Cognomi sardi: uno stazzo o una capanna, è qui l'origine di Casula

Lo storico Francesco Cesare Casula

Documentato sin dall'XI secolo, oggi è presente soprattutto nel sud della Sardegna. La rara variante sassarese Caiula

Casula è un antico cognome esclusivamente sardo che occupa la 29° posizione nella speciale classifica dei cognomi più diffusi. Oggi conta circa 1760 famiglie di cui 1350 risiedono in Sardegna. Nelle restanti regioni le maggiori densità si rilevano in Piemonte (83), Lombardia (76) e Lazio (60). Nell’Isola è diffuso specialmente nella parte meridionale.

Nel territorio della vecchia provincia di Cagliari vi sono 720 Casula. Altri 195 risiedono nella provincia di Oristano; 200 in quella di Nuoro (compresa l’Ogliastra) e 330 in quella di Sassari (compresa la Gallura). Relativamente ai comuni, ha l’epicentro a Cagliari (120) col suo hinterland (Assemini 41, Quartu Sant’Elena 35, Dolianova 31, Capoterra e Monserrato 15). Presenta densi nuclei anche a Sassari (59), Oristano (40), Olbia (39), Carbonia (38), Iglesias (36), Villaputzu (32), Desulo (30), Cabras e San Gavino Monreale (26), Nùoro (23), Serdiana (22), Ortueri (21), Samassi (17), Berchidda e Santa Giusta (16) e Meana (15).

Sul piano generale Casula è attestato in 170 comuni ossia in circa il 45 per cento dell’intero territorio sardo. Oltre a Casula, che rappresenta la forma principale, si deve tener conto della variante Casule (67 famiglie) che è caratteristica di Cuglieri (21) e di Pozzomaggiore (17). Un’altra variante è Catzula (15 famiglie) che è specifica di Meana. Una variante rarissima è Caiula che si trova solo a Sassari e riflette una pronuncia logudorese Cajula. Sul piano storico è documentato già nei secoli XI-XIII nel condaghe di San Pietro di Silki e in quello di San Nicola di Trullas. Nell’Atto di pace del 1388 tra la Corona d’Aragona e il Regno d’Arborea è attestato a Borore e Laconi.

È documentato a Ozieri nel 1503 e nel 1587. Nella prima metà del 1500 è attestato a Sassari (Quirico Casulla) dove è registrato ancora nel 1580, nel 1689, nel 1791 e nel 1852-1856 (Giovanni Battista Casula, deputato). Tra il 1500 e il 1600 è documentato a Sanluri con parecchie occorrenze. Nel 1580 è registrato a Fonni e Sorgono. Nel 1654 è presente a Cagliari Stampace. Nel 1742 e 1785 è attestato a Perfugas e Tula. È registrato anche a Triei nella seconda metà del 1700 e a Meana nel 1759. Inoltre è citato negli atti dei Parlamenti del Regno di Sardegna. Nel 1809 è registrato a Villasor, nel 1837 a Ollolai, nel 1841 a Guamaggiore, nel 1842 a Monastir, nel 1850 a Fonni, nel 1862 a Berchidda e a Cagliari (don Efisio Casula, canonico di Oristano). Nelle liste di leva del 1880 è documentato ad Abbasanta, Assemini, Cuglieri, Dolianova, Donigala Fenughedu, Meana, Montresta, Musei, Ollolai, Olzai, Ortueri, Oschiri, Pula, S. Gavino Monreale, S. Nicolò Gerrei, Sorgono, Tinnura, Tonara, Zerfaliu.

Alla base ha probabilmente un soprannome o nome di mestiere, formato dall’ormai raro termine sardo casula ‘casa’ e ‘stazzo’, legato forse all’attività del capostipite. Secondo Massimo Pittau Casula deriva dal latino casubula ‘casupola, capannuccia’ (DCS, 1, 195). Questa ipotesi appare convalidata dalla scrittura Casubla documentata nel Condaghe di San Nicola di Trullas (256: Maria e Micali Casubla). Anche la variante Catzula è citata nel Condaghe di Santa Maria di Bonarcado (69: Iorgi Cazula) e la si ritrova a Meana dal 1597.

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