Alghero, l’oasi di Abbado va in “eredità” alla Sardegna

Otto ettari tra le Bombarde e il Lazzaretto in comodato d’uso gratuito a Legambiente

Otto ettari di paradiso compresi nel tratto di costa tra la spiaggia delle Bombarde e quella del Lazzaretto, ad Alghero. Un’oasi di grande bellezza e inebrianti profumi di macchia mediterranea che nel 1992 il maestro Claudio Abbado acquistò dall’Ersat (braccio esecutivo della Regione in agricoltura) pur di sottrarla alle discariche abusive o alla speculazione edilizia di chi in quel luogo già immaginava hotel per nababbi. Una meraviglia della natura che ora – non a caso in concomitanza con il settimo anniversario della morte del leggendario direttore d’orchestra milanese – la famiglia del gigante della musica del Novecento ha scelto di cedere a Legambiente in comodato d’uso gratuito e pluriennale con l’obiettivo di trasformarla in un luogo incantato nel quale promuovere e realizzare programmi ecologici e di ricerca botanica. Ovviamente nel rispetto delle normative previste dal Ppr, delle disposizioni della Zona di protezione speciale e di quelle del Parco regionale naturale di Porto Conte. L’accordo/progetto è stato presentato ufficialmente ieri mattina durante una videoconferenza che ha visto la partecipazione di Alessandra e Francesca Abbado (rispettivamente figlia e nipote dell’artista), dei vertici dell’associazione ambientalista a livello nazionale e locale (Stefano Ciafani, Annalisa Colombu, Michele Meloni e Roberto), ma anche del sindaco della città catalana Mario Conoci e del presidente del Parco regionale naturale di Porto Conte Raimondo Tilloca.

Le iniziative che questa orchestra fatta di strumentisti così diversi intende portare avanti sono tante e tutte virtuose. «Non è ancora il momento per svelare tutto nel dettaglio – ha spiegato Michele Meloni, presidente del circolo di Alghero di Legambiente – tuttavia posso anticipare che abbiamo sondato la sensibilità di molti istituti superiori ipotizzando rapporti di alternanza scuola-lavoro. E ci piacerebbe anche mettere su dei corsi di giornalismo ambientale, sempre nell’ottica della scuola all’aperto. Poi va da sè che questo straordinario patrimonio botanico andrà attentamente studiato».

Ma prima ancora di illustrarle le idee per il futuro prossimo, durante l’incontro a distanza di ieri è stato rievocato l’amore che Claudio Abbado nutriva per l’ambiente. «Se nella vita mio padre non avesse fatto il musicista sarebbe di sicuro diventato un giardiniere», ha detto emozionata la figlia Alessandra ricordando di averlo visto più volte passeggiare tra la flora algherese mentre, grazie al suo straordinario talento, mandava a memoria le partiture e contemporaneamente si prendeva cura, anche staccando le foglie secche, del mondo vegetale che lo circondava. «Quando decise di acquistarlo – ha aggiunto – quel terreno era ricoperto di rifiuti, in particolare siringhe, lavatrici, pneumatici e scarti di materiale edilizio». Anche per questo motivo fu necessaria una bonifica: alla fine partirono sette Tir carichi di rifiuti e, successivamente, Claudio Abbado fece piantumare novemila piante, ristabilendo l’ambiente della macchia mediterranea tipica del luogo.

«Ambiente e cultura – ha sottolineato Francesca Abbado parlando a nome di tutti i nipoti del maestro – sono le fondamenta di una società sana, i punti d’incontro sono molteplici, evidenti oggi più che mai nel riconoscimento che la crisi climatica è per tanti aspetti anche una crisi culturale. Le due grandi passioni di mio nonno, la musica e la natura, hanno sempre coesistito in sintonia tra di loro e ora celebriamo e proseguiamo il suo impegno: il terreno ad Alghero rappresenta un luogo dove l’impegno per la tutela della natura si concretizza, e nelle mani di Legambiente siamo felici che potrà diventare anche un luogo di incontro, di ricerca e di educazione». Parole suggestive, proprio come quelle di Roberto Barbieri, presidente del circolo di Legambiente di Alghero, che ha evidenziato il rapporto tra musica e botanica. «Il termine armonia – ha ricordato – sottende almeno a due significati: uno estetico-filosofico e uno musicale e matematico. È ormai dimostrato che certe sequenze di note favoriscono la germinazione e la crescita delle piante: Mozart, Bach o Beethoven aiutano la flora rendendola più resistente».

E se il sindaco Mario Conoci ha voluto ringraziare la famiglia Abbado sottolineando che da queste parti è da tutti considerata algherese, la presidente di Legambiente Sardegna Annalisa Colombo ha parlato dell’iniziativa come di un raro e bellissimo di mecenatismo ambientale. «Per noi – ha concluso – iniziare questa avventura nella Riviera del Corallo è un onore cosmico. A Legambiente piace molto lavorare in squadra, non abbiamo mai pensato di essere sufficienti senza l’ausilio degli altri. E in questo progetto ci sono tanti soggetti che possono dare il loro prezioso contributo».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes