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La ciliegia bianca di Bonnanaro finisce in bottiglia

di Daniela Deriu
Bonnanaro un cesto delle prelibate ciliegie
Bonnanaro un cesto delle prelibate ciliegie

La poco nota varietà diventa un liquore dolce, l’ideatore Mario Scanu: «Sapore da gustare tutto l’anno»

19 aprile 2024
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Bonnanaro È giunta la primavera e lungo le colline che circondano Bonnanaro è possibile osservare l’incantevole scenario offerto dai ciliegi in fiore. I cerasicoltori esperti sanno che presto i piccoli petali bianchi lasceranno il posto al prezioso frutto dal colore rosso, vera delizia per adulti e piccini. Situato a circa 30 chilometri da Sassari, Bonnanaro vive della fama apportata dalla produzione del buon vino e della ciliegie, per cui è famoso non solo a livello locale. In passato le strutture produttive si basavano principalmente su una unica cultivar detta “comune” e anche “antica”, ad indicare la remota presenza nel territorio, dal colore rosato il cui gusto abbina in maniera unica il dolce e l’asprigno.

Ancora oggi, insieme alla tipica “Comune”, nel territorio sono presenti altre qualità come: sa “muscadella” dal gusto molto dolce (pressoché scomparsa); c’è poi la “carrafale” dal sapore un po’ aspro; la “Ciliegia amara” il cui nome deriva dal suo gusto amaro (anche questa pressoché scomparsa) e la ciliegia bianca. Dalla varietà di colore rosso intenso a quella bianca, forse ancora poco conosciuta, fino a quella tipica dal colore rosato, la ciliegia, oltre ad essere il prodotto a cui è legata l'economia locale, è senza dubbio l’emblema di questo paese su cui puntano le amministrazioni sia in termini di marketing che di sviluppo.

Purtroppo a partire dagli anni Settanta ad oggi la produzione ha subito un rallentamento. Diverse le cause tra le quali l'invasione del capnodis tenebrionis, un coleottero che attacca le radici dell'albero deponendovi una larva vorace, che in breve tempo porta la pianta alla morte. Ma va anche considerato che la produzione delle ciliegie subisce l'effetto dei cambiamenti climatici sebbene i coltivatori di questo prezioso frutto abbiano saputo adattare con tenacia le pratiche agricole a tali cambiamenti piantando varietà più resistenti e capaci di resistere ai repentini cambi delle temperature, da molto freddo a improvvisi picchi di calore.

La qualità tipica bonnanarese tuttavia rimane ancora oggi la più preziosa e la più delicata. Il suo frutto si degrada molto facilmente, motivo per cui i cerasicoltori hanno fatto di necessità virtù realizzando, con ingredienti semplici, ottimi liquori e marmellate. Tra i coltivatori locali i più noti sono i componenti della famiglia Scanu. Da intere generazioni gli Scanu curano gelosamente la produzione delle ciliegie. Negli ultimi anni attraverso metodi efficaci producono gustose marmellate, liquori, ciliegie sciroppate o sotto spirito. Nella produzione agricola recente rientra anche una novità: il cosiddetto “liquore bianco” ottenuto dall'omonima ciliegia bianca. Questa bevanda alcolica dal gusto dolce e fruttato, preparata con una ricetta segreta, rappresenta un ottimo connubio con dessert e pasticceria secca.

«Abbiamo deciso di trasformare la ciliegia in prodotti come marmellate, liquori, ciliegie sciroppate o sotto spirito – spiega l’esperto Mario Scanu – perché si tratta di un frutto molto delicato che se non viene consumato in tempi brevi marcisce, mentre la trasformazione ci permette assaporarlo tutto l’anno». Chiunque voglia gustare questo delizioso frutto può partecipare alla Fiera delle ciliegie che, grazie agli sforzi sostenuti dall'amministrazione comunale di Bonnanaro, dalla Pro Loco e dai produttori, è diventata una delle più importanti manifestazioni, nel suo genere, dell'intera regione. Un appuntamento di inizio estate che da sempre richiama migliaia di visitatori. Il richiamo della ciliegia resta irresistibile che si tratti di adulti o di bambini su cui si consuma inevitabilmente l’incantesimo, di mangiarne una dietro l’altra.

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