Cavalieri di carta per salvare la Terra

Nathan Never, Mister No, Legs Weaver e Martin Mistère "Uniti per il pianeta". Nel volume di Bonelli la storia scritta da Bepi Vigna

I quattro cavalieri contro l’Apocalisse. Gli eroi del fumetto italiano scendono in campo per affrontare la crisi climatica: Nathan Never, Legs Weaver, Mister No, Martin Mystère si ritrovano insieme in un’avventura per difendere la Terra dalle conseguenze del riscaldamento globale in una storia scritta dal sardo Bepi Vigna, con disegni di Germano Bonazzi, Marco Foderà e Fabio Grimaldi, copertina di Sergio Giardo e colori di Daria Cerchi. Un volume speciale dal titolo “Nathan Never. Uniti per il Pianeta”, frutto della collaborazione tra la Sergio Bonelli Editore e il ministero della Transizione Ecologica, che da pochi giorni è arrivato in edicola e nelle librerie. Dopo aver unito già le forze per realizzare un piccolo albo uscito la scorsa estate con un numero dell’amatissima serie di fantascienza targata Bonelli, il Mite e la storica casa editrice di fumetti hanno allargato la loro cooperazione per realizzare questo elegante cartonato che contiene oltre all’entusiasmante avventura disegnata un cospicuo lavoro redazionale: è infatti presente un dossier riguardante il cambiamento climatico, la scoperta delle sue origini e le iniziative scientifiche pensate per affrontarlo.

Guerrieri verdi Gli esperti lo dicono a gran voce, non c’è più tempo da perdere. Bisogna attivarsi, fare presto, tutti insieme. Il climate change rappresenta sicuramente la grande sfida contemporanea dell’umanità. In quest’ottica si muove anche il lavoro del ministero della Transizione Ecologica che come sottolinea il ministro Roberto Cingolani nell’introduzione scritta per il volume appena pubblicato è impegnato per quanto riguarda lo specifico argomento «su numerosi fronti, da quelli strutturali e più operativi fino a un’azione di comunicazione che preveda l’informazione e la sollecitazione di tutte e tutti. Anche attraverso la costruzione di immaginari». Ecco quindi l’interesse per un mezzo come il fumetto, fino all’idea della realizzazione di questo volume nata in occasione della pre-conferenza delle parti sui cambiamenti climatici e della Youth4Climate, la conferenza mondiale dei giovani sul clima che il ministero della Transizione Ecologica ha organizzato a Milano fra settembre e ottobre, e in prossimità della ventiseiesima Conferenza mondiale sul clima che si è tenuta poco dopo a Glasgow, in Scozia.

L’eroe testimonial Nathan Never come fumetto di fantascienza si è dimostrato il più adatto per questa campagna. Immagina e racconta il futuro, il futuro che per l’uomo e la Terra è a rischio a causa delle conseguenze legate ai cambiamenti climatici. Non stupisce quindi che proprio l’Agente speciale Alfa sia stato scelto dal ministero della Transizione Ecologica per avvicinare i lettori ai temi dell’ecologia. «Non è la prima volta che affrontiamo problematiche ambientali nella vita editoriale del personaggio» racconta Bepi Vigna che con gli altri sardi Antonio Serra e Michele Medda ha creato Nathan Never ormai più di trent’anni fa (il primo numero uscì nelle edicole nel giugno del 1991). Insomma il mitico agente del futuro che nelle fattezze si rifà al protagonista di “Blade Runner” di Ridley Scott, il cacciatore di androidi Rick Deckard interpretato da Harrison Ford, si è trasformato in testimonial di progetti importanti. Prima di diventare paladino della lotta contro i cambiamenti climatici qualche anno fa era già stato al centro di un’iniziativa di grande rilievo grazie alla collaborazione di Sergio Bonelli Editore con l’Asi (Agenzia spaziale italiana) e l’Esa (European space agency): così Nathan Never aveva incontrato astronauta Luca Parmitano e i suoi colleghi della Stazione spaziale internazionale. «Anche in quel caso – sottolinea Bepi Vigna – si accennava a temi ambientali. Dallo spazio si vede la situazione della Terra e sono più evidenti certi problemi».

Justice League In questa storia particolare Nathan Never agisce con Legs Weaver. E fin qui niente di strano. Fa parte dell’Agenzia Alfa, nasce come personaggio comprimario dello stesso Nathan diventando poi protagonista anche di una serie creata sempre dalla banda di fumettisti sardi (Medda, Serra, Vigna). Insieme a lei, personaggio ispirato per l’aspetto alla Ellen Ripley di “Alien” interpretata dall’attrice Sigourney Weaver dalla quale ha preso il cognome, Nathan Never trova al suo fianco altri due eroi che hanno fatto la storia del fumetto italiano: Mister No, creato a metà degli anni Settanta da Guido Nolitta (pseudonimo da sceneggiatore di Sergio Bonelli), e Martin Mystère, nato nel 1982 dalla penna di Alfredo Castelli. Il reduce della Seconda guerra mondiale che si ritira nella giungla amazzonica per sfuggire alle imposizioni della società occidentale e il detective dell’impossibile, studioso e indagatore di enigmi d’ogni tempo. Due grandi personaggi dell’universo Bonelli che si uniscono a Nathan e Legs, per formare un team. Un po’ come in un crossover della Marvel o la Justice League degli eroi della Dc Comics.

Viaggio nel multiverso Se nei fumetti americani questi incroci sono normali, in Italia non si è così abituati a mettere insieme personaggi della stessa casa editrice. «Inizialmente – racconta Bepi Vigna – avevamo pensato a una storia che riguardasse solo Nathan. Poi la Bonelli stessa ha chiesto di inserire anche altri personaggi. Il problema del cambiamento climatico riguarda tutti e una storia corale ci stava bene. Così ho lavorato confrontandomi sia con Michele Masiero, un po’ l’erede come sceneggiatore di Mister No di Nolitta-Bonelli oltre che direttore editoriale della casa editrice, sia con Alfredo Castelli, il padre di Martin Mystère, in modo che i personaggi rispondessero alle caratteristiche che hanno nella serie regolare». È quindi nata quest’avventura speciale, con personaggi di tre epoche diverse. Un’avventura articolata che consente di fare un discorso importante, sui danni prodotti dall’aumento dei gas serra nell’atmosfera, e può arrivare facilmente ai lettori che non devono per forza conoscere il mondo di questi eroi-antieroi del fumetto italiano. «In Nathan Never – sottolinea Vigna – c’è l’espediente che consente il viaggio nel tempo perché abbiamo un multiverso. Questo ci permette di fare operazioni dal carattere di eccezionalità, numeri speciali che poi, perché no, possono anche essere al servizio di messaggi sociali e ambientali».

Greta e Severn Nella storia raccolta in questo volume il mondo di Nathan Never, dove la crisi climatica si credeva ormai superata, si trova di fronte a uno sconvolgimento dell’equilibrio dell’habitat terrestre. Così l’Agente speciale Alfa, insieme a Legs Weaver, viaggia nel passato e alla sua missione si uniscono il pilota Mister No e il detective dell’impossibile Martin Mystère. «Il primo – ricorda Bepi Vigna – vive nella foresta amazzonica negli anni Cinquanta e questo consentiva di raccontare anche un po’ com’era la situazione in un periodo in cui non si parlava di cambiamenti climatici. Mentre Martin Mystère è degli anni Ottanta quando il problema cominciava a manifestarsi». Insieme al team di personaggi Bonelli si trova Greta Suzuki, una scienziata che è un po’ la sintesi di decenni di impegno dei giovani nella salvaguardia dell’ambiente. Chiare le fonti di ispirazione, fin dal nome: Greta Thunberg, l’attivista svedese che non ha bisogno di presentazioni, e la canadese Severn Cullis-Suzuki, che nel 1992, a soli 12 anni, mise a tacere tutti i grandi della Terra inchiodandoli alle loro responsabilità durante l’Earth Summit di Rio de Janeiro. Un personaggio quello di Greta Suzuki che nelle intenzioni del progetto vuole rappresentare la voce dei giovani di tutto il mondo partecipanti nel 2021 alla Youth4Climate di Milano. Ma anche di tutti gli altri che in questi anni si sono battuti per l’ambiente fin dalla Dichiarazione di Bandung del 2011 che identificava l’accesso ai lavori verdi come cruciale per una transizione sostenibile verso un sistema economico basato sull’ecologia.

Fumetti ambientalisti Il volume appena pubblicato, “Nathan Never. Uniti per il Pianeta”, non rappresenta ovviamente il primo caso di fumetto ambientalista. Tra le tante opere disegnate dallo spirito ecologista non si può non ricordare “Nausicaa della Valle del Vento” di Hayao Miyazaki, manga poi adattato dallo stesso maestro giapponese in un meraviglioso lungometraggio d’animazione che ha anticipato la nascita dello Studio Ghibli sempre attento anche nei film successivi alle tematiche ambientali. Nel fumetto francese si può citare il grande Moebius, poeta dello spirito ambientalista con “I giardini di Edena”, mentre in Italia in anni recenti a “Non è mica la fine del mondo” di Tuono Pettinato e Francesca Riccioni oppure a “Umberto” di Antonio Rossetti in arte Holdenaccio. Restando in ambito Bonelli sono numerosi gli esempi di storie ecologiste e di situazioni green che i tanti protagonisti degli albi della casa editrice milanese hanno vissuto negli anni. Sia che si tratti del selvaggio west sia di futuri lontani. Insomma nella battaglia in difesa dell’ambiente, nel tentativo di arginare gli effetti del cambiamento climatico per evitate l’apocalisse, anche il fumetto cerca di fare la sua parte.

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