La Nuova Sardegna

Al Murats le strade creative dal progetto all’oggetto

di Paolo Curreli
Al Murats le strade creative dal progetto all’oggetto

Si chiama “Designers” il primo di una serie di appuntamenti biennali  Al museo di Samugheo come la tradizione della Sardegna entra nella modernità

07 giugno 2022
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“Designers. Idee e progetti per l’artigianato sardo. Atto I°” è questo il titolo della mostra; titolo che anticipa un futuro di appuntamenti biennali oltre che dare conto di una consolidata realtà. L’esposizione si è aperta ieri a Samugheo in quello che è ormai diventato un motore importante della creatività e della tradizione isolana: il Murats, Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda.

Progetto e realizzazione. La mostra è curata da Baingio Cuccu e Anna Rita Punzo che la spiegano così nella presentazione: «Raccoglie i tratti affioranti dal fertile terreno creativo dell’odierno artigianato sardo e disvela il processo gestazionale che conduce dal concepimento dell’idea alla realizzazione del corpo tangibile». «Designers nasce come una ricerca – aggiunge Baingio Cuccu direttore del Murats oltre che curatore della mostra – che avrà cadenza biennale in modo da indagare in modo approfondito la materia, che pone al centro dell’indagine colui che progetta nuove possibilità di sperimentazione legata all’idea di artigianato sardo. Il punto focale delle mostre sarà la parte progettuale, infatti, oltre ai manufatti realizzati, ci sarà una forte presenza di documentazione legata allo studio propedeutico la nascita dell’oggetto: progetti preparatori, disegni, bozze e prototipi. La realizzazione del catalogo, relativo ad ogni appuntamento, avrà come obbiettivo quello di formare una testimonianza temporale delle varie sperimentazioni che di volta in volta sarà presentata dai creativi invitati dai curatori».

Insomma in tutto questo indagare i “processi” ritorna la verità dell’aforisma: “il cammino, non la meta è il senso del viaggio”, ancora più vero se si pensa al viaggio creativo del design, che in questo caso coinvolge non solo ideatori e artigiani ma anche e tradizione e contemporaneo.

Creativi in mostra. Nutrita la lista dei designers: Stefano Asili, BAM Design, Silvio Betterelli, Giorgia Bistrusso, Giorgia Cadeddu, Antonello Cuccu, Mara Damiani, Fabrizio Felici, Caterina Frongia, Paulina Herrera Letelier, Roberta Liscia, Marco Loi, Maestrodascia, Alberto Olmo, Piero Angelo Orecchioni, Miriam Orrù, Barbara Pala, Giorgios Papaevangeliu, Gian Giuseppe Pisuttu, Silvana Sanna, Chiara Secchi, Ceramiche Terrapintada, Gavino Sanna, Eleonora Todde.

La Galleria Nazionale di Roma.

A consolidare la qualità contemporanea del nostro artigianato la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma tra le oltre ottanta opere di pittura, fotografia, design e artigianato esposte nella mostra “Intertwingled, The Role of the Rug in Arts, Crafts and Design” (inaugurata a marzo) presenta due raffinate opere tessili del territorio di Seulo. I tappeti, Barzolai e Q.R Quanta Res, degli architetti Fabrizio Felici e Alberto Olmo, realizzati dalle artigiane Vilma Ghiani e Maria Rosa Puddu, fanno parte della Collezione “Mustras”, – progetto del collettivo dall’Associazione Abbicultura – che dal 2019 si occupa della sperimentazione di nuovi linguaggi legati alla tradizione artiquesti designers sono presenti anche nella mostra di Samugheo.

«La mostra non è solo una densa e stratificata etnografia del design – dice la direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu – è un viaggio in molte dimensioni, che intreccia la nostra esperienza con quello che sappiamo e che ancora dobbiamo scoprire, insieme a ciò che non vediamo ma dovremmo saper immaginare. Un modo per restituire una tangenza tra architettura, memoria, rito e modernità e comprendere meglio le trasformazioni del mondo sotto i nostri occhi».

La mostra di Roma è curata da Martí Guixé, designer e artista spagnolo, e Inga Knölke, fotografa tedesca. Il termine intertwingled, coniato nel 1960 dal sociologo e filosofo statunitense Ted Nelson, esprime le relazioni del sapere non tra singoli ma nella complessità del mondo. Le foto di Barbara Corsico, che descrivono il lavoro del collettivo Mustras in un servizio per la rivista Living Corriere si inseriscono in questa visione, ritraendo le opere in una Sardegna che non ti aspetti come l’architettura razionalista di Arborea o il Padiglione del Sale di Nervi a Cagliari e confermano ancora la qualità dei nostri creativi. La mostra di Roma è aperta fino al 4 settembre quella di Samugheo fino al 24 luglio.

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