La Nuova Sardegna

Cultura in lutto

Addio a Maria Giacobbe, raccontò la Sardegna al mondo

di Gabriella Grimaldi
Addio a Maria Giacobbe, raccontò la Sardegna al mondo

La scrittrice nuorese si è spenta a 95 anni a Copenaghen

28 gennaio 2024
3 MINUTI DI LETTURA





Negli anni Cinquanta fece scalpore il suo “Diario di una maestrina”, che raccontava per la prima volta figure e storie di una Sardegna fino ad allora inedita. Il romanzo le valse il Premio Viareggio-Opera prima e successivamente scrisse altre 10 opere di successo sempre collegate in qualche modo alla sua terra. Ieri la scrittrice nuorese Maria Giacobbe, 95 anni, è morta nella sua casa di Copenaghen dove viveva dagli anni Cinquanta.

Giacobbe era nata a Nuoro da una famiglia di militanti antifascisti. Il padre, Dino, ingegnere, ufficiale pluridecorato nella Prima guerra mondiale, fu tra i fondatori del Partito sardo d’Azione e poi combattente repubblicano in Spagna ed esule negli Stati Uniti sino alla fine della guerra. La madre, Graziella Sechi, era insegnante elementare e, condividendo le idee del marito, come lui fu perseguitata dal regime fascista. Lasciato il liceo classico di Nuoro prese il diploma di maestra e cominciò a insegnare nei piccoli centri del suo territorio. In seguito iniziò a collaborare con vari giornali e riviste ed esordì come scrittrice narrando proprio le sue esperienze di giovane maestra. Lei stessa in un’intervista a Sante Maurizi raccontò di essere stata scoperta quasi per caso da un’intellettuale conosciuta un’estate a Cala Gonone e di essersi ritrovata i suoi racconti pubblicati “a sorpresa” sul “Mondo” di Mario Pannunzio insieme alla proposta di Laterza di pubblicare il romanzo.

Maria Giacobbe dal 1957 viveva in Danimarca, patria del marito, lo scrittore Uffe Harder, con cui aveva avuto due figli, Thomas e Andreas, quest’ultimo annegato in mare a Orosei quando aveva 55 anni, alcuni anni fa. Una tragedia, quest’ultima, che ovviamente ha segnato la vita della scrittrice incapace di accettare la perdita del figlio.

Un legame, quello di Maria Giacobbe e della sua famiglia con la Sardegna che è rimasto sempre vivo nonostante la scelta di vivere in un Paese lontano e così diverso da Nuoro e dal suo territorio. Lo dimostrano i suoi libri che hanno disegnato un affresco originale dell’isola e della sua gente. Tra le sue opere più conosciute c’è “Dagbog mellen to verdener” (“Diario tra due mondi”) pubblicato in danese nel 1975 ed edito in Italia due anni dopo col titolo “Le radici”, in cui l’autrice raccontava le memorie della Nuoro dei suoi avi, tema che sarà ripreso anche nel successivo “Masker og ngne engle” del 1994, pubblicato in Italia nel 1999 col titolo “Maschere e angeli nudi: ritratto d’infanzia”. Nel 2000 il regista Giovanni Columbu ha realizzato invece il film “Arcipelaghi” tratto dal romanzo omonimo, pubblicato nel 1995, che le valse il Premio Dessì Speciale della Giuria.

La Giacobbe per le sue attività e produzioni in campo culturale, avendo notevolmente contribuito alla conoscenza della cultura sarda e italiana in Danimarca e danese in Italia, ha ricevuto riconoscimenti sia in Danimarca sia in Italia tra i quali il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Solidarietà Nazionale, conferito dal Presidente della Repubblica Italiana nel 1967 e il vitalizio statale col quale il Ministro per gli Affari Culturali della Danimarca ha voluto esprimere ufficialmente nel 1996 «la gratitudine del Paese per i valori culturali di cui Maria Giacobbe ha con la sua arte arricchito la società danese nella sua totalità». Dal 2008 era presidente del Comitato degli scrittori danesi per la difesa della libertà di espressione e membro fondatore del Comitato per la coesistenza israelo-palestinese.
 

La rabbia degli agricoltori

Il movimento dei trattori blocca il porto di Cagliari: «Basta con le prese in giro»

di Andrea Sini
Le nostre iniziative