Violenza nel buio della condizione umana

Al Massimo di Cagliari “Se questo è un uomo”, Valter Malosti mette in scena il libro di Primo Levi sui lager nazisti

CAGLIARI . Da oggi e fino al 28 novembre, al Teatro Massimo, andrà in scena per la prima volta in Sardegna lo spettacolo “Se questo è un uomo” tratto dal celebre scritto di Primo Levi, per la stagione di prosa 2021-2022 del Cedac. Lo spettacolo andrà in scena da oggi al 27alle 20,30, il 28 alle 19. Dopo i successi a Torino, Roma e Milano nel 2019 interrotti però dalla pandemia, l’opera di e con Valter Malosti approda quindi nell’isola e torna nei teatri di 15 città.

Inoltre, giovedì 25 alle 17,30 nella sala della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta, 2, Malosti, il presidente del Centro internazionale Primo Levi, Fabio Levi, la storica del teatro, Roberta Ferraresi incontreranno il pubblico nell’ambito del ciclo “I pomeriggi della Fondazione ” (ingresso consentito con green pass e sino a esaurimento dei posti). Venerdì 26, dalle 9 alle 11, su iniziativa dell’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo, Malosti e Levi dialogheranno con gli studenti del Convitto nazionale “Vittorio Emanuele II”, alla presenza del rettore Paolo Rossetti e delle docenti Lucia Cossu e Laura Stochino.

“Se questo è un uomo” è il racconto della violenza estrema di Auschwitz. Ma non solo. Grazie alle qualità di Primo Levi testimone e scrittore, è anche, come precisa l’autore, prezioso documento «per uno studio pacato di alcuni aspetti dell’animo umano». Così il racconto di un passaggio cruciale della storia del ’900 diventa luogo di conoscenza e di riflessione sulla condizione umana, oltre il tempo di quegli avvenimenti, fino a noi e dopo di noi. Come è per i grandi classici della letteratura.

“Se questo è un uomo” a teatro, nella versione diretta e interpretata da Malosti, riprende ed esalta gli obiettivi del libro. Perché rispetta fino in fondo le intenzioni e la lettera del testo concepito dall’autore e, nello stesso tempo, perché sa valersi con forza e sobrietà dei mezzi offerti dalla scena per coinvolgere lo spettatore. L’opera va incontro ai suoi numerosi pubblici. In primo luogo ai ragazzi più giovani, che potranno scoprire nelle parole di Levi le ricchezze della storia e i suoi abissi insondabili, il gusto delle verità che ci interrogano, nella concretezza dei fatti, su cosa sia bene e cosa sia male. E rivolgendosi poi a chi, meno giovane, già porta con sé le pagine di Levi nel proprio bagaglio culturale ma potrà sperimentare ad una nuova rilettura, in condizioni o in età diverse, il sapore di una piacevole riscoperta.

Si può dunque comprendere come le repliche a teatro di “Se questo è un uomo” a Cagliari e in varie parti d’Italia promettano di essere un vero evento culturale: ad un tempo novità sorprendente e richiamo ad un passato che ci riguarda tutti; strumento di conoscenza e occasione per mettere alla prova le proprie interpretazioni del presente. “Se questo è un uomo” a teatro è infatti molto di più di un semplice spettacolo. E proprio per questo il Centro Internazionale di Studi Primo Levi affianca Emilia Romagna Teatro nella promozione, accanto alle repliche sui palcoscenici, di incontri di riflessione con il pubblico e in particolare con gli studenti.



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