Il Mediterraneo di Tozzi e Favata

Oggi a Sorgono “Le radici di un mito” per il Festival del passato remoto

SORGONO. Giornata conclusiva oggi della quarta edizione del Festival del passato remoto. Si comincia di buon mattino, alle 8.30, con le escursioni alla cascata di Funtana Is Arinus o Craddaxioleddu di Nurallao e al Nuraghe Nolza di Meana Sardo. Si andrà anche a Laconi al Museo della statuaria preistorica in Sardegna (il Museo delle statue menhir), ospitato negli spazi del Palazzo Aymerich, ultima residenza dei marchesi di Laconi progettata a metà Ottocento dall’architetto Gaetano Cima. Undici sale che delineano lo sviluppo cronologico della grande statuaria antropomorfa preistorica sarda, compreso fra il 3800 e il 2000 a.C.

Alle 10 al Museo di Sorgono, nella Sala Sau, il laboratorio “Come si fabbricano le launeddas” con Michelino Loi, uno dei più apprezzati costruttori di launeddas dell’isola, e Alessio Masones, giovane suonatore. Alla stessa ora le visite guidate di Biru’e Concas e del santuario campestre di San Mauro. Alle 12.30 al Museo di Sorgono la visita guidata a cura di Sergio Frau, l’ideatore di tutta la rassegna.

Il festival del Passato remoto si chiude alle 17 al teatro Murgia con Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico, volto noto di diversi programmi tv, e con Enzo Favata, jazzista, sassofonista e polistrumentista. Insieme proporranno lo spettacolo “Mediterraneo, le radici di un mito”. Una lezione concerto di Tozzi (voce narrante) e Favata (sassofoni, clarinetti, elettronica), impegnati nel realizzare un film senza immagini, fatto di parole e suoni – il racconto dell’uno scorre sulle atmosfere sonore create dall’altro – nel quale prendono forma paesaggi arcaici, mitologia e scienza.



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