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L’Associazione Editori Sardi: «Estromessi dalla Mostra regionale del libro»

L’Associazione Editori Sardi: «Estromessi dalla Mostra regionale del libro»

«La Giunta comunale taglia gli editori dall’appuntamento di Macomer»

06 giugno 2024
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Macomer «Un blitz che esclude dalla Mostra regionale del Libro gli editori sardi e l’AES, l’associazione che rappresenta il 90% delle aziende del comparto, è stato compiuto nei giorni scorsi dal Comune di Macomer. La giunta comunale, con una delibera dell’8 maggio, pubblicata il 31 maggio, ha infatti individuato il Centro servizi culturali UNLA come soggetto unico coordinatore e gestore della Mostra per le mansioni di direzione artistica e organizzazione dell’evento. Una decisione, questa, presa in spregio a un’auspicabile condivisione d’intenti, considerato che la Mostra è la principale manifestazione fieristica dedicata all’editoria locale e che l’AES, quindi gli editori sardi, sono protagonisti dell’evento che hanno contribuito a far nascere e crescere fin dal 2000». La denuncia è dell’Associazione Editori Sardi, che ha pubblicato questa nota:

«La decisione dell’amministrazione comunale di Macomer, disconoscendo qualunque atto o patto, avoca a sé la titolarità di un evento a regia regionale, rinnegando persino il più recente passato e mortificando il ruolo, fondativo oltre che acquisito sul campo, dell’AES e degli altri soggetti della filiera, mai citati nell’atto. Va detto che nel 2022, dopo svariati anni di uno sfilacciamento organizzativo che aveva allontanato AES dall’appuntamento, era stata siglata una convenzione tra il Comune e l’Associazione, a sancire il ritorno degli editori. In essa si legge che “l’evento ha beneficiato, negli anni, di una serie di collaborazioni con i diversi soggetti costituenti la filiera del libro edito in Sardegna ed in particolare con l’Associazione degli Editori Sardi, soggetto cofondatore che ha tradizionalmente curato e assicurato i temi, la presenza degli editori, la presentazione delle novità librarie, di laboratori, mostre, spettacoli e momenti di confronto, in coordinamento con gli altri partner principali” e ancora che “fra i diversi soggetti della filiera, l’Associazione Editori Sardi ha assunto, in numerosissime edizioni passate, un ruolo importante contribuendo alla loro riuscita con un buon contributo metodologico, innovativo, ricco di contenuti fondanti nelle attività di progettazione, produzione culturale e organizzazione».

«Non si comprende quindi – continua il documento di Aes – in quale contesto sia maturata questa improvvida decisione che non tiene volutamente conto degli Editori sardi nell’organizzazione di una iniziativa che ha come fine precipuo la promozione dell’editoria sarda, sostenuta e animata da AES, che negli anni, insieme agli altri attori del libro, ha promosso il confronto tra editori locali e nazionali e con proposte culturali legate alla promozione della lettura, come “Adotta un libro sardo”, in collaborazione con l’Associazione librai sardi indipendenti. Vero è che, in sede di bilancio dell’edizione 2023, AES aveva rilevato una serie di criticità – tra cui una programmazione non sempre concordata ed eventi collaterali inspiegabilmente collocati nello stesso orario, depotenziando di fatto l’offerta al pubblico – ma conclusa dagli editori con l’auspicio che la Mostra riacquistasse un’identità propria e una coerenza di fondo, mirante a dare valore alla normalità della microeditoria locale, ai suoi autori e all’intera numerosa filiera, in dialogo con il mondo ma non in chiave subalterna. Il colpo di mano dell’amministrazione comunale macomerese ha cancellato questa possibilità, estromettendo dalla manifestazione un’associazione che riunisce la stragrande maggioranza degli editori sardi e che, anche in occasione del recente Salone del libro di Torino, ha contribuito a diffondere la cultura e l’editoria, rappresentando con qualità e coerenza la bontà della propria proposta culturale».

«Ora c’è da chiedersi – conclude il documento di Aes – cosa succederà e se non sia meglio e più ragionevole sospendere la manifestazione e rinviarla al 2025, consentendo a tutte le parti (editori, librai, biblioteche, scuole) di elaborare con serenità e meditata consapevolezza un disciplinare condiviso, responsabilità e competenze, tempi congrui e chiari».

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