Con Nick The Nightfly a tutto swing

Successo per l’omaggio a Nat King Cole con il dj e crooner scozzese e l’Orchestra Jazz della Sardegna

SASSARI. Quando è entrato in scena, dopo l’introduzione di un pezzo strumentale dell’Orchestra Jazz della Sardegna composto dal direttore Gabriele Comeglio, Nick The Nightfly ha incassato il primo grande applauso della serata. La mitica voce notturna di “Montecarlo Nights”, il dj che ha accompagnato intere generazioni con il suo inconfondibile accento scozzese e i più bei brani, dai classici alle nuove scoperte della produzione musicale mondiale, si è materializzato domenica al teatro Verdi per la rassegna “Jazz Op” in un doppio concerto che ha conquistato un pubblico entusiasta per la presenza di un personaggio cult ma certamente voglioso di riconnettersi alla normalità, in questo caso uno spettacolo dal vivo che ha celebrato con allegria un’epopea musicale come quella dello swing negli anni Quaranta e Cinquan, in cui protagoniste erano le grandi orchestre e personaggi indimenticabili come Nat King Cole.

Era dedicata a lui, alla sua musica e alla sua travolgente esistenza (purtroppo breve perché morì a 45 anni, come ha ricordato Nick) la carrellata di canzoni bellissime e intramontabili eseguite con la voce di Nightfly sugli arrangiamenti di Gabriele Comeglio per L’Ojs. E così, in un teatro pieno di persone che seppure distanziate hanno riempito la serata con partecipazione e affetto Nick, magnifico intrattenitore - con un cappellino in stile panama, occhiali da vista fashion e completo scuro - ha raccontato gli esordi al pianoforte del crooner più famoso della storia, il grande successo e i suoi personali record: «Fu il primo nero ad avere un programma televisivo tutto suo. Certo, nel contratto c’era scritto che non poteva avvicinarsi agli artisti bianchi ma lui se ne infischiava e quando divenne ricco si comprò una splendida villa in un quartiere di soli bianchi che tentarono invano di cacciarlo».

Dalle parole alla musica con pezzi come “Paper moon”, swing scritto nel 1957 da Cole e “Nature boy”, sempre del grande compositore fino a “Non dimenticar”, che Nick The Nightfly ha spiegato essere stato scritto dagli italiani Gino Redi e Michele Galdieri per il film del 1951 “Anna” di Alberto Lattuada con Silvana Mangano. Il brano poi fu inciso negli Stati Uniti da Nat King Cole e da Dean Martin ed eseguito sempre nelle grandi sale da ballo americane dove all’epoca si svolgevano irresistibili serate di musica jazz. Atmosfera meravigliosa ricreata al Verdi con la professionalità e il talento dei musicisti dell’Orchestra Jazz della Sardegna che hanno eseguito “Quizas”, altro successo di Cole, cantando assieme al crooner scozzese e al pubblico. La serata è andata a vanti tra pezzi indimenticabili (“Unforgettable” per primo, ovviamente) e aneddoti sulla carriera di Nat King Cole fino agli impeccabili assoli del gran finale sul blues “Route 66” e il bis della trascinante “Quizas”. Nick The Nightfly si è congedato chiedendo l’ultimo grande applauso per l’Orchestra Jazz: «Sono stato felice di cantare con questi splendidi musicisti, e voi dovete essere orgogliosi di loro».

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