I disegni di Atzeni per raccontare Bowie e la sua poesia

Se tra i mille look di David Bowie ce n’è uno più iconico degli altri questo è probabilmente il make-up per il personaggio di Aladdin Sane che dà anche il nome a uno dei suoi album più famosi: il suo...

Se tra i mille look di David Bowie ce n’è uno più iconico degli altri questo è probabilmente il make-up per il personaggio di Aladdin Sane che dà anche il nome a uno dei suoi album più famosi: il suo volto segnato da un fulmine cremisi. È da quell’immagine che riprende il titolo “Saetta rossa”, fumetto scritto da Marco B. Bucci e disegnato dal cagliaritano Riccardo Atzeni (Panini Comics, 224 pagine, 25 euro). Un viaggio nel tempo in un futuro lontano dove la diversità è normalità, nel ricordo del grande artista inglese scomparso cinque anni fa. È proprio dal giorno della morte di David Bowie, il 10 gennaio 2016, che prende avvio la storia. Il protagonista, un ragazzo di nome Samuel, leggendo una notifica sul suo cellulare viene a sapere che il Duca Bianco è partito per il suo ultimo viaggio. In quell’istante rimane bloccato nel tempo e mentre tutto intorno cambia, con le ere che si susseguono, lui rimane paralizzato. Quando finalmente si risveglia si ritrova duecentomila anni nel futuro.

Icona senza tempo

Samuel entra così in contatto con una società avanzatissima, un mondo dove Bowie è ovunque. «Quando nel 2017 ci siamo conosciuti con Marco ed è nata l’idea di fare qualcosa insieme – racconta Riccardo Atzeni – abbiamo subito pensato a una storia ambientata nel futuro. Chiedendoci quale potesse essere l’elemento scatenante che avviasse questo viaggio in avanti nel tempo siamo finiti a parlare di David Bowie che aveva lasciato questo mondo l’anno prima, scomparsa dalla quale ci stavamo ancora riprendendo». Da lì l’espediente narrativo della paralisi del protagonista alla notizia della morte del cantante come elemento scatenante del viaggio nel futuro. «Ma poi Bowie – aggiunge Atzeni – è diventato qualcosa di più, un elemento centrale nella storia, nel definire tutto il futuro che abbiamo immaginato. Anche se non è un personaggio del fumetto, è una guida per il protagonista che ha perso tutte le coordinate ritrovandosi nel futuro. E poi ci sono riferimenti espliciti ad album, brani, videoclip e quando non lo citiamo direttamente il lettore che vorrà divertirsi lo troverà sullo sfondo, dietro l’angolo, mescolato tra la folla». Una presenza costante, come in fondo continua a esserlo per tutti i suoi fan nonostante la morte. «Resterà per sempre un’icona visiva e musicale, un artista unico che cambiava sempre la propria immagine, si rinnovava di continuo».

Corpo e identità

È proprio il trasformismo di Bowie a guidare in qualche modo gli autori di “Saetta rossa” nella descrizione della società del futuro. «Lui è stato tante persone diverse nel corso della sua carriera – evidenzia Atzeni – e questo percorso artistico, indissolubile inoltre dalla sua vita privata, ci ha fortemente ispirato nella creazione di una società così avanti nel tempo dove l’elemento della personalità non è più semplicemente legato al corpo ma all’identità che ognuno si sente». L’autodeterminazione delle persone nella società emerge così tra le righe come il tema centrale del fumetto. «Un argomento importante ai giorni nostri – sottolinea il disegnatore – che deve scontrarsi con scelte governative, frange politiche che lo ostacolano. Abbiamo pensato di affrontarlo con una storia di fantascienza, presentando una società che ha risolto queste questioni perché c’è totale libertà di essere quel che si vuole e anche perché biologicamente in duecentomila anni il corpo umano è cambiato, si è evoluto. Per cui parlare di categorie biologiche non ha più senso».

Fantascienza atipica

Le parole di Riccardo Atzeni, così come un rapido sguardo alle sue tavole, fanno capire immediatamente come “Saetta rossa” presenti un racconto di fantascienza decisamente diverso da quelli che caratterizzano il genere. Niente oscurità o distopia come per molte storie ambientate nel futuro. «Il nostro obiettivo – specifica l’illustratore – era raccontare una società in fondo simile a quelle moderne. Non si può dire che siano utopiche o distopiche, sono sempre contradditorie. Rappresentano un mix molto confuso di cose che funzionano e di cose che non funzionano, di persone che sono integrate e altre che invece non si trovano bene nella società nella quale vivono. Volevamo raccontare la realtà di un mondo e affidarla al lettore che può esprimere il suo giudizio, partendo dal fatto che le persone in questa società del futuro da noi immaginata sono sostanzialmente felici. Non c’è qualcuno che le sta fregando come in Matrix, dove invece c’è una realtà illusoria e gli umani sono delle cavie. Nel futuro che descriviamo c’è integrazione totale, la società è cambiata, ha risolto i problemi legati a conflitti interni. Però ci sono altri elementi che destano sospetti, cose che lasciamo alla scoperta dei lettori e alla loro interpretazione».

Acquerello

Un fumetto ambizioso che Marco B. Bucci e Riccardo Atzeni hanno iniziato a pensare quattro anni fa. «Dopo aver buttato giù delle idee, un canovaccio, delle immagini preparatorie, siamo andati a Lucca Comics a presentarlo alla Panini dove Marco stava già lavorando. Pur trattandosi di un progetto difficile, se ne sono innamorati immediatamente e hanno deciso che l’avrebbero pubblicato. Così siamo andati avanti». Un lavoro lungo («ho finito le tavole lo scorso novembre»), portato avanti dal disegnatore sardo con la tecnica dell’acquerello. «Disegno anche in digitale, ma per la storia di fantascienza che volevamo raccontare, non quella tipica delle distopie, dei poteri che opprimono le persone, ma al contrario una fantascienza emotiva che descrive un mondo dove in fondo stanno tutti bene, abbiamo pensato che l’acquerello potesse essere il mezzo migliore. Adatto al nostro approccio alla narrazione, non convenzionale per il genere».

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