Venezia, vittoria francese
segue dalla copertina Ieri è calato il sipario su una edizione della Mostra che passerà alla storia. Sia perché è stato il primo grande evento internazionale in cui, nonostante le restrizioni e le...
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segue dalla copertina
Ieri è calato il sipario su una edizione della Mostra che passerà alla storia. Sia perché è stato il primo grande evento internazionale in cui, nonostante le restrizioni e le ferree regole anti Covid, si sono rivisti i grandi numeri. E dunque si è respirata un po’ di quella normalità che mancava da un anno e mezzo. Ma è stato soprattutto il trionfo del cinema. Il direttore Alberto Barbera poteva contare su grandi nomi e su opere importanti che hanno dato un bel daffare alla giuria. Alla fine l’ha spuntata “L’événement” della francese Audrey Diwan, basato sull'omonimo romanzo autobiografico del 2000 di Annie Ernaux. Siamo nella Francia degli anni Sessanta, quando l'aborto era proibito e puniva con la galera chi lo aveva praticato o favorito. Da qui prende le mosse il film durissimo con protagonista Anne (interpretata da Anamaria Vartolomei), brillante studentessa di letteratura molto determinata ad avere successo, che quando resta incinta fa di tutto per non compromettere il suo futuro da sempre immaginato come riscatto sociale rispetto a una famiglia che per vivere gestisce una trattoria. Un’altra donna, Jane Campion, ha vinto il premio per la migliore regia di “Il potere del cane”, e un’altra ancora, Maggie Gyllenhaal, all’esordio dietro la macchina da presa, ha vinto per la migliore sceneggiatura per “The lost daughter”.
L’Italia sul podio
La vittoria francese non toglie il sorriso all’Italia che torna a casa con tre premi, anche se resta l’amaro in bocca per l’esclusione dell’ottimo “Qui rido io” di Mario Martone, interpretato da un Toni Servillo più in stato di grazia del solito, ma forse troppo italiano per arrivare al cuore dei giurati. Che invece hanno mostrato di apprezzare parecchio “È stata la mano di Dio”, il film autobiografico di Paolo Sorrentino, che ha ricevuto il Gran premio della giuria. Ma non solo. Anche il premio Mastroianni è andato al giovane Filippo Scotti, il Sorrentino giovane del film, che lo stesso regista ha scelto «perché era il più bravo di tutti». Premio speciale della giuria a Michelangelo Frammartino per “Il buco”. A mani vuote gli altri tre italiani in concorso. Oltre Martone, anche i fratelli D’Innocenzo per “America Latina” e Gabriele Mainetti per “Freaks out”.
Cruz migliore attrice
Sulla Coppa Volpi alla migliore interprete non c’erano dubbi. Il ruolo in “Madres paralelas” di Pedro Almodovar ha visto il trionfo di Penelope Cruz, che concorreva anche per l’ottimo “Competencia oficial” di Duprat e Cohn al fianco di Antonio Banderas e Oscar Martinez. La diva spagnola ha dedicato il premio alla suocera, la grande attrice Pilar Bardem, scomparsa due mesi fa, le cui ultime parole - ha raccontato ieri Cruz - sono state: Coppa Volpi. Il miglior attore invece è il filippino John Arcilla per “On the job: the missing 8” di Erik Matti, 208 minuti di film.
Il ritorno dei divi
L’edizione 2021 ha segnato, dopo lo stop forzato dello scorso anno, anche il ritorno dei divi a Venezia. Su tutti Ben Affleck e Jennifer Lopez, che, alla loro prima uscita pubblica dopo il ritorno di fiamma, venerdì hanno creato il delirio al Lido. Insieme a loro anche Matt Damon e Jodie Comer. Più o meno le stesse scene di una settimana fa quando a Venezia è arrivato l’intero cast di “Dune” capitanato dal divo del momento, Timothée Chalamet. Ma non solo. Nei 10 giorni di festival sono arrivati al Lido Kirsten Dunst, Kate Hudson, Benedict Cumberbatch, Kristen Stewart, Zendaya, Dakota Johnson, Matt Dillon, Jessica Chastain, Oscar Isaac, Antonio Banderas, Jamie Lee Curtis e Anya Taylor Joy, la regina degli scacchi.
Ieri è calato il sipario su una edizione della Mostra che passerà alla storia. Sia perché è stato il primo grande evento internazionale in cui, nonostante le restrizioni e le ferree regole anti Covid, si sono rivisti i grandi numeri. E dunque si è respirata un po’ di quella normalità che mancava da un anno e mezzo. Ma è stato soprattutto il trionfo del cinema. Il direttore Alberto Barbera poteva contare su grandi nomi e su opere importanti che hanno dato un bel daffare alla giuria. Alla fine l’ha spuntata “L’événement” della francese Audrey Diwan, basato sull'omonimo romanzo autobiografico del 2000 di Annie Ernaux. Siamo nella Francia degli anni Sessanta, quando l'aborto era proibito e puniva con la galera chi lo aveva praticato o favorito. Da qui prende le mosse il film durissimo con protagonista Anne (interpretata da Anamaria Vartolomei), brillante studentessa di letteratura molto determinata ad avere successo, che quando resta incinta fa di tutto per non compromettere il suo futuro da sempre immaginato come riscatto sociale rispetto a una famiglia che per vivere gestisce una trattoria. Un’altra donna, Jane Campion, ha vinto il premio per la migliore regia di “Il potere del cane”, e un’altra ancora, Maggie Gyllenhaal, all’esordio dietro la macchina da presa, ha vinto per la migliore sceneggiatura per “The lost daughter”.
L’Italia sul podio
La vittoria francese non toglie il sorriso all’Italia che torna a casa con tre premi, anche se resta l’amaro in bocca per l’esclusione dell’ottimo “Qui rido io” di Mario Martone, interpretato da un Toni Servillo più in stato di grazia del solito, ma forse troppo italiano per arrivare al cuore dei giurati. Che invece hanno mostrato di apprezzare parecchio “È stata la mano di Dio”, il film autobiografico di Paolo Sorrentino, che ha ricevuto il Gran premio della giuria. Ma non solo. Anche il premio Mastroianni è andato al giovane Filippo Scotti, il Sorrentino giovane del film, che lo stesso regista ha scelto «perché era il più bravo di tutti». Premio speciale della giuria a Michelangelo Frammartino per “Il buco”. A mani vuote gli altri tre italiani in concorso. Oltre Martone, anche i fratelli D’Innocenzo per “America Latina” e Gabriele Mainetti per “Freaks out”.
Cruz migliore attrice
Sulla Coppa Volpi alla migliore interprete non c’erano dubbi. Il ruolo in “Madres paralelas” di Pedro Almodovar ha visto il trionfo di Penelope Cruz, che concorreva anche per l’ottimo “Competencia oficial” di Duprat e Cohn al fianco di Antonio Banderas e Oscar Martinez. La diva spagnola ha dedicato il premio alla suocera, la grande attrice Pilar Bardem, scomparsa due mesi fa, le cui ultime parole - ha raccontato ieri Cruz - sono state: Coppa Volpi. Il miglior attore invece è il filippino John Arcilla per “On the job: the missing 8” di Erik Matti, 208 minuti di film.
Il ritorno dei divi
L’edizione 2021 ha segnato, dopo lo stop forzato dello scorso anno, anche il ritorno dei divi a Venezia. Su tutti Ben Affleck e Jennifer Lopez, che, alla loro prima uscita pubblica dopo il ritorno di fiamma, venerdì hanno creato il delirio al Lido. Insieme a loro anche Matt Damon e Jodie Comer. Più o meno le stesse scene di una settimana fa quando a Venezia è arrivato l’intero cast di “Dune” capitanato dal divo del momento, Timothée Chalamet. Ma non solo. Nei 10 giorni di festival sono arrivati al Lido Kirsten Dunst, Kate Hudson, Benedict Cumberbatch, Kristen Stewart, Zendaya, Dakota Johnson, Matt Dillon, Jessica Chastain, Oscar Isaac, Antonio Banderas, Jamie Lee Curtis e Anya Taylor Joy, la regina degli scacchi.
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