La Nuova Sardegna

“La prima e ultima volta” dei Bad Blues Quartet

di Andrea Musio
“La prima e ultima volta” dei Bad Blues Quartet

Da un’esperienza in streaming è nato un disco che rappresenta la vera ripartenza della band

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CAGLIARI. Uno studio sull’evoluzione degli spettacoli dal vivo in tempo di pandemia, la necessità di salire su un palco, anche a costo di esibirsi senza pubblico. Un esperimento che ha dato i suoi frutti in maniera tangibile. Ora è disponibile “First time, last time” il disco della formazione cagliaritana dei Bad Blues Quartet. Un progetto nato agli inizi dell’anno dall’idea di Vincenzo Mario Boi, laureando in scienze della comunicazione multimediale dell’Università di Cagliari e concretizzato con una live performance al teatro civico di Sinnai della blues band formata da Eleonora Usala (voce), Federico Valenti (chitarra), Gabriele Loddo (basso) e Frank Stara (batteria). Un set di circa un’ora, trasmesso a febbraio, e ancora disponibile in streaming sulla pagina Facebook ufficiale del gruppo, dal quale sono stati estrapolati una serie di brani e inseriti per compilare la scaletta del nuovo disco. Undici tracce disponibili sia su supporto fisico, in cd, che in digitale nelle principali piattaforme di streaming e store digitali, pubblicate dalla Talking About records in collaborazione con Sweet Music. Una scelta che pesca a piene mani dalle due precedenti pubblicazioni, l’esordio del 2017 dal titolo omonimo e “Back on my feet” (Talking About Records, 2019) e ancora una rivisitazione di “I been drinking”, tributo a Vera Hall e due brani inediti “Wrong meeting” e “You never ask for beer”.

Un disco che cattura in maniera ottimale la forte propensione live dei Bad Blues Quartet registrato da Michele Secchi e da Vincenzo Mario Boi che ha curato inoltre la fase di mixaggio e di masterizzazione. Blues elettrico, ruvido e graffiante, che prende spunto dalle sonorità originarie del Mississipi, si lascia influenzare da quelle moderne e da generi affini quali lo spiritual, il country per arrivare a passaggi funk. «Un’esperienza che ci ha regalato emozioni contrastanti – racconta Eleonora Usala –. Se da un lato è stato bello salire su un palco dopo tanto tempo, dall’altro, doverlo fare senza un pubblico reale in sala è stato quasi demoralizzante. Naturalmente abbiamo dato il meglio di noi perché sapevamo che dall’altra parte degli schermi c’erano un sacco di persone che stavano assistendo al concerto. Tuttavia il silenzio della sala alla fine di ogni brano era un qualcosa che non vogliamo mai più affrontare. Con questo spirito abbiamo scelto il titolo per questo disco: la traduzione in inglese di “La prima e ultima volta”.

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