1976, a Caprera riapre la casa di Garibaldi

Riapre nel 1976, inaugurato dal ministro Spadolini dopo una lunga chiusura per restauri, il «Compendio garibaldino» di Caprera. Comprende – intorno alla Casa bianca dove il generale visse tra il 1856...

Riapre nel 1976, inaugurato dal ministro Spadolini dopo una lunga chiusura per restauri, il «Compendio garibaldino» di Caprera. Comprende – intorno alla Casa bianca dove il generale visse tra il 1856 (quando se ne iniziò la costruzione) sino al 1882, anno della sua morte – il cortile, dominato dal grande pino che Garibaldi piantò il giorno della nascita dell'ultima figlia Clelia, la stalla, la rimessa delle barche, il forno, il mulino, il frantoio, autentici capolavori di ingegnerà meccanica, per i tempi in cui furono costruiti. E infine la sua tomba, un semplice unico masso di granito, vicino al quale stanno le tombe dei familiari, l'ultimo moglie Francesca Armosino e i figli Manlio, Teresita, Rosa, Anita e Clelia. Naturalmente il pezzo forte del museo è la Casa Bianca, che ospita il vero e proprio museo garibaldino: con le piccole e grandi memorie del generale, i ritratti, i dipinti, le armi, i mobili, le poltrone speciali che cominciarono a essergli regalate quando l'artrite lo costrinse sempre più di frequente all'immobilità. E il suo letto, con il calendario e l'orologio bloccati al giorno e l'ora della sua morte, le sei e venti (del pomeriggio) del 2 giugno.

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