La Nuova Sardegna

L’intervista

Jerry Calà: «Che bella la mia vita Smeralda. Tornare in Sardegna è una libidine»

di Paolo Ardovino
Jerry Calà: «Che bella la mia vita Smeralda. Tornare in Sardegna è una libidine»

L’attore in scena con il nuovo spettacolo nella piazza di Poltu Quatu

4 MINUTI DI LETTURA





Sassari In modo consapevole o meno, le sue frasi le abbiamo usate tutti almeno una volta nella vita. In realtà molto più di una volta. E infatti si intitola “Una serata da libidine” lo show di Jerry Calà, prodotto da The best organization, che andrà in scena nella piazzetta di Poltu Quatu giovedì 14 agosto alle 22.30. Gli esordi con I Gatti di Vicolo Miracoli, il cabaret al Derby club di Milano, il successo con le pellicole cult. Sul palco, ci sarà tutto.

Le chiedo subito che effetto fa esibirsi proprio in un luogo così speciale per lei?

«Per me è una grande soddisfazione. Vengo ogni anno a Poltu Quatu e sapere che questa volta potrò portarci il mio show è un gran piacere. A tutti gli effetti è il posto mio del cuore. Adesso è tutto rinnovato dalla nuova proprietà. A farmi piacere più di ogni altra cosa è stato proprio che la Castello Sgr mi abbia voluto per inaugurare in qualche modo questo nuovo percorso per Poltu Quatu. Hanno ritenuto che potessi essere il punto di congiunzione tra il passato e il presente... e il futuro (ride, ndr). Be’, la storia dice che io e Umberto Smaila abbiamo contribuito moltissimo allo sviluppo di questa zona ».

Mi spiega che tipo di spettacolo bisogna aspettarsi? Sarà un racconto della sua carriera?

«Uno show molto musicale, io lo chiamo concert-show. Sì, mi racconto attraverso le colonne sonore che hanno caratterizzato i miei film, ma anche il mio vissuto. Tutto viene condito da piccoli monologhi. Diciamo che sarà una serata da one-man-show, ma insieme alla mia band».

E qual è la sua colonna sonora? Quali sono i brani che si porta dietro da sempre?

«Lo spettacolo inizia con un grande omaggio a Lucio Battisti. Per me è un faro, anche se lui viaggiava a luci spente, che illumina ancora la musica italiana. L’ho sempre sentito come una grande fonte di ispirazione. Poi però penso anche a tutta la colonna sonora di “Sapore di mare”, le canzoni da spiaggia di Vianello, Rita Pavone, “Sapore di sale” di Gino Paoli. Ah e ovviamente gli anni ’80, “Maracaibo”. È una canzone che non può mancare nemmeno nei miei spettacoli, una volta ho provato a non farla e ho rischiato la vita (ride)».

Mi parla della Costa Smeralda? Della sua, però.

«Ci sarebbe tanto da dire, ci ho fatto anche un film, “Vita Smeralda”, e si può dire che ho coniato un termine. Quando si vuole significare una vita di vacanza scintillante si dice così ormai, vita Smeralda».

Ma la movida in questa parte dell’isola è cambiata?

«Mah... in realtà avviene sempre negli stessi locali, certo nel frattempo hanno cambiato nome e gestione, ma il giro della movida è quello. Ciò che noto, semmai, è un ringiovanimento. Anche se comunque quando arrivano i ragazzi, io dai locali esco, perché ci vado a cena e basta ormai (ride)».

E si ricorda la primissima volta in cui è venuto in Costa Smeralda?

«Sì, erano i primi anni ’70. Liscia Ruja era una spiaggia per nudisti, in giro non c’era nessuno. Oggi vedo sfrecciare suv enormi, una volta la tendenza era girare con macchine piccole e scassate, ricordo le Citroen Méhari, che belle. Si girava molto a piedi, la sera con le torce in mano, e si cercavano nuovi ristorantini. Il “Sottovento” era ancora fatto con le canne attorno. La prima volta a Poltu Quatu fu a fine anni ’80, aveva il colore delle case cantoniere, hai presente? Quel rosso lì, tutte squadrate. Oggi è un angolo meraviglioso, per non parlare del W Sardinia hotel».

Qual è stato il punto di svolta della sua carriera?

«La prima grande avvisaglia l’ho avuta quando ho cominciato a sfornare tormentoni tipo “Capito?!”, con i Gatti di vicolo Miracoli. La consacrazione è avvenuta al cinema con il primo film da protagonista, “Vado a vivere da solo”».

Perché le piaceva il cinema?

«I film dei Vanzina mi hanno fatto vivere momenti di popolarità che dura ancora. Sono film che vengono ancora celebrati o riproposti in tv. La mia fortuna è stata farli, sono sempre attuali e fanno in modo che anche i giovanissimi mi conoscano. Negli spettacoli ho un pubblico variegato, con i ragazzi che sono cresciuti con me e oggi hanno 50 anni e quelli che ne hanno 20. Devo tutto ai fratelli Vanzina».

Cosa le chiedono quando la fermano per strada?

«L’autografo non lo chiede più nessuno, ora è selfie-mania. Poi mi chiedono qualcuna delle mie stupidate, “Doppia libidine” più di tutte o la frase “Non sono bello, piaccio”. La cosa più bella? Quando mi dicono “Jerry sono cresciuto con te”».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Cronaca

Choc in paese: bimba di 14 mesi muore soffocata

Le nostre iniziative