La Nuova Sardegna

La missione

Tenore e mamuthones portabandiera dell’isola

di Luciano Piras
Tenore e mamuthones portabandiera dell’isola

Il gruppo “Remunnu ’e Locu” di Bitti e la Pro loco di Mamoiada star a Roma per il “Censimento del patrimonio immateriale”

20 marzo 2024
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Inviato a Roma «Per l’Unpli è come scrivere la nuova Treccani: abbiamo davanti un lavoro immenso da fare, un lavoro sconfinato». Raffaele Sestu, presidente della sezione Sardegna dell’Unione nazionale delle Pro loco d’Italia, presenta così il progetto di “Censimento del patrimonio culturale immateriale dei piccoli comuni”. Gli applausi e le emozioni salgono di tono davanti al Tenore “Remunnu ‘e Locu” e ai Mamuthones e Issohadores di Mamoiada.

«Questa è una giornata storica, frutto di oltre dieci anni di lavoro – aggiunge Antonio La Spina, presidente nazionale dell’Unpli –. L’obiettivo è mettere a sistema il nostro patrimonio, fare diventare consapevoli le nostre comunità dell’immenso patrimonio che abbiamo».

«Un lavoro di catalogazione e mappatura infinito, che andrà avanti nel corso degli anni» sottolinea Fernando Tomasello, della Fondazione Pro loco Italia, braccio operativo dell’Unpli. Sta nascendo una rete, insomma, che vede alla cabina di regia le Pro loco, in collaborazione con l’Istituto centrale del patrimonio immateriale e l’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni d’Italia, sotto la supervisione del ministero della Cultura. A fare gli onori della Sardegna nella capitale, ieri mattina, davanti al pubblico riunito nel salone del Museo delle civiltà, zona Eur, è Raffaele Sestu.

Protagonisti assoluti i cantori di Bitti e le maschere di Mamoiada. Persino i presentatori della giornata, Adriana Volpe e Beppe Convertini, si lasciano andare all’entusiasmo, lei “catturata” dalla soha (il lazzo) dell’issohadore Francesco Zanzu affiancato dai mamuthones Vito Sale e Andrea Canneddu del gruppo Pro loco. Lui, Convertini, con il cellulare in mano a riprendere la sfilata dimostrativa, con l’armonia dei campanacci che ha lasciato tutti di stucco. «Siamo orgogliosi di partecipare a questo grande evento» sottolinea Giannino Puggioni, portavoce del sodalizio arrivato dal cuore della Barbagia. È lui che spiega al pubblico la tecnica di vestizione e i movimenti da fare. «Questo rito rappresenta per noi l’insieme delle tradizioni che ci sono state tramandate e che noi abbiamo il dovere di tramandare a nostra volta alle nuove generazioni». Salvaguardare e conservare: è il binomio che riecheggia in sala. Un esempio concreto del vasto patrimonio culturale immateriale che fa dell’Italia tutta uno dei Paesi più ricchi dal punto di vista delle tradizioni, dell’ambiente, dell’enogastronomia, dell’artigianato in genere.

A portare la propria testimonianza concreta a Roma, insieme al gruppo dei sardi, ci sono infatti tanti altri gruppi arrivati dal resto del Belpaese: i Miserere di Sessa Aurunca (per la Campania), le corritrici con la cannata di Arpino (Lazio), i figuranti del Corteo storico della Pro loco di Lucera (Puglia), gli Scianari di Cannole (per il Salento, Puglia), le Pro loco trapanesi che celebrano la Festa di San Giuseppe con la preparazione dei pani tipici per l’altare votivo (Sicilia), la Pro loco di Fucecchio che porta avanti l’antica tradizione dell’Infiorata (Toscana) e i rappresentanti delle maschere lignee della Caccia selvatica di Belluno (Veneto).

L’onore dell’apertura, comunque, è riservata al Tenore “Remunnu ’e Locu” di Bitti. Andrea Sella (voce e mezza voce), Dino Ruiu (voce e mezza voce), Mario Pira (basso) e Pierluigi Giorno (contra) entrano in scena da vere e proprie star, tra gli applausi dei presenti. Convertini ricorda subito la recente tappa al Festival di Sanremo al fianco di Mahmood. Così, tra i brani proposti, i “Remunnu ’e Locu” cantano ancora una volta i versi del poeta di Bonorva Paulicu Mossa. L’ovazione è generale. I quattro bittesi vestiti di velluto svelano le singole componenti del tenore, catturano l’attenzione con le loro voci, prese una per una, poi tutti insieme, melodia e armonia. «Un’occasione importante, questa, per fare conoscere le bellezze della Sardegna» sottolinea Andrea Sella. «In questo modo portiamo la testimonianza della cultura della nostra regione». Complice Raffaele Sestu, medico di Arzana oltreché timoniere storico delle Pro loco sarde, che si accalora raccontando al vasto mondo le mille meraviglie dell’isola dei sardi.

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