La Nuova Sardegna

Intervista

Tomaso Montanari: «Gesù, Socrate, Caravaggio, Murgia: il mondo cambiato dai cani sciolti»

di Alessandro Pirina
Tomaso Montanari: «Gesù, Socrate, Caravaggio, Murgia: il mondo cambiato dai cani sciolti»

L'accademico, storico dell'arte, scrittore a Cagliari con lo spettacolo sugli Eretici di ieri e di oggi

18 gennaio 2024
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Eretici di ieri, di oggi e di domani. Tomaso Montanari accompagna gli spettatori in un viaggio tra ribelli e rivoluzionari della storia, con un occhio ai non allineati del presente. Lo storico dell’arte, accademico, scrittore e saggista, firma de Il Fatto Quotidiano, sarà al Teatro Massimo di Cagliari il 25 gennaio, all’interno della rassegna “Pezzi unici”, con uno spettacolo appunto intitolato “Eretici”. Al suo fianco l’attrice Daniela Morozzi e il sassofonista Stefano Cocco Cantini, con la regia di Matteo Marsan.

Montanari, chi sono gli eretici?

«Ci sono una infinità di definizioni possibili. Eretico, dal greco aireo, vuole dire scegliere. L’eretico è il contrario dell’ortodosso, quello che va per la strada giusta, ma che è giusta lo dicono gli altri. L’eretico preferisce sbagliare, ma con la sua testa. Non è un bastian contrario a tutti i costi, mi piace definirlo un cane sciolto. Gli eretici non sono conformi, ma difformi. Come pezzi che vengono diversi, non standard. Ma tutto ciò è una cosa bella».

Come sarà lo spettacolo che metterete in scena a Cagliari?

«Si svolgerà nel modo più tradizionale possibile. Saranno piccoli medaglioni biografici di questi eretici, di cui faremo ascoltare le loro parole. In passato a loro fu tappata la bocca, noi invece li faremo parlare attraverso la voce di Daniela Morozzi».

Quali personaggi racconterà nello spettacolo?

«Non voglio scoprire molto le carte. Ne cito due, molto diversi tra loro: Caravaggio e Tina Anselmi».

Qual è l’humus su cui nasce il pensiero unico contro cui si battono gli eretici?

«Non c’è un unico terreno, sono tutti i terreni in cui si pensa: la politica, l’arte, la letteratura, la scrittura. Sono questi i terreni di elezione. Ma non sono i soli. C’è ovviamente la filosofia. Ricordiamo che il più famoso eretico è stato Socrate. E poi Gesù: non possiamo dimenticare che il cristianesimo nasce come eresia dell’ebraismo».

Chi sono gli eretici di oggi?

«Una l’avete avuta in casa, Michela Murgia, di cui in qualche modo parleremo nello spettacolo. Chi si rifiuta di stare al gioco, di stare zitto, di accettare un patto con il potere in cambio di vantaggi. Perché ricordiamolo sempre: il potere vuole il silenzio».

Gli eretici sono di destra o sinistra?

«In genere gli eretici sono contro la propria parte. È un dato statistico che a destra ce ne siano pochi. La destra è conservazione, disciplina, anche se in questo Paese è più un circo equestre. Nella destra liberale c’è l’idea di ordine, anche se anch’essa i suoi eretici li ha avuti. Vero è che la maggior parte sono a sinistra, che infatti paga il prezzo più alto».

Quanti eretici si sono adeguati al pensiero unico?

«Galileo, anche se non era un eretico, ha dovuto abiurare. Giordano Bruno non si è adeguato e lo hanno bruciato. Ci sono dei momenti di bivio. A Socrate dissero: devi stare zitto. E lui rispose: non posso farlo».

Essere eretici nell’era dei social, della omologazione è più difficile rispetto al passato?

«Forse oggi l’eresia sarebbe non usare i social o non utilizzarli in modo mainstream. Ma non basta parlare contro per dire cose intelligenti».

Qual è il confine tra eretici e negazionisti?

«Non tutti gli eretici dicono cose buone. Il pensiero no vax, per esempio, anche se eretico, non era intelligente. Ma anche di fronte a posizioni criticabili, estreme - a meno che non siano razziste, omofobe, fasciste - bisogna rispettare il dissenso. Io non ero d’accordo con chi era contro i vaccini, ma non pensavo andasse trattato come un mostro».

Lei si considera un eretico?

«Io? In realtà, vengo trattato come tale. In altre epoche non lo sarei mai stato. Lo sono forse perché ho una personalissima idiosincrasia verso il potere. Io diffido del potere. Da cattolico lo vedo come un peccato, qualcosa di diabolico. Io sono un cristiano, cattolico cresciuto con don Milani, che oggi forse sarebbe stato trattato come un eretico, o addirittura un terrorista. È il mondo che è diventato molto conformista, di destra, cattivo. In realtà, le mie sono semplicemente idee normali».
 

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