Tuvixeddu, un progetto per farla rinascere

Illustrato il piano di recupero in armonia con la vita del quartiere. Da sabato 25 apertura per le Giornate del Patrimonio

CAGLIARI. Tombe e decorazioni romane di duemila anni fa. In mezzo a palazzi di cinquanta sessanta anni fa o anche meno. Convivenza necessaria (gli edifici non possono certo sparire con la scoperta delle tombe), ma anche possibile. Per Tuvixeddu, con la sua necropoli punica più estesa e importante del Mediterraneo e con i suoi monumenti che si affacciano sul trafficatissimo viale Sant'Avendrace, ora c'è un piano speciale del ministero. E soprattutto finanziamenti che possono provare a realizzare un sogno. L'idea è quella di far convivere le abitudini del quartiere e le visite dei turisti con la conservazione e la valorizzazione dei reperti che piano piano spuntano o rispuntano tra parcheggi e cortili condominiali. Insomma un parco archeologico anche di "attraversamento": da vivere e non solo da andare visitare.

Ora, almeno per iniziare, c'è un finanziamento di 800mila euro del segretariato regionale del ministero della cultura della Sardegna per la valorizzazione di Tuvixeddu, la più grande necropoli punico romana del Mediterraneo. Ieri il segretario regionale del Ministero della cultura della Sardegna e Soprintendente ad interim della Soprintendenza archeologia, per la città di Cagliari, Oristano e Sud Sardegna, Patricia Olivo, il presidente e amministratore delegato di Ales spa Mario De Simoni e i funzionari Massimo Casagrande e Elena Romoli, hanno illustrato l'avvio del nuovo progetto. Il primo lotto dei lavori - è stato spiegato in una conferenza stampa davanti alla Tomba delle spighe e dei pesci in occasione della chiusura dei lavori di restauro - prevede lo scavo restauro la manutenzione della necropoli per il ripristino dove possibile dell'originario paesaggio funerario. E nel programma c'è anche la realizzazione di un percorso visita tra la tomba di Rubellio e la stessa tomba delle spighe dei pesci, la più vicina alla strada. Per quest'ultima, una antica tomba, probabilmente di un aristocratico romano, con fregi e affreschi è prevista la realizzazione di una bussola d'ingresso di protezione, anche climatico, ha spiegato per la Soprintendenza Elena Romoli, che ospiterà il sistema di comunicazione multimediale di Tuvixeddu.

Un pezzo di storia per decenni trascurato: era diventato un'officina e il monumento, come vicini di casa aveva gli abitanti abusivi di altre tombe trasformate in alloggi di fortuna. Tutto questo sino agli anni Ottanta. Poi la Soprintendenza, in attesa dei fondi, era riuscita a murare la tomba. Per consentire poi il recupero e le prime aperture al pubblico. Nell'area antistante, per anni discarica e poi contestata sede di un cantiere per la realizzazione di un palazzo (nel giro di pochi giorni erano stati messi su anche i primi mattoni poi rimossi dopo l'intervento della Regione), dovrebbe nascere una piazzetta che potrebbe diventare una sorta di porta di accesso alla necropoli. «Vorremmo che diventasse una abitudine di passaggio - ha detto Romoli - e una zona di attraversamento». Le operazioni di restauro della tomba delle Spighe e dei Pesci hanno permesso non solo di rimettere in luce le decorazioni già descritte da Giovanni Spano nel 1861, ma di ricostruire alcuni degli stucchi. Inoltre, durante gli scavi sono state rinvenute altre tombe romane, semplici ma intatte, nella parte antistante l'ingresso dell'ipogeo. La tomba delle Spighe e dei Pesci aprirà nuovamente al pubblico in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2021, sabato e domenica.

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