È mania per il Giappone da leggere
Oltre ai classici fumetti, i romanzi di autori nipponici in Italia stanno vivendo un vero e proprio boom
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In principio furono gli anime. O per chiamarli all’occidentale, come eravamo abituati, i cartoni animati che arrivavano dal Paese del Sol Levante. Un’invasione televisiva cominciata sul finire degli anni Settanta con gli indimenticabili robottoni, da “Goldrake” a “Mazinga”, e proseguita con forza nel decennio successivo grazie a decine di serie entrate nell’immaginario collettivo come “Kiss Me Licia” e “Holly e Benji”. Così in tanti di quella generazione e non solo si sono innamorati del Giappone e hanno poi coltivato questa passione anche con la lettura. Naturalmente a partire dai manga, quasi sempre d’ispirazione agli stessi anime anche se arrivati dopo nel nostro mercato, che oggi vivono in Italia quello che si potrebbe definire un nuovo boom.
L’exploit
Ha fatto notizia di recente l’exploit come libro più venduto della settimana di un numero speciale di “One Piece”, ma la presenza di fumetti giapponesi in classifica è una costante. Al fianco spesso di romanzi. Perché anche la letteratura nipponica si sta ritagliando sempre maggiore spazio negli scaffali delle librerie con pubblicazioni di diverse case editrici. Uno dei nomi più letti continua a essere quello di Banana Yoshimoto, dal successo internazionale di “Kitchen” nei primi anni Novanta dove affrontava temi come la solitudine e l’elaborazione del lutto con uno stile e toni da manga. Una caratteristica che ha mantenuto e forse è il segreto del suo successo, con l’abilità a costruire storie apparentemente semplici ma cariche di significato. Feltrinelli ha da poche settimane pubblicato il suo nuovo romanzo, “Su un letto di fiori”, dove emerge ancora una volta la sua delicatezza. La popolarità della scrittrice oggi resta indiscussa, anche se superata da quella di Haruki Murakami in grado di sfornare bestseller a ripetizione. In attesa del prossimo romanzo, Einaudi, che pubblica in Italia l’amatissimo autore giapponese, ha fatto uscire quest’anno la raccolta di racconti “Prima persona singolare”. Un compendio della sua letteratura per la presenza di temi e situazioni ricorrenti nella sua produzione: la malinconia per la gioventù, i ricordi che riaffiorano per un dettaglio, i rimpianti, la musica, la dimensione onirica, l’apparizione di qualcosa di inspiegabile nella realtà quotidiana.
L’altro Murakami
Non c’è però solo Haruki. Di Murakami scrittore, con nessuna parentela, ne esiste anche un altro: Ryu. Sicuramente meno conosciuto, ma ugualmente importante nel panorama della letteratura giapponese contemporanea. La casa editrice Atmosphere Libri, che porta avanti una collana di narrativa asiatica diretta dallo yamatologo e traduttore Gianluca Coci, negli ultimi due anni ha spinto molto su Ryu Murakami ripubblicando “Blu quasi trasparente”, il suo scioccante romanzo d’esordio su droga e sesso, oltre a far uscire “Sixty-Nine”, manifesto generazionale della ribellione giovanile alla fine degli anni Sessanta, e da pochissimo “Piercing”: un torbido e inquietante thriller psicologico. Tornando ad Haruki Murakami c’è da sottolineare la sua influenza su un altro scrittore giapponese che sta avendo un discreto successo: Hideo Furukawa. Sellerio ha pubblicato in Italia il suo imponente romanzo “Tokyo Soundtrack” e più recentemente “Una lenta nave per la Cina” che è un omaggio diretto proprio ad Haruki Murakami, una specie di cover di un suo racconto.
La scrittura è donna
Analizzando in maniera più ampia la narrativa nipponica contemporanea emerge come dato interessante l’alto numero di autrici. Se Banana Yoshimoto è il nome di punta al femminile, sono diverse le scrittrici di cui sono usciti più libri in Italia. Tra queste spiccano Natsuo Kirino, conosciuta in particolare per il romanzo a tinte noir “Le quattro casalinghe di Tokyo” e pubblicata con continuità da Neri Pozza, e Yoko Ogawa, tradotta in italiano per Il Saggiatore. Dopo di loro si è formata una generazione di romanziere più giovani che negli ultimi anni sta approdando anche nel nostro mercato editoriale. Da segnalare a riguardo il lavoro di Edizioni E/0 che ha permesso di far scoprire autrici come Sakaya Murata e Mieko Kawakami. Della prima, dopo il brillante “La ragazza del convenience store” ispirato alla sua esperienza di commessa, è in vendita da qualche giorno “I terrestri”. Per entrambi i volumi le copertine sono state realizzate dal fumettista cagliaritano Massimo Dall’Oglio. Della seconda è invece uscito quest’anno “Heaven”, storia di bullismo e amicizia, facendo seguito alla pubblicazione di “Seni e uova”, un vero e proprio caso letterario a livello internazionale. Una bellissima storia di donne, così come quella raccontata da Kazuki Sakuraba in “Red Girls” sempre uscito per Edizioni E/O. Tra le altre scrittrici da segnalare Ito Ogawa, con più romanzi editi da Neri Pozza, e Yu Miri, di cui la giovane casa editrice 21Lettere ha portato da poco in Italia “Tokyo - Stazione Ueno”.
Grandi classici
Autori e autrici di oggi, ma non solo. Il Giappone ha un’importante tradizione letteraria rappresentata da grandi scrittori che hanno segnato il Ventesimo secolo. Ancora in vita, quasi novantenne, è Kenzaburo Oe vincitore del Nobel nel 1994. Suoi libri si possono leggere in Italia in particolare grazie a Garzanti, il più recente uscito due anni fa: “La foresta d’acqua”. Dopo di lui nessun altro giapponese ha vinto il Premio Nobel per la letteratura (Kazuo Ishiguro al quale è stato assegnato è un autore britannico anche se di origine nipponica), prima invece c’era riuscito Yasunari Kawabata nel 1968. Al di là dei sui libri più noti da segnalare la recente pubblicazione dell’inedito “L’adolescente” da parte di Atmosphere che tra i grandi del passato ha pubblicato negli ultimissimi anni anche Yukio Mishima, Osamu Dazai, Ranpo Edogawa, Kenji Miyazawa, Kobo Abe, Ryonosuke Akutagawa, Soseki Natsume. Da ricordare tra i nomi più importanti del Novecento anche Seicho Matsumoto, con Adelphi e Mondadori, e Junichiro Tanizaki, pubblicato in Italia da vari editori. Tra questi Guanda, un paio di anni fa, con l’allora inedito “Le domestiche”.
Giappone mon amour
Ma a raccontare il Paese del Sol Levante ci hanno pensato anche diversi occidentali e pensando agli ultimi anni viene subito in mente il successo dell’italiana Laura Imai Messina che dopo essersi trasferita a Tokyo ha fondato il blog Giappone Mon Amour e poi si è imposta come scrittrice. Proprio in questi giorni è in uscita per Piemme Edizioni una nuova versione del suo “Quel che affidiamo al vento”, romanzo su una donna che, persa la famiglia a causa dello tsunami del 2011, viaggia sino al telefono del vento di Otsuchi. Una cabina telefonica che esiste davvero, nella quale i visitatori intrattengono idealmente conversazioni con i propri cari defunti. L’edizione è arricchita da illustrazioni di Igort, l’autore e disegnatore sardo che il Giappone lo conosce bene e lo ha descritto nei tre volumi “Quaderni giapponesi” targati Oblomov.
L’exploit
Ha fatto notizia di recente l’exploit come libro più venduto della settimana di un numero speciale di “One Piece”, ma la presenza di fumetti giapponesi in classifica è una costante. Al fianco spesso di romanzi. Perché anche la letteratura nipponica si sta ritagliando sempre maggiore spazio negli scaffali delle librerie con pubblicazioni di diverse case editrici. Uno dei nomi più letti continua a essere quello di Banana Yoshimoto, dal successo internazionale di “Kitchen” nei primi anni Novanta dove affrontava temi come la solitudine e l’elaborazione del lutto con uno stile e toni da manga. Una caratteristica che ha mantenuto e forse è il segreto del suo successo, con l’abilità a costruire storie apparentemente semplici ma cariche di significato. Feltrinelli ha da poche settimane pubblicato il suo nuovo romanzo, “Su un letto di fiori”, dove emerge ancora una volta la sua delicatezza. La popolarità della scrittrice oggi resta indiscussa, anche se superata da quella di Haruki Murakami in grado di sfornare bestseller a ripetizione. In attesa del prossimo romanzo, Einaudi, che pubblica in Italia l’amatissimo autore giapponese, ha fatto uscire quest’anno la raccolta di racconti “Prima persona singolare”. Un compendio della sua letteratura per la presenza di temi e situazioni ricorrenti nella sua produzione: la malinconia per la gioventù, i ricordi che riaffiorano per un dettaglio, i rimpianti, la musica, la dimensione onirica, l’apparizione di qualcosa di inspiegabile nella realtà quotidiana.
L’altro Murakami
Non c’è però solo Haruki. Di Murakami scrittore, con nessuna parentela, ne esiste anche un altro: Ryu. Sicuramente meno conosciuto, ma ugualmente importante nel panorama della letteratura giapponese contemporanea. La casa editrice Atmosphere Libri, che porta avanti una collana di narrativa asiatica diretta dallo yamatologo e traduttore Gianluca Coci, negli ultimi due anni ha spinto molto su Ryu Murakami ripubblicando “Blu quasi trasparente”, il suo scioccante romanzo d’esordio su droga e sesso, oltre a far uscire “Sixty-Nine”, manifesto generazionale della ribellione giovanile alla fine degli anni Sessanta, e da pochissimo “Piercing”: un torbido e inquietante thriller psicologico. Tornando ad Haruki Murakami c’è da sottolineare la sua influenza su un altro scrittore giapponese che sta avendo un discreto successo: Hideo Furukawa. Sellerio ha pubblicato in Italia il suo imponente romanzo “Tokyo Soundtrack” e più recentemente “Una lenta nave per la Cina” che è un omaggio diretto proprio ad Haruki Murakami, una specie di cover di un suo racconto.
La scrittura è donna
Analizzando in maniera più ampia la narrativa nipponica contemporanea emerge come dato interessante l’alto numero di autrici. Se Banana Yoshimoto è il nome di punta al femminile, sono diverse le scrittrici di cui sono usciti più libri in Italia. Tra queste spiccano Natsuo Kirino, conosciuta in particolare per il romanzo a tinte noir “Le quattro casalinghe di Tokyo” e pubblicata con continuità da Neri Pozza, e Yoko Ogawa, tradotta in italiano per Il Saggiatore. Dopo di loro si è formata una generazione di romanziere più giovani che negli ultimi anni sta approdando anche nel nostro mercato editoriale. Da segnalare a riguardo il lavoro di Edizioni E/0 che ha permesso di far scoprire autrici come Sakaya Murata e Mieko Kawakami. Della prima, dopo il brillante “La ragazza del convenience store” ispirato alla sua esperienza di commessa, è in vendita da qualche giorno “I terrestri”. Per entrambi i volumi le copertine sono state realizzate dal fumettista cagliaritano Massimo Dall’Oglio. Della seconda è invece uscito quest’anno “Heaven”, storia di bullismo e amicizia, facendo seguito alla pubblicazione di “Seni e uova”, un vero e proprio caso letterario a livello internazionale. Una bellissima storia di donne, così come quella raccontata da Kazuki Sakuraba in “Red Girls” sempre uscito per Edizioni E/O. Tra le altre scrittrici da segnalare Ito Ogawa, con più romanzi editi da Neri Pozza, e Yu Miri, di cui la giovane casa editrice 21Lettere ha portato da poco in Italia “Tokyo - Stazione Ueno”.
Grandi classici
Autori e autrici di oggi, ma non solo. Il Giappone ha un’importante tradizione letteraria rappresentata da grandi scrittori che hanno segnato il Ventesimo secolo. Ancora in vita, quasi novantenne, è Kenzaburo Oe vincitore del Nobel nel 1994. Suoi libri si possono leggere in Italia in particolare grazie a Garzanti, il più recente uscito due anni fa: “La foresta d’acqua”. Dopo di lui nessun altro giapponese ha vinto il Premio Nobel per la letteratura (Kazuo Ishiguro al quale è stato assegnato è un autore britannico anche se di origine nipponica), prima invece c’era riuscito Yasunari Kawabata nel 1968. Al di là dei sui libri più noti da segnalare la recente pubblicazione dell’inedito “L’adolescente” da parte di Atmosphere che tra i grandi del passato ha pubblicato negli ultimissimi anni anche Yukio Mishima, Osamu Dazai, Ranpo Edogawa, Kenji Miyazawa, Kobo Abe, Ryonosuke Akutagawa, Soseki Natsume. Da ricordare tra i nomi più importanti del Novecento anche Seicho Matsumoto, con Adelphi e Mondadori, e Junichiro Tanizaki, pubblicato in Italia da vari editori. Tra questi Guanda, un paio di anni fa, con l’allora inedito “Le domestiche”.
Giappone mon amour
Ma a raccontare il Paese del Sol Levante ci hanno pensato anche diversi occidentali e pensando agli ultimi anni viene subito in mente il successo dell’italiana Laura Imai Messina che dopo essersi trasferita a Tokyo ha fondato il blog Giappone Mon Amour e poi si è imposta come scrittrice. Proprio in questi giorni è in uscita per Piemme Edizioni una nuova versione del suo “Quel che affidiamo al vento”, romanzo su una donna che, persa la famiglia a causa dello tsunami del 2011, viaggia sino al telefono del vento di Otsuchi. Una cabina telefonica che esiste davvero, nella quale i visitatori intrattengono idealmente conversazioni con i propri cari defunti. L’edizione è arricchita da illustrazioni di Igort, l’autore e disegnatore sardo che il Giappone lo conosce bene e lo ha descritto nei tre volumi “Quaderni giapponesi” targati Oblomov.
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