La Sardegna vede rosé scoppia la passione per i vini profumati

La Sardegna ha scelto la “vie en rose”. Ha un bel colore, è fresco, giovane, poco impegnativo da bere e da abbinare. Tra la Sardegna e il rosé è scoppiato l’amore. Tutti lo vogliono, molti produttori...

La Sardegna ha scelto la “vie en rose”. Ha un bel colore, è fresco, giovane, poco impegnativo da bere e da abbinare. Tra la Sardegna e il rosé è scoppiato l’amore. Tutti lo vogliono, molti produttori lo fanno: dalle grandi aziende ai piccoli produttori.

Oramai in Sardegna abbiamo una ampia gamma di scelta. Qualcuno ha come base uve Cannonau, ma c’è chi ha riscoperto uve di una tradizione che sembrava scomparsa, o quasi. Come la Caricagiola, un’uva nera che parla gallurese. E Gjola si chiama il rosé Igt Colli del Limbara, neonato dell’azienda Surrau di Arzachena. È ottenuto dalle uve omonime da vigneti in terreni a disfacimento granitico. Il colore è rosa tenue e profumi di frutti rossi mediamente intensi. In bocca è fresco, sapido con la mineralità tipica dei vini ottenuti da uve di terreni a disfacimento granitico. Se ci spostiamo nel territorio di Sorso ecco anche un altro rosato appena nato. È il Cannonau di Sardegna DOC rosato Crabioni 2020, primo rosé della cantina. È ottenuto con uve Cannonau di Sardegna coltivate in località Marritza su terreni sabbiosi e sabbioso-argillosi distanti meno di un km dal mare. Le uve, raccolte a mano, vengono trasferite in cantina dove vengono immediatamente “pigiadiraspate” e inviate alla pressa soffice, vengono pertanto vinificate “in bianco”, senza alcun periodo di macerazione. Il vino ottenuto resta in cantina per sei mesi dalla vendemmia prima della stabilizzazione e imbottigliamento.

Il rosato ottenuto ha un colore “cerasuolo” lievemente scarico, brillante. Al naso si distinguono note di frutta a bacca rossa unite a sentori iodati e di macchia mediterranea. Il palato è fresco e sapido, di media struttura e di grande bevibilità. È stato accolto con grande interesse il Torbato Rosé spumante brut della Sella & Mosca. Un vino che gode del prestigio del Torbato che ora indossa le vesti di un delicato rosato color cipria, grazie all’apporto di uve a bacca rossa della azienda sarda di Terra Moretti. Presentato qualche settimana fa a bordo del megayacht del patron, il brut ha incontrato il gusto di critici e appassionati. Fresco, beverino perfettamente a suo agio con antipasti di mare si adatta bene anche come vino da tutto pasto con i menu di pesce. Ha profumi delicati di fiori e pesca bianca che in bocca regalano sensazioni di grande interesse.

Ed eccoci al rosé che ha subito fatto centro tra gli esperti e gli appassionati che lo considerano un capolavoro di raffinatezza. Bellissima bottiglia da mezzo litro con praticissimo tappo “a fungo”, ha un nome francese, si chiama L’Ile, l’isola, ed è prodotta da Atlantis Berchidda insieme ad Acquaspiritosa da un cru di Cannonau del Monte Acuto, ed è prodotta in soli 800 esemplari. Di colore rosa “velo di cipolla dorata” ha delicati profumi floreali. In bocca si impone per la sua eleganza e per la persistenza. Fantastico come aperitivo e con gli antipasti di mare, strepitoso con le ostriche e con i crudi di mare. Da tenere al fresco in barca, diventa poesia pura da sorseggiare mentre si gode il tramonto. Tra gli ultimi rosati di Cannonau sardi quello delle Cantine Mastio di Galtellì. Si chiama Suergios ed è ottenuto dalla macerazione per 12 ore del mosto fiore di Cannonau prima di una fermentazione controllata. Le uve vengono coltivate a Galtellì. Ha un colore rosa ciliegia. Ha profumi di rosa e in bocca si caratterizza per una elegante freschezza.

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