Il tredicenne Andrea Arru: «Il David? È l’Oscar italiano, che sogno...»

Andrea Arru con Loretta Goggi

Intervista con il giovanissimo attore di Ploaghe  protagonista di “Glassboy” in gara al concorso cinematografico

Non se la aspettava proprio questa corsa al David di Donatello. «Mentre eravamo in macchina con i miei genitori mamma si è collegata alla pagina facebook di Solaria, la casa di produzione, e ha letto che il film era stato iscritto al concorso. Non ci potevo credere. È l’Oscar italiano...». A 13 anni - è l’età dell’attore di Ploaghe Andrea Arru, protagonista del film “Glassboy” diretto da Samuele Rossi che oggi appunto è tra le opere selezionate per il David - certe notizie ti possono far perdere la testa. Non è il caso di Andrea, però, che nonostante la giovane età la testa ce l’ha ben attaccata sulle spalle ed è già lanciato in un grande progetto internazionale al momento coperto da riservatezza.

D’altra parte non si può considerare un novellino nel mondo dello spettacolo. Ha cominciato a 6 anni calcando le passerelle per gli stilisti più famosi, da Armani a Ferrè e lavorando con fotografi come Oliviero Toscani. Poi i primi contatti con il mondo del cinema interpretando ruoli in piccole produzioni locali ma anche nel corto “Resurrection-The Last Chapter” che chiude la trilogia horror di Alfredo Moreno.

Andrea Arru con gli altri protagonisti del film


Poco prima di “Glassboy” ha preso parte anche a un’altra produzione importante come quella di “Calibro 9” (presentato in autunno in anteprima al Torino Film Festival) con la regia di Toni D’Angelo e un cast composto da Alessio Boni, Marco Bocci, Michele Placido e Barbara Bouchet. E nella serie “Buongiorno mamma”, che andrà in onda su Canale 5, è il ragazzino che poi da adulto avrà il volto di Raoul Bova. Ma è con “Glassboy” che Andrea viene proiettato per la prima volta nel ruolo da protagonista. Interpreta il ruolo di Pino, un bambino di 11 anni sofferente di emofilia che vive chiuso in casa. Sarà la complicità con alcuni suoi stravaganti coetanei a salvarlo.

Una prova delicata e importante, la sua. «Dovevo impersonare un ragazzo malato e all’inizio ho avuto qualche timore – racconta Andrea al telefono da Ploaghe con un accento che, dopo anni di scuola di dizione, ha perso ogni sfumatura isolana –, ma poi ho fatto alcune prove con Samuele, il regista, e mi sono tranquillizzato. Molto mi ha aiutato la tecnica Strasberg che studio da tempo ma anche l’accoglienza ricevuta sul set. In primo luogo da Loretta Goggi che interpreta mia nonna. Abbiamo rotto il ghiaccio con un selfie e il resto è stato tutto un divertimento».

Tanta energia in un ragazzo che non ha un attimo di tempo libero tra scuola (frequenta la terza media alla numero 2 di Sassari), famiglia (i genitori Roberto e Daniela e un “fratellone” grande, Giacomo, che vive a Dublino dove fa il manager per Amazon) e ovviamente il lavoro. «Domani mattina – ha detto ieri Andrea – partiamo per Bari per due settimane perché devo fare alcune prove costume e riprese per nuovi progetti. Poi tornerò a Sassari per andare a scuola. E poi di nuovo via in un altro set per un periodo più lungo anche se non posso fare troppe assenze e rischiare con l’esame. L’anno prossimo mi aspetta il liceo scientifico sportivo e in seguito l’università. In parallelo però vorrei proseguire la carriera di attore. Sono consapevole che tenere tutto insieme non è semplice ma, come mi hanno insegnato, bisogna impegnarsi tanto e tenere i piedi per terra». Ci sarebbe da avere le vertigini ma a quanto sembra Andrea non ha questi problemi e si gode le sue nuove avventure cinematografiche: in particolare una serie “evento” frutto di una coproduzione italo-statunitense.

Nel frattempo c’è da attendere il destino di “Glassboy”, dai primi di febbraio in streaming su tutte le piattaforme, che ha già avuto come vetrina di lancio il Giffoni Film Festival e ancor prima è stato premiato al Tallinn Black Nights Film Festival in Estonia entrando così a far parte della short list per aggiudicarsi il premio come miglior film per ragazzi alla Berlinale 2021.
 

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