La Nuova Sardegna

Stelle del jazz dal 1° settembre a San Teodoro

Logan Richardson
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Logan Richardson

Al tradizionale festival tra gli ospiti Logan Richardson, Mauro Gargano e Marta Loddo

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Si rinnova a San Teodoro l’appuntamento con il festival San Teodoro Jazz. Esordio mercoledì 1° settembre fuori dagli abituali confini a Ollolai, per un appuntamento al Museo delle Maschere Mediterranee. Alle 17 il clarinettista teodorino Matteo Pastorino guiderà l’ensemble STJ Experiment, presentando una inedita produzione originale, nella quale ospiti a sorpresa contribuiranno a rendere unica una performance musicale che unirà jazz e improvvisazione all’ancestrale danza dei Mamuthones, indagandone il rito, tra improvvisazione e tradizione.

Giovedì 2 agosto il festival tornerà nella piazza Gallura di San Teodoro: alle 21 a salire sul palco sarà “Mumucs”, concertodell cantante e musicista oristanese Marta Loddo. Alle 22 riflettori puntati sul progetto “Mind Twinness” – una produzione originale del festival – del chitarrista teodorino Paolo Corda e del batterista sassarese Jacopo Careddu.

Venerdì 3 settembre alle 21 live del sassofonista statunitense Logan Richardson accompagnato da un ensemble d’eccezione composto da Igor Osypov alla chitarra elettrica, Joe Sanders al contrabbasso e Gregory Hutchinson alla batteria.

Un doppio appuntamento caratterizzerà la giornata di sabato 4 settembre: alle 21 aprirà gli appuntamenti musicali il progetto “Jumaan” del batterista Juri Altana, nato inizialmente come trio in occasione dei seminari di Nuoro Jazz, con Antonio Masala alla chitarra e Mauro Dore al basso, e trasformatasi successivamente in quartetto dopo l’incontro con il giovane pianista e compositore Jacopo Tore. Ciascuno dei musicisti proviene da universi e percorsi musicali differenti, accomunati da un unico filo conduttore: il jazz. La forte complicità tra gli interpreti e l’intensa sensibilità condivisa, permettono al progetto di esprimersi liberamente nell'esecuzione di composizioni originali, standard classici rivisitati e contemporanei in un mix di suoni moderni e improvvisazione.

Un’ora più tardi (alle 22) il festival ospiterà il progetto “Nuages” del contrabbassista pugliese Mauro Gargano, per una prima assoluta in Italia. Traendo ispirazione dalla novella di Pierpaolo Pasolini “Che cosa sono le nuvole?” contenuta nel lungometraggio “Capriccio all’italiana” (del 1968), il repertorio di questo gruppo é stato composto secondo una logica sentimentale tipicamente pasoliniana, nella quale la poetica dello scrittore si intravede, ma in maniera soggiacente. Ogni composizione è stata intitolata tenendo presente dei molti temi cari a Pasolini, come per esempio la sovrapposizione dei piani narrativi, l’attenzione per i riti popolari ancestrali, il tema della fuga e della diversità, l’educazione sentimentale, la madre, la saggezza popolare, l’immediatezza del dialetto, e che si mescolano ai ricordi d’infanzia di Mauro Gargano. Ne scaturisce una musica in bilico fra jazz, canzone popolare, e musica contemporanea, che ha la capacità di elevarsi, evocando un folle amore “soffiato” da un cielo tanto luminoso che tempestoso. Ad accompagnarlo ci saranno Matteo Pastorino ai clarinetti, Giovanni Ceccarelli al pianoforte e Patrick Goraguer alla batteria.

Sipario sul festival domenica 5 settembre alle 18 in località Costa Caddu, a San Teodoro, per un evento è realizzato in questa occasione in collaborazione con il brand g015, una emergente casa di moda sarda, che creerà per l’occasione un capo celebrativo del festival. Sul palco il progetto SVM, nato nel 2014 dall'incontro tra Andrea Sanna (rhodes e synth), Nicola Vacca (batteria e live electronics) e Mauro Medde (basso elettrico), musicisti accomunati dalle stesse intenzioni musicali e da un forte feeling. In breve tempo, si fanno notare nel panorama jazz e underground nazionale, con il loro primo album dal titolo omonimo “Svm”, che hanno presentato dal vivo in vari e importanti contesti tra cui il prestigioso festival “Umbria Jazz”, che li ospita per due ben anni consecutivi (nel 2014 e nel 2015), e che aprirà loro le porte a svariate e importanti collaborazioni. Dopo cinque anni di concerti in giro per la Sardegna, che hanno permesso alla band di migliorare il proprio interplay, nel 2020 gli SVM pubblicano il loro secondo lavoro discografco autoprodotto, dal titolo “Ant”.


 

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