Dichiarazione dei redditi, i Caf sono pronti: «La nostra agenda contro il virus»

Obiettivo: venire incontro a tutti limitando i contatti

Centri di assistenza fiscale: parole d'ordine sicurezza, organizzazione e disponibilità. Anche e soprattutto in questa attesa fase post emergenza sanitaria. Senza fretta, in considerazione dello slittamento delle scadenze. E, conseguentemente, senza panico.La crisi sanitaria corre parallelo alle preoccupazioni ricollegabili alla sfera economica, ma i Caf - per quanto di competenza - si propongono come approdi sicuri in acque agitate, pronti a offrire consulenze in materia fiscale fra dichiarazioni dei redditi, tasse e tassazione, contratti e una ampia gamma di informazioni.«La nostra priorità, amplificata ulteriormente dalla situazione attuale, è mettere in campo tutti gli strumenti utili al fornire risposte all'utenza - spiega Vincenzo Delogu, Caf Acli -. Dalle linee telefoniche dedicate alle caselle email, ora anche WhatsApp. Abbiamo inoltre un cloud con il Caf nazionale. Chiaro che alcuni canali sono più accessibili a chi ha dimestichezza con la rete e nuove tecnologie, ma noi abbiamo a che fare con varie tipologie di utenti per cui vogliamo e dobbiamo essere in grado di non lasciare indietro nessuno. Lavoriamo su appuntamento per evitare assembramenti dentro e fuori dalle sedi, cerchiamo di risolvere anche le eventuali urgenze con il nostro servizio di accoglienza e un servizio di recupero documenti a domicilio per le persone di una certa età. Veniamo incontro anche a chi si presenta fisicamente in sede: importante è che sia dotato di tutte le protezioni del caso, ma qualora mancassero le forniamo noi».

Le sale d’attesa delle sedi avranno postazioni limitate, ma l’idea è che lavorando sull’agenda appuntamenti possano diventare spazi di passaggio e non più di sosta: le persone arrivano all’ora stabilita, vengono servite dall’operatore che segue la loro pratica e vanno via. Flusso ordinato e continuo, a tutela di tutti.


Anche i Caf Cisl – già operativi al 70% in tutte le sedi regionali e pronti entro fine maggio a tornare al 100% delle loro potenzialità – si adeguano alle disposizioni emergenziali. Controllo e sicurezza non sono semplici parole, ma precetti da fissare bene a mente e applicare con cognizione, senza esitazione. Gavino Carta, Caf Cisl: «Limitare le occasioni di contatto sociale è la necessità. I servizi sono disponibili in remoto, posto che una gestione oculata degli accessi fisici fra appuntamenti, ingressi protetti, dedicati, scaglionati, fisicamente distanziati e limitati al numero di postazioni, unita all’uso di presidi di protezione quali guanti, disinfettanti, mascherine e schermi di protezione, rappresenta una soluzione funzionale ed ottimale al comune raggiungimento dell’obiettivo: supportare tutti i nostri utenti, fisicamente o a distanza».

Senza dimenticare le operazioni di sanificazione degli spazi, pannelli in plexiglass, segnaletica informativa, scrivanie attrezzate in modo che il passaggio di eventuali documenti e oggetti avvenga sempre alla giusta distanza fra persone e mani protette. «Nei primi giorni, per testarci ed evitare di correre rischi, abbiamo fissato meno appuntamenti rispetto alle nostre possibilità in modo da tarare i tempi – dice Delogu –. Occorre verificare empiricamente cosa accade nella realtà, non basta solo applicare le disposizioni. Siamo sul pezzo, anche se è ancora complesso recuperare le protezioni utili a garantire il necessario livello di sicurezza: seguiamo le direttive ministeriali, ma a volte nonostante la volontà e la disponibilità a investire in presidi, le difficoltà non mancano». Mettere in campo politiche di contatto seppure a distanza, consente di stare vicino alle utenze di ogni età: «Siamo punti di riferimento per i pensionati, ad esempio. Li contattiamo all’occorrenza e li rassicuriamo. La campagna fiscale già spostata a settembre sarà quasi certamente prorogata a novembre. Cerchiamo di lavorare su appuntamenti che perfezioniamo in una settimana, sono attive un buon numero di postazioni alimentate dai 46 dipendenti fissi Caf che con gli stagionali arrivano a 115 in ambito campagna fiscale – dice Gavino Carta –. Noi ci siamo, anche perché le persone già ora si rivolgono a noi: il mese successivo alla dichiarazione è possibile ottenere il rimborso di eventuali crediti con l’erario, elemento che in questo frangente non è certo trascurabile. Anche per questo il servizio offerto dal Caf risulta essere ancora più essenziale». Gli operatori cercano di contingentare i tempi garantendo la massima attenzione, aumentando il loro monte orario e ottimizzando i tempi di intervento in un quadro in cui l’impegno messo in campo è cospicuo ma si fanno i conti con un tetto stabilito a livello di rimborso prestazione per le pratiche fiscali. Al primo posto, gli utenti: «Noi ci siamo, serve solo avere pazienza nel caso in cui le linee non siano libere al primo tentativo, posto che ci sono anche gli altri canali di comunicazione e in ultima istanza ci si può comunque rivolgere di persona alle sedi. Non serve farsi prendere dal panico» dice Delogu del Caf Acli. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Carta del Caf Cisl: «Chiamateci, contattateci o venite presso i nostri uffici per prendere e rispettare appuntamenti protetti. Affidatevi a noi, seguite le nostre indicazioni e disposizioni. Lavoriamo senza ressa, il tempo non manca considerate le scadenze dilatate e siamo pronti a farci carico di ogni esigenza, anche in back office». Dichiarazioni che naturalmente, in questo periodo difficile, possono essere sottoscritte da tutti coloro che operano nel settore dell’assistenza fiscale.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes