La Nuova Sardegna

L’intervista

Orietta Berti: «Ritirarmi? Non ci penso. Finché ci saranno salute e affetto del pubblico»

di Alessandro Pirina
Orietta Berti: «Ritirarmi? Non ci penso. Finché ci saranno salute e affetto del pubblico»

La cantante 82enne vive una seconda giovinezza artistica e vanta collaborazioni con Fedez, Achille Lauro, Rovazzi: «Mi vogliono bene»

5 MINUTI DI LETTURA





Al Red Valley è bastato che Fedez facesse il suo nome e il pubblico di Olbia è esploso in un boato. Ormai Orietta Berti, 82 anni sulla carta d’identità e un’energia da fare invidia a molte ragazzine, una carriera che si appresta a tagliare il traguardo dei sessant’anni, ha un pubblico che attraversa più generazioni. Dai fan più attempati che la seguono dai tempi di Canzonissima ai giovanissimi che l’hanno scoperta attraverso i suoi sodalizi con gli idoli del momento. E oggi a Bortigali, dove è la superstar della festa della Beata Vergine Assunta, ad accoglierla sarà un pubblico che più variegato non si può.

Orietta, che estate sta vivendo?

«Intensa come quelle vissute dal 2021 a questa parte. Sto facendo concerti, la promozione del disco “Cabaret”, e poi negli altri giorni sono impegnata a registrare i brani del nuovo album che uscirà a Natale e con cui festeggerò i 60 anni di carriera».

Possiamo dire che è in corso la sua seconda giovinezza?

«Sto vivendo una seconda carriera...».

Si diverte più oggi di quando era più giovane?

«Sono due periodi diversi. Ai tempi non si stava davvero fermi un attimo. C’erano un sacco di trasmissioni: Un disco per l’estate, la Gondola d’oro, Canzonissima che iniziava il 6 settembre e finiva il 6 gennaio. E poi iniziava la preparazione per Sanremo. Eravamo sempre in ballo, discograficamente parlando. Oggi invece, se invece uno si promuove da sola come faccio io, si è più liberi di fare magari un brano a giugno e uno a settembre».

Fedez, Achille Lauro, Fiorello, Rovazzi: tutti vogliono lavorare con lei.

«Devo dire che loro mi danno tanta energia, hanno molto rispetto nei miei confronti e mi vogliono bene. Achille mi manda sempre cuoricini, o mi parla dei trucchi. Lo stesso Fede mi chiama spesso, mi propone di fare l’opinionista nei suoi programmi. Non sono solo contatti di lavoro, ma rapporti di amicizia. Anche Rose Villain ed Hell Raton si fanno sentire spesso. Lo stesso vale per Rovazzi con cui è la seconda volta che collaboro, e insieme abbiamo anche presentato dalla nave di Sanremo. Con Fabio abbiamo già fatto due estati insieme. Prima “La discoteca italiana” e ora “Cabaret”, che sta andando bene».

Insieme a lei e Rovazzi ci sono anche i Fuckyourclique.

«Loro hanno un lessico abbastanza spinto quando fanno i concerti, ma con me hanno fatto i bravi. Li ho portati in Rai dove non li voleva nessuno. E anche da Padre Pio».

E ora con chi vorrebbe lavorare?

«Tutti questi nuovi qua, anche le donne. Ma tutto dipende dai loro impegni. Molti hanno già in programma i loro duetti».

Ma ai tempi dei suoi primi successi qual era il rapporto con le sue colleghe. C’erano davvero rivalità...

«Non era così, erano i giornalisti che dovevano fare i titoli accattivanti mettendo i cantanti uno contro l’altro. Io ho sempre avuto una grande ammirazione per Mina, che ho sempre ritenuto la più grande cantante italiana. Oggi con molte colleghe sono amica. Con Ornella Vanoni, per esempio, anche se ai tempi del nostro Sanremo non ci siamo mai fatte una foto assieme. Ora siamo signore di una certa età e ci sentiamo spesso...».

E di cosa parlate?

«L’altro giorno Ornella mi ha chiamata e mi fa: “Orietta, ma quando ti ritiri?”. “Quando ti ritiri tu”, le ho risposto».

E qualche collega con cui non si è mai presa? In tv, qualche tempo fa, ha discusso con Marcella Bella.

«Perché lei diceva che i biscotti che regalo non li faccio io. La verità è che io a casa mentre imparo i pezzi mi diletto a fare il ragù. I biscotti no, perché ci vuole un forno più grande. E così ho dato la mia ricetta a un fornaio pazzo che li fa per me. Ma la ricetta è la mia. E ogni volta che vado in una trasmissione porto con me i biscotti. E tutti li aspettano».

Abbiamo appena salutato per l’ultima volta Pippo Baudo. Cosa vi legava?

«Pippo era uno dei grandi, come Mike, Corrado. Erano la vecchia scuola. Con lui ho iniziato a “Settevoci”. La mia “Tue sei quello” rimase nove settimane al primo posto perché c’era una concorrente che le azzeccava tutte. Da allora siamo diventati amici, abbiamo lavorato tanto insieme, anche d’estate nei teatro tenda. Con lui ho fatto anche il mio primo musicarello, “Zum zum” in cui facevo suor Sorriso. L’ultima volta ho incontrato Pippo quattro anni fa a una serata di beneficenza, avevamo diviso lo stesso camerino e abbiamo parlato di carriera, di vita privata. Eravamo cresciuti artisticamente insieme. Pippo era un uomo gentile, che non si dava mai arie».

Nel 1986 cantava: a voi russi o americani io non delego il suo domani su mio figlio non metterete le vostre mani. Oggi da nonna questo mondo la spaventa?

«Era “Futuro” di Umberto Balsamo. Una volta la Nannini la cantò a un concerto a Parma. È una canzone che tutt’oggi va cantata ancora. Le guerre continuano a esistere e nessuno dei grandi della terra ha interesse a farle smettere. A loro preme solo vendere le armi».

Orietta e la Sardegna: da grande cuoca cosa le piace della cucina sarda?

«È una cucina molto genuina, amo molto i primi piatti. Oggi non mangio più carne - non sono vegetariana ma ho deciso di non mangiare più animali - e non posso più apprezzare il maialino e gli altri vostri arrosti».

Potrebbe esserci un altro Sanremo nella sua carriera?

«Ci sono andata dopo 29 anni e se dovessi avere una canzone giusta ci potrei anche tornare. Adesso, però, non ne ho bisogno, perché ho un disco nuovo in uscita e lo devo promuovere».

Ha mai pensato di dire addio alle scene oppure, parafrasando uno dei suoi più grandi successi, finché l’Orietta va…

«Il ritiro di un cantante è sempre dovuto alla salute. E dunque finché ho la forza e il coraggio di fare pezzi nuovi e l’affetto e il sostegno del pubblico non vedo perché mi dovrei ritirare».

Primo Piano
La protesta

L’uomo più ricco d’Italia "contro" 65 lavoratrici di Sassari, a rischio la sede locale della Cerved

di Davide Pinna
Le nostre iniziative