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Maurizio Frau, re dei maitre chocolatier: «L’uovo più trendy? Farcito e gourmet»

di Roberto Sanna

	Maurizio Frau maitre chocolatier cagliaritano
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Maurizio Frau maitre chocolatier cagliaritano

L’artista cagliaritano del cioccolato gira l’Italia per tenere corsi e consulenze e detta le tendenze del settore

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Cagliari L’uovo di Pasqua più trendy del 2024 è farcito e gourmet: un guscio di cioccolato, poi strati di creme, caramello, inserti di frutta secca e diverse consistenze. Parola di Maurizio Frau, cagliaritano, considerato da tutto l’ambiente il maitre chocolatier numero uno in Italia.

Maurizio Frau non ha un locale suo ma gira l’Italia per tenere corsi e consulenze ed è lui a dettare le tendenze del settore. Le sue creazioni vanno oltre il concetto di semplici dolcied entrano a pieno titolo nel campo dei lavori artigianali: «Una tipologia di mercato che va distinta da quella della grande distribuzione – spiega –, anche se ora il rapporto si sta ribaltando. Nel senso che sono gli artigiani ad andare sempre più spesso dietro la grande distribuzione, la quale è molto avanti nel lavoro di marketing e grazie anche ai social spopola con le sue proposte».

Ma se da una parte la grande distribuzione inonda il mercato col concetto di uovo con la sorpresa, dall’altra c’è sempre una quota di clienti adulti che cerca qualcosa di diverso. Il concetto resta comunque quello della qualità: «Negli ultimi anni la tendenza è stata quella di colorare la materia prima, però credo sia arrivato il momento di ribaltarla e riprendere a far vedere il colore del cioccolato. Per quanto riguarda i bambini, credo sia giusto concentrarci anche su quello che diamo loro da mangiare: il cioccolato deve essere di qualità, gli zuccheri vanno centellinati. Il dosaggio è importante e penso che anche questo debba far parte del discorso complessivo dell’educazione alimentare».

Sul discorso di marketing e delle sorprese contenute nelle uova, Maurizio Frau è esplicito: «Credo che se anche noi artigiani cominciassimo a lavorare sulle sorprese sarebbe un’arma a nostro favore. Io faccio il consulente, ma se avessi una mia attività a Pasqua punterei a proporre ai clienti belle uova e bei giochi. Il marketing è importante, bisogna entrare in questa mentalità. Non dobbiamo demonizzare nessuno, però è chiaro che certe volte la materia prima che viene utilizzata è di scarsa qualità e gli artigiani dovrebbero fare un discorso di marketing adeguato alle loro produzioni. E se è vero che spesso la gente si spaventa per il prezzo al chilo del cioccolato in un laboratorio, la mia idea è che dovremmo eliminare questo passaggio: un uovo di Pasqua artigianale va venduto a pezzo, proprio come singola creazione. Io farei tre fasce di prezzo a seconda delle grandezze: una più piccola sui 18-20 euro, una media sui 35 euro, e poi una fascia alta da 50, anche 70 euro».

Ma qual è l’uovo di di Pasqua ideale di Maurizio Frau? «Io farei innanzitutto un cremino di cioccolato, sempre fondente perché contiene meno zuccheri, poi utilizzerei la pasta di nocciole perché c’è la granella ed è molto piacevole al palato. E magari aggiungerei un tocco di caramello, che è una cosa in più che fa sempre piacere: l’importante è non eccedere».

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