dei Parlamenti Sardi.

Nel 1704 risulta attestato ad Alghero, nel 1712 a Benetutti, nel 1724 a Bonorva, nel 1728 a Martis, nel 1733 a Bortigiadas, nel 1757 a Sedini. Nel corso del medesimo secolo è registrato a Meana come originario di Sorgono. Nel 1804 è presente ad Alà, nel 1837 a Tortolì, nel 1842 ad Arbus, nel 1857 a Galtellì, nel 1859 a Orani, nel 1865 a Sindia, nel 1866 a Neoneli e nel 1880 ad Alà, Bonarcado, Gavoi, Olzai, Oristano, Orotelli, Pattada.

In Corsica è documentato dal 1200 a Bonifacio (Vitale, notaio De Porta, s. 1: Leonardo Sata). La sua continuità è avvalorata dal plurale familiare Sàtti attestato in sette comuni còrsi.

In parecchi atti dell’Età Moderna questo cognome è accompagnato da titoli come “nobile, cavaliere, signore, don, ufficiale, capitano, dottore” da cui si deduce che vari ceppi assursero a posizioni di prestigio in diversi centri, per esempio a Galtellì, Gavoi, Nulvi, Olzai e Orune. Un Giuseppe Satta fu sindaco di Sassari mentre un Pedru Satta fu maiore di Perfugas (1503). Diversi Satta sono ricordati anche come ecclesiastici. Nel secolo scorso emersero il poeta Sebastiano Satta e lo scrittore Salvatore Satta, entrambi nuoresi di notevole talento assurti a grande notorietà.

Satta parrebbe giunto dall’esterno come mostrano gli atti notarili di Bonifacio, porto e piazza commerciale che per parecchi secoli ha avuto intensi rapporti con la Sardegna.

Il significato è incerto. Massimo Pittau pensava a un’errata divisione del logudorese s’atta ‘filo del coltello o della scure’. Ma la fonetica storica del sardo per la prima metà del 1300 presuppone lo sviluppo atha mentre il cognome è attestato dal 1200 con la forma Sata.

Sembra trattarsi di un cognome veneto (Zatta) derivato dal termine dialettale satta, zatta ‘zampa’. Antiche radici venete mostrano anche Marchesi (documentato nel 1388 a Bitti e nel 1200 a Bonifacio: Marchisius Bertramus veneticus); Marogna (documentato anch’esso a Castelsardo dal 1321 e a Sorso nel 1600) e gli estinti Veneciana (Sorso 1600) e Verona (Cagliari 1654).



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