La Nuova Sardegna

L’intervista

Benedicta Boccoli e Lorenza Mario: «Le nostre soubrette anni ‘40: preziose, ridicole e molto attuali»

di Alessandro Pirina

	Lorenza Mario e Benedicta Boccoli in scena
Lorenza Mario e Benedicta Boccoli in scena

Le due attrici in tour in Sardegna dirette da Stefano Artissunch

08 gennaio 2023
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Hanno entrambe mosso i primi passi in tv, una sotto la guida di Boncompagni, l’altra di Gino Landi. Poi al piccolo schermo hanno preferito il palcoscenico e oggi sono due affermate primedonne del teatro italiano. Per la prima volta insieme, Benedicta Boccoli e Lorenza Mario, sbarcano in Sardegna con “Preziose ridicole (da Molière)” sotto la regia di Stefano Artissunch, l’attore algherese che le affianca anche sul palco. Prima tappa mercoledì a Sanluri, l’indomani a Olbia, venerdì a Macomer, sabato a Tempio e domenica ad Alghero. Cinque appuntamenti firmati Cedac.

Siamo nella Roma degli anni Quaranta. Chi sono Caterina e Maddalena?

BOCCOLI: «Caterina è una donna che finge di essere una diva. In realtà, è una soubrette un po’ attempata, di origini semplici, fa la rivista di livello basso, non quella di Wanda Osiris. Molière diceva: sposarsi mai, fidanzarsi sempre. Lei, libertina, è attaccatissima a questa frase».

MARIO: «Maddalena è una attrice, cantante, ballerina. Non più giovanissima neppure lei ma neanche molto esperta. Fino all’incontro con Caterina aveva lavorato solo in piccoli teatri. È una donna che si sente ancora ragazza. È ebrea e siamo durante il nazifascismo».

Quanta contemporaneità c’è nei vostri personaggi?

BOCCOLI: «Ce n’è, se penso al mondo dello spettacolo di oggi, così effimero, così superficiale. Gente che si dà arie per avere fatto due cose».

MARIO: «In scena noi portiamo l’umanità, l’anima di queste donne. Si parla del valore del matrimonio, di libera scelta. Anche se siamo in un’altra dimensione temporale c’è molta attualità».

Oggi per esistere bisogna essere on life: qual è il vostro rapporto con i social?

BOCCOLI: «Buono, li uso molto. Su Instagram clicco il nome di un personaggio famoso per inquadrare il carattere: in base all’ego si capisce chi è. Certo, c’è il rischio che i social diventino un’ossessione. Sono un mondo parallelo che a volte mi disturba. Allora lascio il telefono a casa ed esco con il cane».

MARIO: «Sto imparando il mestiere molto lentamente. Vado su Instagram, cerco di rimanere un po’ aggiornata, metto qualche foto ma non in modo regolare. Io non sono molto social, non lo sono di natura. Ma in questo momento la visibilità conta tantissimo. Basta guardare molti dei reality in onda. Vedo volti a me sconosciuti, poi scopro che hanno migliaia di follower».

Com’è stare sul palco con Benedicta Boccoli?

MARIO: «Ci conoscevamo ma non bene. Sarà che abbiamo fatto lo stesso percorso ma tra noi c’erano una curiosità reciproca e una grande stima. Ci siamo trovate benissimo fin da prima delle prove, per telefono. Abbiamo lo stesso approccio».

E con Lorenza Mario?

BOCCOLI: «Ho incontrato una bellissima compagna di lavoro con cui parliamo lo stesso linguaggio, arriviamo dalla tv degli anni ’80-90, entrambe con una formazione di ballerine. Tra noi c’è grande rispetto scenico, ma anche grande sintonia fuori. Dormiamo insieme, scherziamo. Ho trovato una amicizia quasi adolescenziale».

Riavvolgendo il nastro indietro: che ricordo avete di quei primi passi in tv?

BOCCOLI: «Arrivai con semplici audizioni e una energia positiva che oggi non ho più. Ai tempi avevo il futuro in mano. Se oggi bastano i social per diventare famoso, ai tempi servivano dirigenti e registi. Ricordo l’emozione fortissima a Domenica in: ogni settimana 10 milioni di telespettatori guardavano il mio balletto, era il punto di arrivo dopo sette giorni di lavoro. E poi Boncompagni mi metteva davanti alla telecamera: “fai quello che vuoi”. Che detto a una ragazzina di 19-20 anni per nulla spregiudicata non era facile».

MARIO: «Ho iniziato danza classica da piccolissima e pensavo che il mio futuro sarebbe stato il teatro. Poi ho fatto una audizione per la Rai e mi hanno presa. Sono partita dal corpo di ballo e quasi subito mi sono trovata prima ballerina, poi il Bagaglino. Ho fatto dieci anni di tv molto intensi, grandi soddisfazioni e artisti di grande levatura, come Pingitore, Gino Landi, De Sica. Ma il mio grande amore è sempre stato il teatro».

La tv è un capitolo chiuso?

BOCCOLI: «No, la faccio come ospite, ma oggi si fanno solo talk-show, interviste, si parla e basta. I politici sono le nuove soubrette, forse le preziose e ridicole oggi sono loro».

MARIO: «Sono tornata e ho fatto anche Tale e quale. Non si chiudono mai le parentesi. La tv resta sempre una possibilità. Ai reality dico no, ma dovesse tornare il varietà...».

Arrivate in Sardegna per un breve tour: qual è il vostro legame con l’isola?

BOCCOLI: «Avevo una tata sarda, Anna di Uras. Andai in vacanza da lei, una casa poverissima, c’era solo il bagno fuori, cuscini di paglia, ma ne ho un ricordo bellissimo. Poi sono stata a Porto Rotondo, Porto Cervo, ma la Sardegna che mi è rimasta dentro è la prima».

MARIO: «Ci sono stata solo in vacanza e la adoro. Non ci ho mai lavorato: sono curiosa di conoscere il pubblico. Ma il mio sogno è il giro della Sardegna in moto. Io non la guido, ma sono un’esperta passeggera. Prima o poi lo farò».

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