L’EVENTO SpeciaLE
Oggi docufilm su Hillary Clinton «Io donna e first lady da temere»
BERLINO . Dopo aver perso le elezioni del 2016 con Trump, Hillary Clinton non è stata a guardare: ha pubblicato un libro di memorie su quella sconfitta, ha lanciato un comitato di azione politica e...
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BERLINO . Dopo aver perso le elezioni del 2016 con Trump, Hillary Clinton non è stata a guardare: ha pubblicato un libro di memorie su quella sconfitta, ha lanciato un comitato di azione politica e ha scritto un altro libro sulle «donne grintose» con sua figlia Chelsea. Non solo, al Sundance Film Festival all’ex segretario di Stato è stata dedicata una serie di documentari di quattro ore dal titolo “Hillary”, regia di Nanette Burstein, che andrà in onda a marzo sulla piattaforma Hulu e che è approdata anche al Festival di Berlino nella sezione Berlinale Special dove verrà presentata oggi dalla 72/enne politica americana insieme alla regista. Tutto il documentario è costruito con flashback.
Si va dall’enorme dispiegamento di forze della fallita campagna presidenziale fino all’infanzia di Hillary. Si passa poi al periodo in cui la Clinton è moglie del presidente con tutti i problemi annessi come il caso Whitewater e lo scandalo Monica Lewinsky. E, infine, è Hillary la protagonista, prima come senatrice di New York e poi nella sua corsa alla Casa Bianca. «Ciò che Nanette fa davvero bene – ha detto Hillary – è inserire la mia storia nell’arco più ampio della vita, della storia e del movimento delle donne e anche del sistema politico. Mi sembra che parte del motivo per cui la mia figura è diventata opaca sia stato il fatto di essere stata messa sotto i riflettori del pubblico come un diverso tipo di first lady. E questo ha dato troppo fastidio».
Non ci sono troppe omissioni nel documentario, anche se i fan di Bernie Sanders potrebbero lamentarsi del fatto che non vi è alcun esame di possibili pregiudizi nel modo in cui il contendente democratico fu scelto nel 2016. Ciò che emerge invece chiaramente dal film è che Clinton si è trovata circondata da un patto di populismo non partigiano, e forse anche di segno maschilista, quando è stata attaccata da Trump da destra e da Sanders da sinistra.
Il film non solo racconta la vita di Hillary, ma esamina anche i molti motivi per cui negli Stati Uniti non c’è ancora stato un presidente donna, un segno del fatto che il sessismo è ancora forte quando si è di fronte a donne come lei.
Si va dall’enorme dispiegamento di forze della fallita campagna presidenziale fino all’infanzia di Hillary. Si passa poi al periodo in cui la Clinton è moglie del presidente con tutti i problemi annessi come il caso Whitewater e lo scandalo Monica Lewinsky. E, infine, è Hillary la protagonista, prima come senatrice di New York e poi nella sua corsa alla Casa Bianca. «Ciò che Nanette fa davvero bene – ha detto Hillary – è inserire la mia storia nell’arco più ampio della vita, della storia e del movimento delle donne e anche del sistema politico. Mi sembra che parte del motivo per cui la mia figura è diventata opaca sia stato il fatto di essere stata messa sotto i riflettori del pubblico come un diverso tipo di first lady. E questo ha dato troppo fastidio».
Non ci sono troppe omissioni nel documentario, anche se i fan di Bernie Sanders potrebbero lamentarsi del fatto che non vi è alcun esame di possibili pregiudizi nel modo in cui il contendente democratico fu scelto nel 2016. Ciò che emerge invece chiaramente dal film è che Clinton si è trovata circondata da un patto di populismo non partigiano, e forse anche di segno maschilista, quando è stata attaccata da Trump da destra e da Sanders da sinistra.
Il film non solo racconta la vita di Hillary, ma esamina anche i molti motivi per cui negli Stati Uniti non c’è ancora stato un presidente donna, un segno del fatto che il sessismo è ancora forte quando si è di fronte a donne come lei.
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