La Nuova Sardegna

Confessioni d’estate

La nuova era di Miss Italia, Patrizia Mirigliani: «Sfidiamo le polemiche»

di Clarissa Domenicucci
La nuova era di Miss Italia, Patrizia Mirigliani: «Sfidiamo le polemiche»

L’organizzatrice rilancia il concorso dopo sei anni di stop: «Inizia la nostra rinascita contro il neo-femminismo duro»

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Patrizia Mirigliani è al settimo cielo e non lo nasconde. Ha vinto la sua battaglia: dopo sei anni di esilio, Miss Italia - «il talent più antico della storia», ricorda lei - rientra nel palinsesto Rai. L’86esima edizione del concorso sarà trasmessa il 15 settembre in diretta dal palazzetto dello sport di Porto San Giorgio su San Marino Rtv (canale 550 del digitale) e in streaming su Rai Play. «Il concorso riparte dal via come in un grande gioco dell’oca – spiega sorridente – ma con una differenza sostanziale rispetto al passato: questa è la mia Miss Italia, le precedenti 85 edizioni erano di Enzo, mio papà. Inizia ora la fase della ricostruzione». E riparte da lei, da Patrizia, nata a Trento nel 1957 con il sogno di diventare scrittrice o giornalista.

Glielo chiese suo padre di succedergli alla guida del concorso?
«Nel 2002 mi disse: ho visto abbastanza, puoi essere la mia erede. Ora continua tu, io ti sto accanto».

Da bambina provava gelosia per tutta la bellezza che circondava suo padre?
«No grazie al suo atteggiamento mai malizioso ma sempre protettivo nei loro confronti. Le miss erano quasi tutte mie coetanee, le consideravo sorelle e non sentivo la competizione, però mi interessava sapere cosa pensasse mio padre di me e un giorno a 13 anni gli chiesi: diventerò carina secondo te?»

Che cosa le rispose?
«Si fece trovare pronto, sapeva che quella domanda prima o poi sarebbe arrivata e con fare deciso, affatto frettoloso, mi disse: sarai sempre tu la mia Miss Italia».

Con gli anni come si è evoluto il suo rapporto personale con le miss?
«Man mano che invecchiavo sentivo che la mia missione era più alta di quanto credessi. Ho avvertito una responsabilità enorme nei confronti di giovani donne avvenenti e spesso talentuose e sapere che quest’anno torniamo a regalare alle ragazze l’occasione del palco televisivo mi rende felice perché avranno una chance in più. L’avrei voluto anche per le miss degli anni passati, ovviamente penalizzate”».

Quando ha iniziato a sentire suo il concorso, a volergli bene?
«Mi sono innamorata di Miss Italia quando ho capito che non era il concorso a usare le donne ma le donne a usare Miss Italia. Ho vissuto la trasparenza di una manifestazione chiamata concorso ma che in realtà raccontava la storia delle donne».

A quali di queste è più legata?
«A Pina Siracusa. Aveva 21 anni quando fu violentata da 15 ragazzi di Mazzarino e quando sporse denuncia non incontrò solidarietà ma fu colpevolizzata: troppo bella, se l’è cercata. Nel 1991 venne incoronata Miss Coraggio, un titolo per ribadire la sua forza nel denunciare. Quando negli anni Ottanta si celebrava soltanto la bellezza della donna, mio padre aveva capito che c’era tutto un mondo sfaccettato femminile che doveva essere narrato, e aprì al racconto».

Che cosa pensa della parola “ipocrisia”?
«Si riferisce al fatto che cancellare Miss Italia ci ha resi per un po' un paese più civile? Certo una bella ipocrisia, ma penso che il danno sia anche maggiore, mi spiego. Se un tempo andavamo fieri della bellezza esteriore, considerata il riflesso di un’armonia interiore, oggi ipocritamente abbiamo dato a lei tutte le colpe e se assistiamo a questo imbarbarimento dei costumi, a questa decadenza civica, è proprio perché si è perso il senso della bellezza e il rispetto nei suoi confronti. E non mi riferisco solo alla bellezza femminile, ma a quella del mondo, della natura, dell’umanità…».

A un certo punto Miss Italia viene messa al bando. Un riflesso della lotta intrapresa contro la bellezza?
«Quando Miss Italia ha perso il sostegno della Rai ho ricevuto messaggi cattivi: non sai far niente, hai distrutto un simbolo, non sei all’altezza. In realtà sono entrata nella fase peggiore, una fase in cui cambiava il mondo e sono stata il bersaglio di un neo femminismo ben più duro che in passato».

Avrebbero scritto le stesse cattiverie anche su suo padre?
«Mai. L’inferno si è scatenato dal 2012, appena morto papà. Le donne che ereditano un marchio importante sanno di avere addosso gli occhi di chi non aspetta altro che un passo falso per poter dire loro: non sei in grado».

È il 1946 quando in concomitanza con il primo voto alle donne nasce il concorso di Miss Italia ed Enzo Biagi scrive: “Miss Italia con il voto alle donne è una conquista della democrazia”.
«Il concorso era nato nel 1939 con il nome di 5mila lire per un sorriso, la prima edizione era stata vinta da Isabella Verney. Con la fine della guerra e il primo voto al femminile cambia nome in Miss Italia, un’idea del grande pubblicitario Dino Villani e di Cesare Zavattini. Il cinema era molto interessato alla manifestazione che divenne un vivaio per il cinema, per molti anni il solo. Visconti, De Chirico, De Sica, Macario, Totò tra i nostri giurati; la Pampanini, la Loren e la Bosè tra le miss. Miss alle quali negli anni non è mai caduta la corona, al contrario di quanto accade altrove».

A proposito, chi incoronerà quest’anno la vincitrice?
«Una donna che rappresenta un modello femminile importante, avrei un nome in testa ma tutto è esploso improvvisamente a luglio, ci stiamo lavorando. Posso dire che un tema importante in questa edizione sarà lo sguardo perché, come diceva mio padre, tutto quello che rappresenta una donna glielo leggi negli occhi».

Tra le miss più recenti, un buon esempio per le giovani?
«Penso a Giulia Salemi, bella, intelligente, imprenditrice di sé stessa, ha saputo creare la sua fortuna».

Zigomi affilati, labbra canotto, sederi alla Kardashian… Lei ha detto che Miss Italia vuole tornare alla normalità, lontana dai canoni estetici dettati dai social e dalla chirurgia che massifica.
Non sono per la crociata contro i chirurghi estetici, ma da esperta di bellezza dico alle ragazze: siate uniche. La diversità dei volti li rende opere d’arte, l’omologazione è solo un sintomo di fragilità. La chirurgia può risolvere problematiche, ma il medico ha il dovere di spiegare alla ragazza che è l’unicità dei tratti a renderla un tipo. Sa quante ragazze vedo sui social che poi dal vivo non riconosco?».

Con la finale tv del prossimo 15 settembre il concorso riparte dal via. Poi?
«Vorrei fare di Miss Italia anche una Fondazione perché il file rouge che lega la manifestazione al sociale è forte e spero di riportare alla vita Miss Italia nel mondo, un bel volano per la bellezza e la cultura italiana a livello internazionale». Chi si sente di ringraziare? “Il direttore generale Roberto Sergio e tutta la dirigenza Rai. Poi Valerio Vesprini , sindaco di Porto San Giorgio».

Bellezza e moda. Si può raccontare l’Italia anche attraverso gli abiti delle miss?
«Certamente. Nel 1950 Sofia Loren, allora Sofia Scicolone, non possedeva un abito per venire a Miss Italia e Schuberth le prestò un vestito. La moda, gli abiti e le scarpe delle ragazze a Miss Italia hanno sempre riflettuto i tempi e la società: in poche potevano permettersi un abito sartoriale mentre oggi alla borsa griffata arriviamo tutti ma si è perso il senso».

Ora che Miss Italia ricomincia da lei si sente più forte?
«Paradossalmente questa esclusione ha smosso molta empatia nei miei confronti perché la gente mi ha vista soffrire, combattere con le unghie e forse per la prima volta hanno pensato che non ero solo una privilegiata vestita di paillettes ma una donna combattente e spesso sola, come tante».

Di mezzo ci sono stati anche due tumori e nel 2021 la denuncia che ha sporto contro suo figlio per salvarlo dal tunnel della droga, una vicenda dolorosa ma a lieto fine.
«Ho vissuto un incubo, una sofferenza senza appigli, altroché lustrini. Mi chiedevo: posso lasciare alla società un ragazzo con una sofferenza così? E quante mamme nella mia stessa condizione poi mi hanno scritto… Oggi sta bene, ha salvato se stesso, si è innamorato e spesso mi dice sottovoce: ho perso diciotto anni di vita, che peccato mamma».

Lei che cosa gli risponde?
«Che è giovane e che ha tutto il tempo per recuperare. Poi alzo lo sguardo al cielo e ringrazio Dio».

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