No ai pregiudizi

Matto è chi va controcorrente, fa le sue scelte, non segue il gregge e ha più coraggio degli altri

di Giorgias Meloni*
Matto è chi va controcorrente, fa le sue scelte, non segue il gregge e ha più coraggio degli altri

Chi è "diverso" viene etichettato come strano e spesso emarginato o bullizzato perché il suo pensiero intimorisce

18 maggio 2023
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Che cos’è un matto? È un diverso? È qualcuno di cui bisogna avere paura e starne alla larga? E perché definire il diverso un matto? Sono tutte domande alle quali non so trovare una risposta ma anzi, mi nascono altrettante domande sul perché ci sia la necessità di porle. E poi, perché dare etichette a tutto? Non siamo vestiti e tantomeno merce in vendita, ma a quanto pare è questa l’idea che molti hanno di chi va oltre il “normale”. Pensando all’aggettivo matto lo associo subito alla mia persona perché penso a quando le mie amiche sono solite chiamarmi matta, per scherzo ovviamente, poiché voglio combinare una delle mie pazzie seguendo spesso il mio istinto, o perché mi metto ai primi turni delle interrogazioni per potermene liberare il prima possibile.

Mettiamo che la matta che sta scrivendo queste parole faccia delle pazzie perché ha accumulato negli anni troppe cose, e quindi si voglia sentire leggera: non sarebbe bello evitare di etichettarla come una matta? In fondo sta solo cercando di sfogarsi, di liberarsi. I matti sono i diversi, sono il rifiuto, sono gli emarginati, sono gli scemi del villaggio, sono coloro che vengono ripudiati dalla società: sono matti! Vengono condannati, bullizzati e maltrattati perché hanno un modo di vestirsi diverso e un pensiero che magari intimorisce, d’altronde il nuovo ha sempre fatto paura e lo possiamo vedere nelle critiche che subì il Decameron, condannato perché parlava di tematiche nuove come l’amore carnale.

Nella storia la maggior parte dei matti sono stati cancellati dal mondo, Giordano Bruno venne condannato perché fu il matto che andò contro il clero giudicandolo, Socrate venne costretto a suicidarsi con la cicuta perché fu il matto che non volle riconoscere le divinità tradizionali, John Ball venne impiccato perché fu il matto che credeva nell’eguaglianza fra tutti gli uomini. La storia nuovamente si ripercuote sulle azioni di oggi, perché anch’io posso dire di avere subito condanne per le mie scelte e il mio comportamento. Sono stata giudicata dalla maggior parte dei miei compagni delle medie perché ero, e sono tuttora, la matta che ascolta il rock al posto della trap. Vai contro corrente? Sei un matto. Non segui il gregge? Matto assoluto! Insomma, la gente anziché etichettare i vestiti forse preferisce etichettare le persone, senza pensare che ci vanno di mezzo i sentimenti di chi si etichetta. In realtà i matti rappresentano il coraggio che manca a molti. E se essere matti vuol dire essere coraggiosi ma allo stesso diversi, allora sono fiera di essere matta.

*Giorgia frequenta il Liceo De Sanctis Deledda a Cagliari

 

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