La Nuova Sardegna

Il festival

“Isole che parlano”, l’edizione 2025 in programma dal 6 al 14 settembre

di Paolo Ardovino
“Isole che parlano”, l’edizione 2025 in programma dal 6 al 14 settembre

In arrivo tanti musicisti esteri per i concerti nei luoghi della Gallura, a Palau la mostra della fotogiornalista palestinese Samar Abu Elouf,

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Se la domanda è se sia possibile avere sempre uno sguardo diverso sullo stesso soggetto, la risposta è nella 29esima edizione di “Isole che parlano”. Il festival musicale, fotografico, per bambini e di sapori – queste le quattro sezioni che lo compongono – ideato e diretto dai fratelli Angeli mette al centro il Mediterraneo. Le isole sono reali – La Maddalena – e figurate, Palau, Luogosanto e Arzachena («i nostri luoghi in Gallura»), e sono punto di incontro di riflessioni sulla mediterraneità della Sardegna e sul valore delle contaminazioni.

In programma dal 6 al 14 settembre, il cuore del festival è dedicato agli incontri musicali. Tanti, in tanti luoghi naturalistici e ancora una volta spunti per conoscere musicisti lontani e vicini. I fratelli Nanni e Paolo Angeli d’altronde hanno sottolineato, nel corso della presentazione ufficiale andata in scena questa mattina alla Camera di commercio di Sassari, come «questo non sia mai stato un festival di massa». Piuttosto, un ritrovo «dove chi viene non sa cosa trova, ma si affida e ha voglia di conoscere».

Tra le proposte, il colpaccio è nella sezione fotografica. Dall’8 settembre al 12 ottobre a Palau andrà in scena la mostra dedicata a Samar Abu Elouf, fotogiornalista palestinese vincitrice del “World press photo of the year 2025” con lo scatto “Mahmoud Ajjour, aged nine”. Un ritratto che ha fatto il giro del mondo, quello di un bambino di Gaza dopo l’amputazione degli arti in seguito a un’esplosione. L’esposizione sarà composta da cinquanta immagini in un percorso cronologico che racconta prima la quotidianità a Gaza city e poi il conflitto, la perdita e la condizione della comunità palestinese.

«Il cambiamento è consapevolezza della diversità», così Paolo Angeli ha annunciato la sezione musicale. Dopo un forte e lungo momento di dialogo oltre Atlantico, suggerisce il musicista, ora è il momento da queste parti di riscoprire i contatti con le coste mediterranee. Da qui nascono proposte musicali che andranno in scena in luoghi suggestivi come la roccia dell’Orso, il faro di Palau, Punta Tegge alla Maddalena, l’isola di Spargi, palazzo di Baldu a Luogosanto, la tomba dei giganti Coddu Vecchiu ad Arzachena, per dire. Tra i progetti chiamati per “Isole che parlano”, il jazz tra Kurdistan, Usa, Colombia, Cipro e Belgio di Elana Sasson quartet, la cantante e compositrice messicana Fuensanta, Korhan Futaci dalla Turchia, Za!+Perrate dalla Catalogna, i progetti sardi di Matteo Carta, Arrepicus, il tenore Santu Gavinu di Illorai, il coro Gabriel di Tempio. Come ogni anno, alcuni artisti sono poi chiamati come ospiti per un momento di incontro e con una collaborazione libera e temporanea. Quest’anno, la direzione artistica ha scelto i contrabbassisti Ksawery Wojcinski dalla Polonia e Esat Ekincioglu dalla Turchia.

Dall’8 al 10 settembre va in scena la parentesi di Isole che parlano ai bambini, sezione curata da Alessandra Angeli. In programma, laboratori attorno ai linguaggi artistici e alle generazioni, e spettacoli di circo contemporaneo. Infine, le isole parlano anche di sapori, il festival promette di proporre esperienze enogastronomiche che raccontino il territorio gallurese nel corso delle giornate. 

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