La Nuova Sardegna

Il genio di Leonardo da Vinci tra arte e ricerca scientifica

di Stefano Ambu
Il genio di Leonardo da Vinci tra arte e ricerca scientifica

Le “macchine” provenienti da Firenze in mostra al Palazzo di Città di Cagliari L’antico libro sul Cenacolo dall’isola volerà per la prima volta a Gerusalemme

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CAGLIARI. Le sue macchine, sintetizzate in ventitré modelli, alcuni anche interattivi, arrivati da una collezione privata di Firenze. E un raro libro sul Cenacolo che, dopo la tappa in Sardegna, volerà dritto a Gerusalemme. Questi sono i pezzi pregiati. Ma c’è tanto altro. Cinquecento anni dalla morte di Leonardo. E Cagliari sembra avere quasi un conto in sospeso con il genio di Vinci: dopo la rilettura dell’Uomo vitruviano con il rivoluzionario studio dello storico dell’arte Roberto Concas ecco una mostra, sino al 23 febbraio, al Palazzo di Città a Castello: “Leonardo invenit. Il genio tra arte e scienza”.

L’esposizione, a cura di Efisio Carbone e Tiziana Ciocca per Orientare, racconta due aspetti del pittore, ingegnere, architetto e inventore, quello artistico e quello scientifico. La mostra è articolata in tre sezioni, a cui si aggiunge uno spazio dedicato alla didattica museale. La prima sezione è dedicata a Collection des Tètes, il raro (solo cinque copie al mondo) volume di Andrè Dutertre pubblicato nel 1808 che contiene le tavole incise dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, dal quale sono estratti i ritratti di Cristo e degli Apostoli. Il volume, dopo Cagliari, sarà esposto per la prima volta a Gerusalemme nella sede della Custodia di Terra Santa, nel Convento di San Salvatore.

La seconda sezione è costituita dall’esposizione di ventitré modelli delle macchine di Leonardo, provenienti dal Museo Leonardo da Vinci di Firenze. Fanno parte della Collezione della Famiglia Niccolai, alcune sono interattive. Lavori che traducono gli appunti presenti nei celebri codici di Madrid e Atlantico. Il percorso si snoda tra i due piani superiori del Museo e vede ordinati i modelli in quattro gruppi che ripropongono gli elementi naturali e fondamentali: fuoco, terra, acqua e aria. Ogni macchina è arricchita da una didascalia che ne descrive l’utilizzo, incorniciata dalla riproduzione del disegno-studio di Leonardo.

La terza sezione racconta l’esperienza artistica sarda del XVI secolo, influenzata da Leonardo e dai principali autori del Rinascimento italiano. Un “gusto” che nell’isola si mescola in qualche modo alla tradizione gotico catalana dei retabli. Per raccontare questa realtà, grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari - Collezione Luigi Piloni, saranno esposti al Palazzo di Città due dipinti su tavola del XVI secolo, appartenenti alla Scuola di Stampace.

Per arricchire ulteriormente questo capitolo della storia dell’arte del Cinquecento sardo, sono stati presi accordi (sconto sul biglietto) anche con il Museo del Duomo, accanto a Palazzo di Città: lí è infatti possibile ammirare il Retablo dei Beneficiati, opera cinquecentesca di anonimo autore manierista, le cui tavole della predella sono riconducibili alla Scuola dei Cavaro. A completamento della mostra uno spazio dedicato alla bottega del Cinquecento, pensato per la didattica museale e per la divulgazione del concetto di lavoro di squadra nel Rinascimento. Previsti ulteriori approfondimenti scientifici su Leonardo e concerti di musica rinascimentale per immergersi nella atmosfere dell’epoca. «È il viaggio affascinante e dinamico – questo il commento del sindaco di Cagliari Paolo Truzzu – nella mente di un uomo che cerca di andare oltre i propri limiti».

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