Gli Uffizi riaprono al pubblico con quattordici nuove sale

FIRENZE. Opere della pittura fiorentina, emiliana e romana del Cinquecento mai esposte, capolavori di recente acquisizione e autoritratti collezionati nel corso dei secoli. Così oggi gli Uffizi...

FIRENZE. Opere della pittura fiorentina, emiliana e romana del Cinquecento mai esposte, capolavori di recente acquisizione e autoritratti collezionati nel corso dei secoli. Così oggi gli Uffizi riaprono le porte ai visitatori con 14 nuove sale e alcune novità nel percorso d’ingresso al museo per smaltire le lunghe code dell’era pre-Covid. In totale con la riapertura gli Uffizi inaugurano nuovi spazi per oltre 2mila metri quadrati: sono 14 nuove sale espositive al primo piano della Galleria, finora utilizzate per mostre temporanee, oppure vere stanze chiuse, e 22 locali al piano terreno, restaurati e adibiti a varie funzioni di ingresso e servizi (guardaroba, spogliatoi e locali tecnici). Ci saranno 129 opere visibili al pubblico in più nella galleria. Erano nei depositi, oppure venivano da acquisizioni o donazioni, alcune non erano esposte da decenni. «Tutti noi degli Uffizi – ha detto il direttore Eike Schmidt – abbiamo preparato con cura la riapertura che possiamo definire trionfale, e che sorprenderà il pubblico con una serie di capolavori finora mai visti e altri ben noti ma esposti in modo da riscoprirli nel loro significato più profondo».

Le nuove sale accoglieranno i visitatori in arrivo dal secondo piano con opere di Daniele da Volterra, Rosso Fiorentino, Andrea del Sarto, Parmigianino, Pontormo, Sebastiano del Piombo. Tra queste il San Giovanni Battista di Rosso Fiorentino, parte del lascito del professor Carlo Del Bravo, donato agli Uffizi nel 2020; la Madonna delle Arpie di Andrea del Sarto presentata su una sorta di altare in pietra; la Visitazione di Albertinelli esposta in maniera da ricostruire l’assetto originale della pala d’altare, con la predella al di sotto della tavola principale. Protagoniste anche recenti acquisizioni del museo: due dipinti di Daniele da Volterra raffiguranti la Sacra Famiglia con Santa Barbara e l’Elia nel deserto, a cui si aggiunge la tela che rappresenta “Omero e l’enigma dei pidocchi” di Bartolomeo Passerotti, esposto per la prima volta. Per l’arte emiliana anche la “Madonna dal collo lungo” del Parmigianino.

Tra le novità il corridoio dei marmi, dove, seduti su una lunga panchina, i visitatori potranno ammirare rilievi antichi, alcuni dei quali mai esposti negli ultimi decenni. L’ultima sala, infine, è stata pensata come un assaggio degli spazi che presto accoglieranno gli autoritratti collezionati nel corso dei secoli, con lavori, tra gli altri, di Bernini, Cigoli, Chagall, Guttuso. Ci sono anche novità logistiche: adesso il biglietto verrà erogato nelle sale dell’ala di Ponente dove ci sarà un nuovo guardaroba per i gruppi.

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