La Nuova Sardegna

L’intervista

Greg: «È bello far ridere ma amo la musica»

di Paolo Ardovino
Greg: «È bello far ridere ma amo la musica»

Il comico nell’isola con la sua doo-wop band. «Con Lillo? Siamo surreali e senza scadenza»

3 MINUTI DI LETTURA





Greg senza Lillo, ma con una doo-wop band pronta a far cantare il pubblico: “Greg & the frigidaires” saliranno sul palco dell'anfiteatro comunale di San Gavino Monreale, domenica 7 settembre, per la rassegna SanG/Arena 2025 firmata Cedac. è il lato musicale di Claudio “Greg” Gregori, che si tuffa nella musica rhythm and blues afroamericana di ottant’anni fa.

Come nasce questa formazione?

«Una quindicina di anni fa con Luca Majnardi, mio amico storico, abbiamo deciso di mettere su un gruppo di doo-wop e così è stato. Proveniamo tutti da mondi musicali differenti e questo calderone ha portato a divertirci. La prima manciata di brani l'ho proposta io, canzoni divertenti da cantare, infatti ora siamo in cinque a cantare, e poi alle cover abbiamo affiancato i brani originali, che se ne fregano della struttura fedele degli anni '50 e '60».

Sul palco lei si diverte più quando deve suonare o quando deve far ridere le persone?

«Mi piace di più suonare e cantare, è una sorta di linfa vitale che si rinnova ogni volta. Senti la musica e sai che sei tu uno degli artefici di quel che sta venendo fuori. Far ridere è bello, è una cosa che viene spontanea, io vivo sempre con ironia le cose, però diciamo che diventa molto più un mestiere».

Cosa ascolta in questo momento?

«Attingo quotidianamente dal rock ’n’ roll anni '50, poi Beach boys, musica classica. Poi vado a cercare altre cose, mi piacciono molto i Kings, li ho ascoltati tanto. È buono avere qualche stimolo altrimenti il mainstream ti propone solo reggaeton, trap e un “poppetto” da due soldi».

Lillo e Greg è una coppia che funziona sempre. Vi siete chiesti qual è la formula vincente?

«Sì ce lo siamo chiesti e fa piacere trovare anche le generazioni più giovani. Si creano alchimie spontanee, noi ci frequentavamo in una casa di fumetti, poi abbiamo messo su un gruppo musicale, Latte & i suoi derivati. Da lì si evinceva che fossimo i due frontman. Poi ci siamo ritrovati in quel vecchio stampo del clown bianco, che sarei io, e dell'Augusto, Lillo. In più il meccanismo del carnefice e della vittima, può cambiare tra noi e funziona ugualmente».

Il duo resiste anche in differenti contesti.

«Funziona, ho proprio fatto un'analisi su questo, perché siamo come la commedia dell'arte, non andiamo mai ad attaccare che so il politico del momento. Ma gli facciamo indossare una maschera. Ci permette di stigmatizzare e prendere in giro le meschinità dell'essere umano, senza scadenza. Per ultima cosa, abbiamo il linguaggio icastico dei fumetti, i nostri racconti per questo sono sempre sospesi nella favola, perché surreali».

Dopo il grande successo a "Lol", c'era il rischio che Lillo prendesse una sua strada e cavalcasse l'onda?

«Ma in realtà l'ha cavalcata abbastanza, ha fatto film, pubblicità. Tra noi c'è stato un tacito accordo: a me piace molto fare musica e teatro, a lui film e tv. Portiamo avanti i nostri progetti. E anche io ho preferito così, mi era arrivata notizia che per la seconda edizione di “Lol” si era fatto il mio nome, ma per come sono fatto non ci sarei andato».

Più di quindici anni fa avete dato voce a un programma tv giapponese. Facevate la telecronaca delle prove di "Takeshi's castle", quell'esperienza viene ricordata ancora oggi.

«Era un giochi senza frontiere di giapponesi fuori di testa. Ci colpiva quante botte potessero prendere, e infatti ci mostrarono un foglio dove si teneva conto delle persone ferite e morte ogni anno, mi sembrava una cosa da matti. La cosa buona è che quelle puntate le rimandavano sempre in tv e questo ci ha fatto conoscere a tanti bambini che poi sono cresciuti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
La storia

San Teodoro, un prete per cinque chiese: don Alessandro chiede aiuto ai sacerdoti in vacanza

di Paolo Ardovino
Le nostre iniziative